Bambina fantasma del Gambrinus
foto: grancaffegambrinus.com

Avvicinandoci alla Commemorazione dei defunti, nota anche come “giorno dei morti” e tanto cara ai napoletani, non siamo gli unici ad aspettare che le pasticcerie riempiano le vetrine di torrone. Da decenni circola la leggenda della bambina fantasma del Gambrinus che, a quanto pare, sembrerebbe essere una piccola golosa proprio di torrone!

Il folklore partenopeo vanta di un ricco bagaglio in termini di storie e leggende che vedono come protagonisti fantasmi che da secoli popolano le strade e gli edifici antichi di Napoli. Molto famosi sono, ad esempio, gli spiriti della Bella ‘mbriana e del Munaciello, attorno ad altri aleggia un velo di mistero e terrore, come nel caso dello spirito di Maria D’Avalos; altri ancora sembrano essere invece racconti creati col solo scopo di tenere alla larga i visitatori malvoluti. Per la maggior parte si tratta di storie di vite tormentate e morti violente, di anime che da secoli continuano a vagare disperate e solitarie, anche nei posti più inattesi. E in effetti, chi si aspetterebbe di incontrare un fantasma nel noto Gran Caffè Gambrinus?

La bambina fantasma del Gran Caffè Gambrinus

Cuore pulsante della Belle époque partenopea, il Gran Caffè Gambrinus vanta di una storia secolare ed è ancora oggi un importante punto d’incontro per i napoletani, e un’attrazione per i turisti di tutto il mondo, grazie soprattutto all’architettura e alle meravigliose opere degli interni, che fanno del Caffè un vero e proprio museo.

Come tanti luoghi storici di Napoli, anche il Caffè ha una leggenda da narrare, quella della bambina fantasma che infesta i locali della caffetteria. Si tratta però di un fantasma molto particolare e che, a differenza delle leggente da brividi a cui siamo abituati, invece di spaventare, provoca un senso di tenerezza in chi lo incontra.

Purtroppo, la storia e il motivo del decesso della bambina non sono conosciuti ai napoletani. Tutto ciò che si sa al riguardo, secondo le testimonianze di chi afferma di averla vista, è che si tratta di una piccola con abiti del primo Novecento, ed è per questo che si suppone sia morta agli inizi del secolo scorso.

foto: blog.giallozafferano.it

Si dice che lo spirito della bambina appaia in concomitanza della festività Ognissanti, che ricorre il 1° novembre, e che si ripresenti più volte fino a fine dicembre. Tradizionalmente è infatti da inizio novembre che comincia la preparazione del tipico torrone napoletano, il “torrone dei morti”. In accordo con le narrazioni dei napoletani che hanno visto il giovane fantasma, questo girovagherebbe nei laboratori che si trovano al piano interrato, sospirando e ridendo mentre gira tra i tavoli sui quali si conserva il torrone. È capitato di vedere la bambina anche tra i tavoli del noto Caffè, alla ricerca di dolcetti da gustare.

Si potrebbero spiegare i gusti della piccola e la sua predilezione per il torrone con il fatto che i torroni napoletani sono preparati tradizionalmente con nocciole, mandorle e noci, ingredienti che, secondo le credenze popolari, sono associate ai defunti. Non è un caso che la tradizione vuole che si lasci della frutta secca sulle tavole, soprattutto durante le Feste, per far mangiare anche i cari defunti.

Come per ogni leggenda, è difficile poter dire dove finisce la fantasia e dove inizia la realtà: se la bambina si diverta a rubare qualche dolcetto tra i tavoli del Caffè o se la sua storia sia solo un modo fantasioso per giustificare i furti dei dolcetti dal locale, nessuno può dirlo.

Ad ogni modo, se dovesse capitarvi di prendere un caffè al Gambrinus, magari lasciate un dolcetto per la piccola visitatrice, potrebbe essere apprezzato.

Nunzia Tortorella

Avida lettrice fin dalla tenera età e appassionata di ogni manifestazione artistica. Ho studiato Letterature e culture comparate all'università di Napoli L'Orientale, scegliendo come lingue di studio il tedesco e il russo, con lo scopo di ampliare il mio bagaglio di conoscenze e i miei orizzonti attraverso l'incontro di culture diverse. Crescendo, ho fatto della scrittura il mio jet privato.

2 Commenti

  1. Articolo molto interessante, scritto molto bene. Non conoscevo questa leggenda Napoli è sempre una piacevole sopresa!!!

  2. Storia affascinante, racchiude in se la narrativa della Serao delle “leggende napoletane” e richiama aspetti caratteristici dell’essere napoletano. Superstizione e folklore, realtà e fantasia, ricchezza e povertà, vita e morte.
    Le anime vaganti, presenti in ogni dove di napoli in ogni forma, facendo il bello ed il cattivo tempo di tante vicende. La riccgezza d’animo del napoletano, dal caffè sospeso al dolcetto sospeso per questa piccola anima vagante. Atto che richiama riti ancestrali di “doni” per i defunti onper le divinità e portato fino all’attuale modernità dei biscotti lasciati per babbo natale nella notte più magica dell’anno.
    Grazie alla scrittrice che con semplicità e fluidità di scrittura ci ha portati a conoscenza di questa “pillola” di napoletanità.

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