Fridays For Future avverte: il PNIEC del Governo è una farsa
Immagine: infobuildenergia.it

Poco più di due settimane fa, presso la VIII Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, si è tenuta un’audizione informale in cui i rappresentanti di Fridays For Future Italia sono stati chiamati a esprimersi sulle misure messe in campo dal Governo italiano per la limitazione delle emissioni di inquinanti originati da impianti di combustione, nonché per il riordino del quadro normativo concernente gli stabilimenti che producono grandi quantità di gas serra. Tra i punti più importanti oggetti della discussione, il movimento giovanile ambientalista ha mosso aspre critiche al PNIEC appena approvato dal Governo giallo-rosso.

Cosa è previsto nel PNIEC

Nel dicembre del 2019 il Ministero dello Sviluppo Economico guidato da Stefano Patuanelli ha reso pubblico il testo inerente il PNIEC o Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima, uno strumento ritenuto fondamentale per il cambiamento nella politica energetica e ambientale italiana. Con tale programma, che fa proprie le novità contenute nel Decreto Legge sul Clima nonché quelle sugli investimenti per il Green New Deal previste nella Legge di Bilancio 2020, si stabiliscono gli obiettivi ambientali nazionali da raggiungere entro il 2030 inerenti l’efficienza energetica, le fonti rinnovabili e la riduzione delle emissioni di CO2. Si punta inoltre a un mercato interno dell’energia e a ottenere importanti risultati nei campi della sicurezza energetica, dello sviluppo sostenibile e della mobilità green. «L’obiettivo dell’Italia è quello di contribuire in maniera decisiva alla realizzazione di un importante cambiamento nella politica energetica e ambientale dell’Unione europea, attraverso l’individuazione di misure condivise che siano in grado di accompagnare anche la transizione in atto nel mondo produttivo verso il Green New Deal» afferma il ministro Patuanelli.

Fridays For Future avverte: il PNIEC del Governo è una farsa
Il PNIEC si struttura in 5 linee d’intervento, che si svilupperanno in maniera integrata: decarbonizzazione, efficienza e sicurezza energetica, sviluppo del mercato interno dell’energia, ricerca, innovazione e competitività.
Immagine: mise.gov.it

Tra gli obiettivi generali perseguiti dall’Italia, punto principale su cui risulta fondamentale concentrarsi è il processo di decarbonizzazione. Secondo il Governo italiano occorre accelerare tale percorso considerando il 2030 come una tappa intermedia verso i più importanti obiettivi del 2050, tappa in cui attuare una profonda riduzione del rapporto carbonio-idrogeno delle fonti energetiche. «L’Italia intende accelerare la transizione dai combustibili tradizionali alle fonti rinnovabili, promuovendo il graduale abbandono del carbone per la generazione elettrica a favore di un mix elettrico basato su una quota crescente di rinnovabili e, per la parte residua, sul gas» si legge nel PNIEC.

Il traguardo da raggiungere entro il 2030 è fissato a una riduzione delle emissioni di almeno il 40% a livello europeo rispetto al 1990. Tali riduzioni si riferiscono a due diversi tipi di settori: ETS (industrie energetiche, settori industriali energivori e aviazione) e non ETS (trasporti, residenziale, terziario, industria non ricadente nel settore ETS, agricoltura e rifiuti) che dovranno registrare rispettivamente riduzioni del 43% e del 30% rispetto all’anno 2005. Se per i settori ETS l’obiettivo è a livello europeo, essendo il sistema applicato a tutti gli Stati membri in maniera armonizzata e centralizzata, il taglio delle emissioni dei settori non ETS ricade nei compiti dei singoli Stati membri. In linea con le politiche europee l’Italia punta quindi a una riduzione del 43% dei gas inquinanti immessi nell’atmosfera riguardante gli ETS e, come singolo Stato, a un taglio del 33% per ciò che concerne i rami non ETS, un 3% in più rispetto agli obiettivi europei. Come riportato nel PNIEC «Al fine di raggiungere l’obiettivo di riduzione delle emissioni di gas effetto serra nel periodo 2021-2030, pari al -33% rispetto al 2005, come previsto dal Regolamento (UE) 2018/842, l’Italia si avvale di diverse misure già in vigore, nonché di nuove politiche che saranno introdotte».

Entro il 2025 il Belpaese abbandonerà l’uso del carbone utile alla produzione di energia elettrica, compensando tale azione con maggiori investimenti nelle fonti energetiche rinnovabili e un piano di interventi infrastrutturali (reti e sistemi di accumulo). Tutto ciò potrebbe non bastare a garantire condizioni di sicurezza del sistema energetico. A tal proposito il governo italiano si avvarrà del maggior uso di gas, anch’esso fonte fossile non rinnovabile e inquinante, per assicurare il mantenimento dei livelli di sicurezza, adeguatezza, resilienza e qualità del servizio d’energia. Le politiche di mitigazione dei cambiamenti climatici, che generalmente si concentrano proprio sui sistemi di produzione elettrica, riguarderanno necessariamente anche altri campi quali i rifiuti, l’agricoltura e il comparto forestale (LULUCF).

Fridays For Future denuncia: piano imbarazzante

Con un maggior uso di gas si dice addio ancora una volta allo stop ai sussidi alle fonti fossili. Continua la campagna di greenwashing messa in campo da un Governo che giorno dopo giorno, come confermato anche dal PNIEC, dimostra di essere sempre più ipocrita nel campo della salvaguardia ambientale. Dopo aver dichiarato lo stato di emergenza climatica, infatti, molto è stato fatto per distruggere ogni obiettivo o strategia seria per un’efficace tutela dell’ambiente. Se da una parte la politica italiana fa promesse ambientali e annunci a favore della natura e di un futuro ecosostenibile, dall’altra si scopre che la stessa politica permette ad ENI, una delle cinquanta aziende più inquinanti al mondo, di entrare nelle scuole per impartire lezioni sul climate change a quelle stesse generazioni cui sta rubando il futuro in nome di una crescita economica indefinita e ecologicamente distruttiva. La stessa ENI è tra le protagoniste in Italia per quel che riguarda le estrazioni di idrocarburi, fonte fossile inquinante capace di soddisfare un percentuale minima rispetto ai consumi interni lordi italiani ma che allo stesso tempo, grazie a un sistema agevolato di royalties e detrazioni regionali, permette a molte aziende di guadagnare cifre esorbitanti a discapito della natura e delle casse dello Stato. Lo denuncia Legambiente nel dossier “Stop Sussidi alle Fonti Fossili” in cui si accusa il governo italiano di favorire tutto ciò tramite generosi sussidi, diretti e indiretti, alla produzione e al consumo.

Fridays For Future avverte: il PNIEC del Governo è una farsa
Immagine: teleambiente.it

«Quando abbiamo ricevuto questo invito ci siamo chiesti se non fosse un invito meramente volto a inserire il nome dei Fridays fra le audizioni, con un velato intento di greenwashing o youthwashing su questi lavori». L’associazione ambientalista Fridays For Future, chiamata a esprimersi sulle misure ambientali avanzate dal governo italiano alla VIII Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, non ci sta e denuncia: «Le modifiche apportate al quadro normativo appaiono troppo generiche. Riteniamo assolutamente marginale il lavoro su questi atti se, contestualmente, il PNIEC italiano contiene ancora ingenti finanziamenti al gas fossile, non riporta informazioni chiare sulla conversione energetica e prevede obiettivi imbarazzanti, come la riduzione del 33% delle emissioni entro il 2030, quando lo stesso Green New Deal – a sua volta insufficiente per rimanere entro l’aumento di 1.5°C – ne prevede il 55%».

Affinché il cambiamento risulti essere efficace bisogna che i decisori politici si pongano e realizzino obiettivi ambiziosi, fondati su quel che è necessario fare e non su quel che è politicamente possibile fare. Il decennio appena iniziato rappresenterà il lasso di tempo in cui l’azione dei governi dovrà forzatamente guardare in faccia la realtà, invertendo totalmente la rotta attuale, abbandonando ogni forma di ipocrisia ambientale, come quelle contenute nel PNIEC, e attuando azioni coraggiose utili a garantire un futuro migliore. «Non sarà facile, ma questo non potrà mai essere un alibi. E soprattutto se verrà considerato solo e unicamente un problema da “ambientalisti”. Siamo di fronte a una svolta della storia. Decidete da che parte stare. C’è un elefante nella stanza – direbbero gli inglesi, rispetto a un problema enorme per il quale si fa finta di nulla. Il problema di questo elefante, signori, è che si sta per sedere sopra di noi», concludono gli attivisti di Fridays For Future.

Marco Pisano

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