Ralph Rugoff Biennale Venezia
Laguna

La laguna più famosa al mondo anche quest’anno ospiterà, dall’11 maggio al 24 novembre 2019, l’internazionalmente famosissima Biennale Arte di Venezia giunta al suo 58° anniversario. Curata dal direttore della Hayward Gallery di Londra, Ralph Rugoff, l’intera Venezia sarà cosparsa di mostre e tanti altri eventi collaterali. Di seguito una breve descrizione dell’evento.

Ma prima, un po’ di storia

Fin dalla sua nascita, avvenuta nel 1895, la Biennale di Venezia si porta dietro uno scopo ben preciso e nobile: quello di stimolare l’attività artistica e promuovere nuove forme di arte sia nella laguna veneziana, sua patria, sia nell’Italia intera. Pur presentando agli appassionati mostre delle più svariate arti, la sua prima versione del 1895 era dedicata interamente all’arte in sé. Oggi si alternano, ogni anno, la Biennale dedicata all’architettura (negli anni pari) e quella dedicata all’arte (negli anni dispari) che prende il nome di “Biennale Arte” o più semplicemente “Biennale di Venezia”.

Con il passare degli anni, la Biennale inizia ad accogliere nuovi tipi di arte: nel 1930 si inaugura la mostra di musica contemporanea, nel 1932 la Mostra Cinematografica di Venezia, nel 1934 si inserisce il teatro e solo nel 1980 si terrà la Mostra Internazionale di Architettura.

Dopo una prima esperienza, Presidente della Biennale dal 2008 di Paolo Baratta: nel 2011-2012 si è tenuta una particolare edizione della Mostra curata da Vittorio Sgarbi e dedicata al 150° anniversario dall’Unità d’Italia. Da quest’anno fa il suo ingresso nel mondo della Biennale di Venezia Ralph Rugoff, nelle vesti di curatore della Mostra.

Ralph Rugoff

May You Live In Interesting Times

May You Live In Interesting Times è il titolo assegnato alla Biennale Arte 2019 da Ralph Rugoff. Così il sito Internet della mostra (labiennale.org) ne spiega la scelta:

«La 58ª Esposizione Internazionale d’Arte si intitolerà May You Live In Interesting Times, un’espressione della lingua inglese che è stata a lungo erroneamente attribuita a un’antica maledizione cinese, che evoca periodi di incertezza, crisi e disordini; “tempi interessanti” appunto, come quelli che stiamo vivendo».

Ralph Rugoff spiega inoltre la sua idea di Biennale Arte 2019: un evento che non ha un filo conduttore comune a tutti gli eventi e le mostre distribuiti sul territorio della laguna veneziana, bensì che possa far riflettere sulla funzione dell’arte e combini il piacere e il pensiero critico. Di seguito le sue parole:

«La Mostra si concentrerà sul lavoro di artisti che mettono in discussione le categorie di pensiero esistenti e ci aprono a una nuova lettura di oggetti e immagini, gesti e situazioni. Un’arte simile nasce dalla propensione a osservare la realtà da più punti di vista, ovvero dal tenere in considerazione nozioni apparentemente contraddittorie e incompatibili, e di destreggiarsi fra modi diversi di interpretare il mondo che ci circonda. Gli artisti il cui pensiero parte da questi presupposti, sanno dare significati alternativi a ciò che prendiamo come dati di fatto, proponendo modi diversi di metterli in relazione tra loro e di contestualizzarli».

Illuminante è la sua riflessione sull’arte e sul suo rapporto con l’uomo: una Mostra, sembra, incentrata più sullo spettatore stesso che sulle opere esposte. Lo spettatore, o meglio, l’uomo che, per Rugoff, è sempre propenso a cercare e a creare significati formando relazioni tra di sé e gli altri: l’opera d’arte stessa ha il compito di spingere l’uomo ad «aprire i suoi occhi a modi inesplorati di essere al mondo, cambiando così la sua visione di quel mondo».

Ralph Rugoff

Della stessa idea è il Presidente della Biennale di Venezia: Paolo Baratta sottolinea come il compito dell’arte sia quello di spingere l’uomo a vedere il di più e anche a confrontarsi con la stessa.

E’ dunque iniziato il Countdown che ci condurrà a uno degli eventi artistici più famosi al mondo: l’intera laguna veneziana sarà costellata di padiglioni che accoglieranno le opere di artisti internazionali, come ad esempio
Stanislav Kolíbal e Tamás Waliczky, per gli stand di rispettivamente Repubblica Ceca e Ungheria. Sarà un evento in cui invenzione e realtà arriveranno a toccarsi creando un mondo nuovo in cui tutti i visitatori saranno invitati a immergersi e a perdersi e che lascerà in loro un segno che si porteranno dentro per molto, molto tempo.

Ralph Rugoff

Cristina Barbero

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