Social Network e Chat GPT. Dove stiamo andando?
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Il 2023 è cominciato da poco più di due settimane e i cambiamenti in vista, nel mondo dei social, delle grandi piattaforme e dell’intelligenza artificiale sono già diversi. Alcuni si sono palesati già col finire dello scorso anno: basti pensare all’esplosione di Chat GPT e il rischio che sta correndo un gigante social come Twitter da quando le redini le ha assunte Elon Musk. L’apertura della piattaforma ad account in precedenza censurati per razzismo e violazione delle policy aziendali è stato uno dei primi grandi cambiamenti introdotti dal nuovo CEO, che ha dato il via, inoltre, al ritorno in pompa magna del neocandidato alla presidenza 2024 Donald Trump. Twitter, insomma, non nuota in acque limpide. Con il dilagare delle spunte blu a pagamento sulla piattaforma, potrebbe aver fatto sorridere aver visto sul profilo (falso) di Nintendo l’immagine di un Super Mario impertinente che fa il dito medio, ma avrà sicuramente fatto sogghignare meno l’azienda farmaceutica Eli Lilly, che ha perso il 4% in Borsa a causa della pubblicazione sul suo profilo Twitter (sempre falso, e sempre dotato di spunta blu) dell’intenzione di offrire gratuitamente l’insulina a coloro affetti da diabete. 

Elon Musk, CEO di Twitter
Fonte: masterx.iulm.it

Più Twitter perde credibilità, e più potrebbe essere sostituita da Mastodon, piattaforma vista da molti come una grande concorrente di Musk, tanto da aver ricevuto diverse importanti proposte di investimento da parte di big della Silicon Valley. La grande differenza rispetto a Twitter è che, sebbene si possano pubblicare post, qui il controllo da parte di un’unica persona non sarebbe possibile. Nonostante gli utenti che hanno utilizzano Mastodon siano passati nel periodo più turbolento di Twitter da 300mila a 2,5 milioni, sono in molti a storcere il naso al pensiero che possa concretamente sostituirlo. Solo il 2023 ci darà una risposta. 

Un’altra grande novità che potremmo definire spartiacque dell’era digital è l’introduzione di Chat GPT: un chatbot (come Siri per intenderci, ma molto più versatile e intelligente) in grado di simulare risposte a domande rivoltegli simulando conversazioni realistiche fra esseri umani. A molti non sembrerà nulla di nuovo: siamo già abituati a risposte automatiche da parte di Tobi e altri bot automatici. Quello che lo differenzia dai suoi predecessori è proprio la sua intelligenza. Chat GPT è infatti in grado di scrivere articoli di giornale, ideare composizioni musicali, creare videogiochi. Potrà diagnosticare malattie. Insomma, potrà essere un valido sostituto al lavoro di molti professionisti, indipendentemente dal fatto che il loro settore sia il digitale. È qualcosa che terrorizza, perché è qualcosa di cui sappiamo ancora poco e di cui conosciamo poco il potenziale. Molti ritengono addirittura che sostituirà Google: in effetti, che senso avrà fare domande a Google, se Chat GPT sarà in grado non solo di spiegare le cose, ma di produrle al posto nostro? 

Siamo spacciati, quindi? No. Per quanto la tecnologia dell’intelligenza artificiale si stia raffinando giorno dopo giorno, restano moltissimi gli aspetti delle nostre vite che richiedono quello che un chatbot non potrà mai avere: quella creatività ed empatia necessarie a rendere irreplicabile il nostro lavoro. Indubbiamente uno strumento del genere necessita delle giuste regolamentazioni affinché non rischi di diventare un propagatore di fake news di massa. Sarà necessario conoscerlo a fondo e imparare a conviverci, perché fare la guerra alla tecnologia o voltarle le spalle sarà solo controproducente. 

Il 2023 è appena iniziato, ma i cambiamenti nei social e nel digitale sono già tantissimi, e si preannunciano epocali. Ah, dimenticavo: questo articolo è stato generato da Chat GPT!

Affamata di conoscenza, sempre con un libro in mano e voglia di sapere sempre di più. Laureata in Relazioni Internazionali. Attualmente frequenta il Master SIOI in Comunicazione e Lobbying per le Relazioni Internazionali.

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