Fonte: linkiesta.it

Un sondaggio online, poi la presentazione del logo ufficiale alla “Leopolda X“. Il nuovo contenitore politico dell’intramontabile Matteo Renzi ci permette di fare alcune considerazioni.

Il Logo

Una consultazione online è stato lo strumento incaricato dell’individuazione del nuovo logo dell’esperienza renziana. Queste erano le tre proposte tra le quali scegliere:

Italia Viva Matteo Renzi Leopolda
Quello al centro è il logo scelto in seguito alla consultazione online.

Se dovessimo soffermaci sui colori, emergerebbero subito alcuni dettagli. Renzi ha dichiarato che uno dei tratti caratteristici del suo nuovo partito sarebbe stato il femminismo, ispirato dalle principali figure femminili che lo accompagnano lungo il percorso dissidente, Maria Elena Boschi e Teresa Bellanova. Nessuno dei 3 loghi comprende la bandiera italiana o i colori del tricolore; ciò rasserena sul mantenimento del carattere progressista con gli occhi aperti verso l’Europa, in contrasto con le correnti sovraniste presenti nel mercato politico italiano.

Il primo logo proposto, allora, è una scritta bianca su uno sfondo fucsia con un individuo rosa dello stesso colore della lettera che, nella grammatica italiana, segnala la forma femminile di articoli, nomi e aggettivi. Le due “v” di Viva compongono una “w”, iniziale del termine inglese “woman”, donna. L’ispirazione a quel genere di femminismo clintoniano (le nuove correnti del Partito Democratico statunitense ci invitano a utilizzare questo termine specifico per descrivere ciò che fino ad un paio d’anni fa è stata la regola) sembra più che mai evidente.

Clinton stronger together
Fonte: teepublic.com

Il terzo è, invece, un grande tributo alla genesi di Forza Italia. La scritta “Italia” regna, sovrastata soltanto dalla sua caratterizzazione: “Viva”, in quanto ancora capace di cambiare e di innovare, di attrarre investitori, di immaginare il futuro, di stare al passo con le nuove frontiere dell’innovazione. Il blu, il colore che trasmette serietà e rispetto per le istituzioni, è sempre stato un colore molto presente nei loghi di Berlusconi, riferendosi a quel sentimento unificante di adorazione verso la maglia dei campioni.

Forza Italia bozzetti
Bozzetti del logo di Forza Italia. Fonte: Poli@rchia

La Leopolda X

Luca Bianco, in rappresentanza della FBeAssociati, era presente in sala e ha condiviso con noi le sue impressioni: «L’obiettivo dell’ex premier è quello di dare alla sua formazione politica una spinta decisiva per guadagnare posizioni in termini di consenso, con un occhio a sinistra (i delusi del Pd) e uno a destra (quelli di Berlusconi)», da cui parte l’ondata riformista che trascina a riva il tema dell’innovazione eco-sostenibile. «La Leopolda è stata anche qualcosa di già visto: fin dalla prima edizione Renzi ha puntato molto su uno storytelling basato sul cambiamento e sulla necessità di portare i giovani – rigorosamente definiti, nel corso dell’evento, ‘millennials’ – al centro della politica italiana.», ha dichiarato Bianco.

Italia Viva ammicca a Mara Carfagna, esule del centro-destra che il 19 ottobre ha deciso di opporsi alla marcia, e agli orfani dell’aria liberale. Ammicca ai delusi del PD, che attraverso le sue parole avevano trovato rappresentazione. Dice che il governo durerà fino al 2023 e che le proposte sono politiche, non un ultimatum al governo. Ma gli ex compagni di partito non sono d’accordo e accusano i renziani di odiare coloro che li hanno fatti eleggere per l’abbandono e per le continue pressioni.

Renzi Italia Viva Leopolda
Fonte: SkyTg24

Moltissimi nomi e volti si sono susseguiti in quel di Firenze, una città che non dimentica le origini politiche e civiche renziane. Bianco continua: «Per l’ex premier, “giocare in casa” può rappresentare un vantaggio competitivo, ma potrebbe anche rappresentare un limite per l’ascesa di Italia Viva nel panorama politico: le critiche sulla ‘toscanizzazione’ del Partito Democratico durante la sua lunga segreteria (dal 2013 al 2018) potrebbero fare ritorno anche con la neonata formazione politica, decretandone un arretramento verso la categoria di ‘partito regionale’».

Sì, ma Italia Viva?

La Leopolda è stato il palcoscenico in cui, finalmente, è stato presentato il nuovo logo di Italia Viva, il cui profilo Twitter era già stato creato nel novembre 2018. Sul web ci si affanna nell’interpretare la direzione del volatile, se sia questa verso sinistra o verso destra. Poco importa, a nostro avviso, perché ciò che appare evidente è che abbia spiccato il volo. Il logo vincitore è l’unico dei tre che contiene la triade rosa, blu e arancione, il colore dei progressisti.

Questo marcato accento sul rosa si inscrive nella divisione binaria delle opportunità per gli uomini e per le donne. Il contrasto del gender gap economico, che dimentica l’esistenza della fluidità del genere, della coscienza di sé, dell’alleanza dei corpi, del rifiuto della tradizione e della norma come portatrici di disparità, non ha niente a che fare con il femminismo, neanche stavolta. Chi di rosa fiorisce, di rosa perisce.

La consultazione dei filorenziani ha premiato ciò che meglio rappresenta questo nuovo progetto: flessibilità, innovazione, spirito di iniziativa, donne alla pari perché economicamente allineate, come da tradizione liberal chic. Il gabbiano guarda l’Italia dall’alto e decide dove poggiarsi.

Italia viva
Fonte: NuovoSud.it

Il 2023 è l’appuntamento atteso con la consultazione elettorale nazionale; nel mentre si presenteranno altre occasioni per misurarsi, come le comunali e le regionali. Se l’ex premier si accorgesse d’essere abbastanza forte da poter concorrere agli scanni del governo, magari ancora in coalizione, ma senza l’ingombrante M5S sulle spalle, aspetterebbe comunque lo scadere del mandato? Dai ricordi che abbiamo del suo carattere, ci verrebbe da dire di no.

Sara C. Santoriello

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