PMI italiane
Fonte immagine: needpix.com

L’importanza della crescita delle PMI per l’economia italiana

Il tessuto produttivo delle piccole e medie imprese (PMI) in Italia costituisce un pilastro fondamentale per l’economia nazionale. La straordinaria dinamicità e la crescita registrata nel periodo tra il 2010 e il 2019, superiore a economie rilevanti come la Germania e la Spagna, confermano la vitalità e la resilienza di questo settore.

Proprio per questo abbiamo bisogno di servizi essenziali per la crescita delle PMI.

Quali sono i dati sulle PMI italiane

La crescita delle PMI italiane ha notevolmente contribuito ad accrescere la competitività delle imprese del paese sui mercati globali. Nel 2021, queste PMI hanno esportato circa 219 miliardi di euro, costituendo circa il 50% del totale dell’export nazionale. Questo risultato è stato ottenuto grazie a una crescita media annua del 2,7% nel periodo che va dal 2017 al 2021, evidenziando un solido recupero post-pandemico.

Le ricerche mostrano che le PMI italiane hanno consolidato la loro presenza sui mercati esteri, contribuendo in modo significativo all’export del paese. Due tendenze cruciali caratterizzano il panorama imprenditoriale italiano: la transizione sostenibile e la rivoluzione digitale. Nel 2022, oltre il 60% delle medie imprese manifatturiere e quasi il 40% delle piccole imprese hanno intrapreso azioni legate alla sostenibilità. Questa “Duplice Transizione” ha incrementato l’orientamento all’export delle PMI, con un numero di imprese che investono in iniziative ecologiche e digitali, registrando un tasso di export superiore del 20% rispetto a quelle che esportano senza compiere tale transizione. Abbracciare questa duplice transizione rende le PMI più resilienti, lungimiranti e produttive, non solo a livello nazionale, ma anche su scala internazionale.

Una panoramica più approfondita

Attualmente, le PMI italiane generano circa un terzo del loro fatturato all’estero, superando di ben 8 punti percentuali le controparti tedesche. Contribuiscono in modo significativo al 48% dell’export nazionale, superando sia le imprese tedesche (20%) che francesi, e addirittura superando le imprese spagnole (34%). Questa tendenza positiva è destinata a consolidarsi ulteriormente: si prevede un aumento delle esportazioni del 6,2% nell’anno in corso, del 4% nel 2024 e del 3,2% in media nei due anni successivi (2025-2026), quando ci si aspetta che superino i 300 miliardi di euro.

Un’analisi approfondita delle destinazioni delle esportazioni rivela che l’Oriente rappresenta il fulcro della crescita delle esportazioni delle PMI italiane. Si prevedono i maggiori incrementi nelle aree del Medio Oriente, Asia orientale e centrale, rispettivamente +10,1%, +9,2% e +8,4%. Questo evidenzia una strategica diversificazione verso mercati in rapida espansione, mentre le prospettive indicano un aumento dell’attività economica in regioni come l’Africa subsahariana (+5,6%), l’America centro-meridionale (+5,4%) e l’America settentrionale (+5,1%) nel 2024.

Il ruolo delle PMI italiane

Il ruolo fondamentale delle PMI italiane nell’economia nazionale emerge con evidenza. Con oltre 200.000 imprese che generano un giro d’affari superiore a 1.000 miliardi di euro, queste realtà rappresentano quasi il 40% del valore aggiunto nazionale e forniscono lavoro a 5,4 milioni di persone, corrispondendo a circa un terzo di tutti gli occupati nel paese. La loro interconnessione e la loro abilità nel favorire l’innovazione e la collaborazione le rendono pilastri nel contesto economico e sociale italiano.

Nonostante segnali di attenzione all’inizio del 2023, le PMI italiane mantengono una struttura finanziaria solida e livelli di debito relativamente controllati, il che consente loro di affrontare meglio gli impatti negativi delle condizioni di credito in peggioramento. La solidità finanziaria di queste piccole e medie imprese è evidente: quasi 150.000 aziende hanno riportato livelli di redditività significativi, generando un giro d’affari superiore a 50 miliardi di euro.

È cruciale affrontare queste sfide adottando una prospettiva a lungo termine. Un approccio strategico potrebbe consistere nell’investire capitali nelle PMI familiari con un alto potenziale di crescita. Circa 80.000 PMI, caratterizzate da un solido profilo finanziario, potrebbero beneficiare di fondi di private equity o potrebbero essere oggetto di quotazione in borsa.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.