Kurt Zouma, figlio legittimo della nostra società specista
LONDON, ENGLAND - FEBRUARY 08: Kurt Zouma of West Ham United looks dejected after the Premier League match between West Ham United and Watford at London Stadium on February 8, 2022 in London, United Kingdom. (Photo by Marc Atkins/Getty Images)

In questi ultimi giorni, sta facendo molto discutere un video in cui il calciatore del West Ham, Kurt Zouma, prende a calci i suoi gatti perché avevano rotto un vaso in casa. Le immagini mostrano come il 27enne giocatore della nazionale francese, si scagli con violenza contro i suoi due animali domestici durante un momento di rabbia. Il filmato girato da Yoan, fratello del calciatore, è subito diventato virale ed ha fatto il giro del web, suscitando profonda indignazione soprattutto all’interno degli ambienti animalisti. La Royal society for the prevention of cruelty to animals (Rspca) si è perciò interessata subito al caso, prendendo innanzitutto in cura i due gatti e aprendo un’indagine a carico di Zouma, in un secondo momento.

In questo modo il giocatore ha scatenato numerose polemiche non soltanto in Inghilterra ma anche in Francia. Il West Ham ha condannato immediatamente tale comportamento senza alcuna riserva e ha preso i dovuti provvedimenti nei confronti del proprio tesserato. La società calcistica inglese ha infatti prontamente sanzionato il giocatore costringendolo a pagare una cifra pari a £ 250.000, ovvero l’importo massimo previsto dal club inglese. Gli Hammers hanno fatto sapere che il giocatore ha espressamente chiesto di devolvere questa cifra in beneficenza ad associazioni che si occupano del benessere e della salvaguardia degli animali.

Il gesto di Zouma ha scatenato una serie di reazioni a catena, a cominciare dal mondo dello sport, che non sembrano avere ancora fine. Come conseguenza delle sue azioni, il noto marchio Adidas ha rescisso il contratto di sponsorizzazione e interrotto il rapporto con il difensore francese. Dal gesto è rimasto coinvolto indirettamente anche il West Ham, visto che due partner commerciali del club, quali le società Vitality ed Experience Kissimmee, si sono dichiarate estremamente deluse dal comportamento di Zouma e hanno anch’esse risolto unilateralmente i rispettivi contratti di sponsorizzazione con la società inglese. Pertanto, questo caso ha causato un grosso danno d’immagine non solo alla star calcistica, ma anche al club inglese a cui appartiene il cartellino.

Vista quindi la brutta piega che stava incominciando a prendere la vicenda, Kurt Zouma si è detto pentito per le azioni compiute e si è scusato pubblicamente dell’accaduto: «Non ci sono scuse per il mio comportamento, di cui mi pento sinceramente. Voglio anche dire quanto sono profondamente dispiaciuto per chiunque sia rimasto sconvolto dal video». Tuttavia il giocatore francese ha comunque prontamente ribadito che: «Vorrei assicurare a tutti che i nostri due gatti stanno perfettamente bene e in salute. Sono amati da tutta la nostra famiglia, e questo comportamento è stato un incidente isolato che non accadrà più».

Dichiarazioni che sono bastate al suo allenatore, David Moyes, per schierarlo in campo nel match di Premier League contro il Watford. Una scelta quantomeno discutibile, se si considera che Kurt Zouma è un modello sportivo che viene preso dai giovani come esempio da emulare, dentro e fuori dal campo. In ogni caso, le dichiarazioni del calciatore non hanno indotto i tifosi del West Ham a perdonare il loro giocatore. Senza alcun indugio, essi si sono mostrati contrariati nei confronti del suo comportamento, alla prima occasione a loro disposizione. Non appena sceso sul terreno di gioco, il difensore francese è stato così accolto da una dura contestazione da parte di tutto lo stadio e bersagliato da cori durante l’intera partita.

La vicenda che ha coinvolto Zouma sta diventando sempre più simile a quella che in passato interessò l’attaccante francese Karim Benzema. Nel 2016, il calciatore del Real Madrid fu sospeso dalla Federcalcio francese per un tentativo di ricattare il suo compagno di squadra Mathieu Valbuena. In opposizione a tale provvedimento, Benzema affermò che Deschamps «si era inchinato alle pressioni di una parte razzista della Francia». In quel frangente, la presidente del Front National, Marine Le Pen, si pronunciò in merito alla situazione per attaccare il giocatore di origini algerine, dichiarando che attraverso quelle dichiarazioni Benzema voleva «nascondere la sua malvagità dietro una violenta accusa contro il popolo francese».

Anche questa volta, l’episodio sta assumendo una piega prettamente politica. Sull’accaduto che ha coinvolto Kurt Zouma si sono espresse infatti diverse personalità, tra le quali quella di Marine Le Pen. La leader dell’estrema destra francese è tornata così a parlare dell’accaduto e ha manifestato la sua disapprovazione in merito alla vicenda che ha visto coinvolto il giocatore del West Ham. Essa si è espressa molto duramente, scrivendo su suo account Twitter: «È vergognoso. Continuo a pensare che coloro che sono capaci di crudeltà verso gli animali che non possono difendersi siano anche capaci di crudeltà verso gli uomini. La violenza non è mai banale».

Per Le Pen si è verificata così l’occasione ideale in cui ergersi a baluardo della causa animalista e assumere ancora una volta posizioni razziste nei confronti di un giocatore francese, ma di origini centrafricane. Non abbiamo infatti memoria di denunce della presidente del Rassemblement National rispetto ad altri maltrattamenti che subiscono gli animali domestici, oppure sue prese di posizioni in merito alle condizioni di randagismo in cui vivono le nostre città, o ancora verso lo sfruttamento e la messa a morte a cui vanno quotidianamente in contro gli animali negli allevamenti. In poche parole, Marine Le Pen è diventata una fervente sostenitrice dei diritti animali giusto per l’occorrenza – proprio come quando si schierò contro la carne halaal e kosher praticata rispettivamente dai musulmani e dagli ebrei.

Nonostante le azioni di Kurt Zouma siano perciò deprecabili, lo stupore e lo sdegno contro il calciatore è ampiamente sproporzionato, se non addirittura ipocrita. Va considerato che il mondo del calcio non è esente dai problemi sociali, al contrario funziona da cassa di risonanza che li amplifica a sua volta, attraverso il comportamento dei suoi personaggi famosi. Pertanto, quello di Zouma non è un caso isolato, ma un comportamento che viene commesso dalle persone più di quanto potremmo pensare. Viviamo in una società dove all’individuo umano viene assegnato un peso enormemente superiore rispetto agli animali, che di conseguenza diventano poco più di oggetti di cui disporre a proprio piacimento.

Per questo motivo, le accuse contro Kurt Zouma sono sostanzialmente attacchi razzisti che si celano dietro la machera della causa animalista. Viste di fatto le sue origini, l’opinione pubblica ha frettolosamente acceso i riflettori sulla persona di Zouma. Quasi a voler sostenere che il giocatore del West Ham non è come le persone comuni, ma un figlio illegittimo della nostra società specista. Dunque, invece di meravigliarci della condotta avuta dal giocatore francese, andrebbe fatta una riflessione sulla nostra identità in qualità di esseri umani in rapporto a quella degli animali non umani. In caso contrario, condannare esclusivamente il gesto compiuto da Zouma diventa una posizione del tutto razzista.

Gabriele Caruso

Laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, nutre un forte interesse verso l'antropologia culturale e la sociologia. I suoi principali temi di indagine sono l'antispecismo e le questioni inerenti all'Irlanda del Nord.

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