Immobile, Nazionale

Ciro Immobile non si ferma più e continua a segnare a raffica in campionato. Mancini sorride e spera che possa ripetersi in Nazionale. Ma i numeri giocano a suo sfavore.

Se si guarda alle attuali statistiche di Ciro Immobile e si pensa per un attimo all’Europeo di giugno 2020, quello che si prova è una immediata e spontanea sensazione di sollievo: la Nazionale italiana ha finalmente (ri)trovato il bomber che le mancava.

23 gol in 19 partite di campionato per una media realizzativa stratosferica, che da anni non si apprezzava in Serie A. Certo, i 9 centri arrivati dal dischetto hanno di certo agevolato il compito dell’attaccante campano che, tuttavia, sembra godere di una fiducia impressionante, essendo capace di trasformare in oro ogni pallone che tocca.

Il record stabilito da Gonzalo Higuaín con la maglia del Napoli (36 reti in 38 partite complessive di campionato) nella stagione 2015-2016 sembra essere sempre più vicino. Non vi è dubbio che, proseguendo di questo passo, Immobile possa sicuramente entrare nella storia del campionato italiano.

18 gennaio 2020, Ciro Immobile porta via il pallone dopo la tripletta alla Sampdoria.
Photo by Marco Rosi / Fotonotizia

Il vizio del gol è stato sempre parte del suo repertorio individuale. Eppure, fatta eccezione per la partenza a razzo nella stagione 2017-2018 (14 gol nelle prime 11 partite), mai negli anni addietro avevamo apprezzato un Immobile così continuo, decisivo, carico e fiducioso. Il classico Immobile, per come avevamo imparato a conoscerlo, era quel giocatore con una buona vena realizzativa, ma a cui mancava sempre qualcosa per essere considerato al di sopra degli altri.

Forte, ma non abbastanza. Le precedenti e sfortunate esperienze estere del 17 biancoceleste avevano poi mostrato alcuni suoi limiti, tanto da farlo finire nel novero di quegli attaccanti di medio livello, ottimo per una squadra di classifica medio-alta, ma non abbastanza per una grande.

Poi la Lazio, la fiducia di Inzaghi, l’ambiente perfetto per crescere e trovare la propria dimensione, perché, in fin dei conti, buona parte del livello delle prestazioni di un giocatore dipendono anche dalla serenità interiore. In particolar modo, un attaccante ha bisogno di spensieratezza per segnare, di quella calma e tranquillità che gli consenta di rendere il gol qualcosa di spontaneo e naturale. Proprio quello che sembra stia accadendo a Ciro Immobile durante l’attuale campionato.

E lo si può notare da un piccolo dettaglio: mettendo da parte l’ultimo episodio che ha visto Ciruzzo scivolare sul dischetto del rigore in occasione della partita di Coppa Italia contro il Napoli, il modo in cui l’attaccante si presenta agli undici metri, la rabbia e la convinzione con cui trasforma i calci di rigore (compito affatto facile) è sintomo del suo stato di forma, ricollegabile ad una certa sensazione di benessere mentale e fisico.

3 Ottobre 2019, Ciro Immobile festeggia la sua rete contro il Rennes in Europa League (Photo by Marco Rosi/Getty Images)

Peccato, però, che quella sensazione di sollievo così spontanea provata nel guardare la straordinaria media di Immobile, si trasformi in disillusione non appena si dia un’occhiata alle sue prestazioni in Nazionale. Ecco, perché non va dimenticato che Immobile è uno degli attaccanti su cui la nostra Nazionale punterà per l’Europeo itinerante in programma la prossima estate.

O meglio, considerando il suo attuale stato di forma, sarà sicuramente l’attaccante in cui Roberto Mancini riporrà tutta la sua fiducia. Ma la domanda è: Ciro Immobile è pronto per una sfida di tale portata? È veramente un attaccante in grado di fare reparto da solo anche in Nazionale? È quel bomber che da troppi anni manca all’Italia?

Questa volta le statistiche parlano a suo sfavore. La vena realizzativa di Ciruzzo con la maglia della Nazionale è qualcosa di nemmeno lontanamente comparabile con quella del campionato. Un totale di sole 10 reti in 39 partite complessive per un attaccante che, in fin dei conti, non è riuscito ancora a lasciare il segno con la casacca azzurra, sebbene abbia goduto della fiducia degli ultimi commissari tecnici che si sono avvicendati sulla panchina azzurra. Ciò non è bastato, e all’attivo si registrano sue marcature soltanto contro avversari totalmente alla portata degli azzurri: si pensi a Macedonia, Liechtenstein e Israele. Avversari di caratura diversa rispetto a quelli che troveremo nel corso di Euro 2020.

Ciro Immobile con la maglia della Nazionale.
Fonte immagine: lazialita.com

Certo, il contesto della Nazionale è molto diverso rispetto a quello del club. Indubbiamente, la quotidianità degli schemi e delle giocate che caratterizza l’ambiente dei club è qualcosa che non è riscontrabile a Coverciano, dove gli azzurri si riuniscono poche volte nel corso dell’anno calcistico. Tutto ciò, unitamente ad una probabile paura da palcoscenico percepibile ogni qualvolta si indossa la casacca azzurra, rende il compito degli attaccanti della Nazionale molto più complicato.

Tuttavia, è pur vero che questo è un problema che non si è mai riscontrato con alcuni degli storici centravanti della Nazionale, quelli che hanno scritto la sua storia e che da troppo tempo non vediamo. Basti pensare al Bobo Vieri o al Pippo Inzaghi di turno, passando per Roby Baggio, che non hanno mai mostrato fatica nell’andare in gol, a prescindere dall’allenatore e dal contesto.

Insomma, le statistiche e la storia della nostra Nazionale parlano chiaro e lasciano presagire che Immobile, per quanto possa essere pronto ad accettare la grande sfida, non sia ancora pronto per portarla a termine con successo. Ma le statistiche esistono per essere smentite, e tutti noi speriamo che Ciruzzo possa ribaltarle.

Molto dipenderà dall’ambiente che circonderà gli azzurri, dal grado di organizzazione della squadra (finora sorprendente) e dalla condizione psico-fisica di Ciro. Staremo a vedere se sarà finalmente in grado di trasformarsi in quel centravanti, quel 9, quel goleador che da troppi anni stiamo attendendo e dal quale dipenderà gran parte delle sorti del nostro campionato europeo.

Amedeo Polichetti

Immagine in evidenza: liberoquotidiano.it

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