Overture: «Il seme del cambiamento abbisogna di tempo per maturare»
Fonte: Red&Blue Music Relations

In virtù dell’ottimo riscontro ottenuto con la pubblicazione del primo EP “Galérie” avvenuta lo scorso 26 maggio, gli Overture tornano alla carica con un inedito fresco d’uscita dal titolo “Sono come non pensavi tu”, online su tutte le piattaforme digitali a partire dal 26 novembre.

Profondamente coscienti che la linea di congiunzione tra processo e prodotto artistico passa attraverso il carattere distintivo dell’esperienza consapevole, gli Overture esplorano, senza porsi alcuna preclusione, il mondo sonoro della contaminazione e della sperimentazione proponendo uno stile musicale più unico che raro capace di mescolare rime e ritmiche monolitiche a retaggi rock e soluzioni urban di uno spessore non indifferente.

Sono come non pensavi tu” pone l’accento sull’idealizzazione della figura del proprio partner agli albori di un malsano rapporto di coppia. Al principio di una relazione amorosa, non conoscendo appieno l’altro/a, è facile cadere in meccanismi intrapsichici nocivi per il nostro status mentale: quanto più sarà stata rilevante la sovrastima dei lati positivi e la conseguente sottostima dei difetti in fase di innamoramento, tanto più lo sarà in seguito la predisposizione alla svalutazione.

A tu per tu con gli Overture, promettente quartetto alessandrino da tenere sicuramente d’occhio. Ecco quanto rilasciato dalla band in questa intervista ai nostri microfoni:

Ciao ragazzi, benvenuti in redazione. Ci risulta che la vostra formazione si sia affacciata al magico universo della musica all’incirca due anni or sono; cosa vi ha portati alla consapevolezza che intraprendere un percorso artistico congiunto sarebbe stata l’unica via percorribile, nonché quella che meglio si confà alle vostre attitudini personali?

«Un caro saluto ai lettori di Libero Pensiero! Siccome riteniamo che il connubio di quattro teste provenienti ognuna da contesti differenti sia ancor più rilevante del pensiero singolo di ciascun componente del gruppo, abbiamo deciso di intraprendere il progetto musicale che attualmente ci vede partecipi. Lo spirito di fratellanza che si è venuto a creare e che ci lega rende il comporre canzoni insieme non solo stimolante, ma anche incredibilmente appagante.»

Voi Overture siete riusciti, nel giro di poco tempo, a creare la complicità e la compattezza necessarie per dar vita ad un crossover musicale di primissima fattura. Come avete raggiunto questo equilibrio ed ottenuto il giusto compromesso?

«Non vi nascondiamo di essere arrivati a questo punto a gran fatica: di porte in faccia ne abbiamo ricevute a bizzeffe! Nonostante le difficoltà in cui siamo stati – e tuttora siamo – incappati, l’alchimia tra amicizia e piena dedizione al mestiere della musica stanno dando i propri frutti, portandoci a risultati soddisfacenti sia dal punto di vista artistico che relazionale.»

Arriviamo ora al vostro ultimo singolo “Sono come non pensavi tu”. Quali elementi caratteristici avete voluto inserire nel più recente dei brani pubblicati dal gruppo? Potreste spiegare la motivazione alla base di tale scelta?

«L’idea di fondo era quella di dare alla luce un brano che, pur sperimentando un crossover sonoro, strizzasse l’occhio principalmente alla scena americana R&B svecchiandola. Il nostro primario intento è creare musica che replicata dal vivo abbia sul pubblico una presa maggiore rispetto alle registrazioni in studio.»

Nell’eventualità che nel corso del processo di nascita dell’amore subentrino automatismi psicologici che fanno sì che ci si infatui più dell’immagine interna che ci formiamo del partner e della relazione, che non della persona reale scatterebbero veri e propri campanelli d’allarme. A vostro parere, come si può prevenirli ed evitare che, successivamente, la situazione diventi di difficile gestione?

«In “Sono come non pensavi tu” tu abbiamo deciso di trattare la spinosa tematica della malattia dell’idealità in amore dal nostro personale punto di vista. Per prevenire ipotetiche disfunzionalità in un qualsiasi rapporto di coppia, è fondamentale non soffermarsi solo e soltanto sulle apparenze ma fiutare ogni singolo aspetto caratteriale (e non solo) del proprio partner. Neppure generalizzare in base alle precedenti esperienze è da considerarsi propriamente corretto: ogni relazione amorosa è una storia a sé. Secondo la nostra opinione, sarebbe più opportuno vivere appieno l’innamoramento, con tutte le conseguenze del caso, che rinnegarlo.»

Finora avete dato piena prova di non essere restii ai cambiamenti e un profondo desiderio di abbracciare le novità. In considerazione di ciò, cosa dobbiamo aspettarci dagli Overture in un futuro non troppo remoto?

«Noi Overture ci definiamo una sovrastruttura musicale in costante crescita; siamo ancora in fase di definizione di una nostra identità, probabilmente queste perenne ricerca e mutazione mai cesserà. D’altronde, il seme del cambiamento abbisogna di tempo per maturare completamente. Un abbraccio forte a voi tutti!»

Vincenzo Nicoletti

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