Università borracce personalizzate

«L’obiettivo è ridurre, se non azzerare del tutto, il numero di bicchieri e bottiglie usati dagli studenti». Con queste parole, contenute in una nota stampa, l’Università della Basilicata ha iniziato pochi giorni fa la sua guerra alla plastica, cominciata simbolicamente con la consegna della prima borraccia personalizzata in alluminio al presidente del consiglio degli studenti, Francesco Coviello, da parte del rettore dell’Ateneo Aurelia Sole e del direttore generale Giuseppe Romaniello.

E proprio in questi giorni anche l’Università di Catania, sempre più indirizzata verso una strada plastic free, sta attendendo la consegna di ben 18 mila borracce personalizzate da distribuire ai propri studenti. Le due iniziative degli atenei di Potenza e Catania, del resto, sono solo le ultime in ordine cronologico: negli ultimi anni sono state tante, infatti, le università italiane che hanno deciso di dire basta all’utilizzo di bottiglie di plastica usa e getta. Tutto è nato dal gesto ‘pionieristico’ di un centro universitario specifico – la Bocconi di Milano – il quale ha trovato presto proseliti in tanti altri enti universitari, fino a diventare un fenomeno condiviso da gran parte della penisola. Gli stessi Rettori universitari italiani hanno infatti elaborato un manifesto per la sostenibilità ambientale negli Atenei, volto a promuovere l’educazione e la formazione ambientale. Il primo tra i gli obiettivi è, ovviamente, quello di diminuire l’utilizzo delle bottigliette usa e getta di plastica, sostituendole con migliaia di borracce riutilizzabili nel tempo.

L’enorme inquinamento provocato dalle bottiglie di plastica

Nell’annunciare il nuovo progetto di distribuzione delle borracce con il logo dell’Università della Basilicata, il direttore generale Giuseppe Romaniello ha sottolineato che ogni anno, negli spazi universitari di Potenza e di Matera, vengono usate circa 340mila bottiglie di plastica, provocando un notevole impatto sull’ambiente. Quello che è successo per anni all’Università della Basilicata, però, accade normalmente in tutte le città italiane: va infatti ricordato che il nostro Paese è di gran lunga il primo Stato europeo per quanto riguarda il consumo pro capite di acqua in bottiglia. Stando alle ultime stime, infatti, consumiamo – a testa – circa 206 litri di acqua in bottiglia all’anno. A livello mondiale, solo Messico e Thailandia fanno di peggio. Nel nostro caso, però, il ricorso all’acqua in bottiglia è molto spesso insensato, avendo la possibilità di accedere in modo gratuito ed estremamente diffuso a dell’acqua perfettamente potabile. E sta proprio qui il punto di forza delle borracce personalizzate distribuite sempre più spesso da università, enti vari e aziende a scopi promozionali: l’acqua potabile, nel nostro Paese, è disponibile praticamente ovunque, ed è gratuita. A che pro continuare a inquinare acquistando delle bottiglie di plastica? 
Ogni anno a livello mondiale vengono prodotte 335 milioni di tonnellate di plastica. Di fronte a questo numero enorme bisogna fare due considerazioni: da una parte, il fatto che tutta la plastica prodotta nella storia dell’uomo è ancora presente sul pianeta; dall’altra, il fatto che dagli 8 ai 13 milioni di tonnellate di plastica finiscono ogni anno in mare.
Da qui si capisce il perché la mossa degli atenei italiani non risponde solamente a una logica di marketing. Certo, le borracce personalizzate permettono di mostrare a centinaia e a migliaia di persone il logo di un’università e di un’azienda, sottolineando la loro sensibilità per l’ambiente e quindi il loro lato green. Ma non è tutto qui: distribuire questi gadget significa anche tagliare in modo concreto l’utilizzo di plastica, e dunque l’inquinamento. Qui esempi di borracce personalizzate.

Università e borracce personalizzate

Il buon esempio per le borracce termiche: l’Università Bicocca

Sono tante le aziende che proprio in questi mesi stanno rinnovando la propria strategia di marketing scegliendo la borraccia come gadget per gli studenti, sull’onda di quanto stanno facendo le università italiane. La prima, come anticipato, è stata l’Università Bicocca, che nel 2016 ha installato negli spazi dell’ateneo 14 erogatori d’acqua potabile e gratuita, da selezionare tra liscia e frizzante. E, insieme all’installazione degli erogatori, l’Università ha per l’appunto lanciato la distribuzione di 12.000 borracce in alluminio personalizzate: da allora è praticamente impossibile vivere a Milano – e non solo – senza incrociare con lo sguardo una borraccia con il logo dell’università. E questo accade ormai ovunque, con le bottiglie personalizzate e sostenibili diffuse dalle più diverse realtà: per una volta, quindi, il marketing e la sostenibilità vanno veramente di pari passo.

Simone Martuscelli

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