artù Rino Gaetano

Artù ha recentemente pubblicato un nuovo album, in cui ha incluso una vera e propria perla: si tratta del brano “Ti Voglio”, un lavoro incompleto di Rino Gaetano. La stessa sorella, Anna, ha riconosciuto nel suo stile uno stretto legame con Rino. Vola Ale è un salto nel vuoto, la riscoperta di sonorità d’altri tempi e di un inconfondibile cantautorato italiano.

“Ti voglio” è un featuring con Rino Gaetano su più livelli. Un’idea che parte da una grande passione.

«L’idea non è stata mia. Mi ha chiamato la sorella, Anna Gaetano, informandomi del fatto che c’era questo pezzo che Rino non aveva completato: così mi ha proposto di finirlo. Chiaramente le ho detto di sì. Vengo da quel mondo, è il mio background e sono un suo grande fan. Forse, inconsciamente, mi ha insegnato tanto. Penso che Anna abbia riconosciuto una voce e un modo di scrittura simile. Sono stato molto contento e molto emozionato. La considero una delle cose più straordinarie che mi sia successa nella vita.»

artù Rino Gaetano

Rino Gaetano aveva scritto una parte della canzone, che poi è stata completata da te. Quali sono state le difficoltà principali riscontrate nella relazione con i suoi lavori e con il suo stile?

«Mancavano delle strofe. I primi giorni sono stato in grande difficoltà perché mi sono ritrovato tra le mani una sua creatura. Non sapevo bene cosa scrivere. Ogni cosa mi sembrava eccessiva o di poco valore. Dopo 6 o 7 giorni ho chiamato Anna Gaetano e le ho fatto ascoltare queste cose. Mentre eravamo in cucina e le facevo ascoltare il brano con la chitarra, mi ha abbracciato. Avevo capito che le era piaciuto. Un’emozione fortissima per un fan.»

Questo singolo ha aperto la strada al nuovo album “Vola Ale”, pubblicato il 25 maggio. Lo hanno definito come genuinamente “anni ’80”. A quale caratteristica di quegli anni ti ispiri e quale hai interiorizzato maggiormente?

«Il sound è anni ’80, perché vengo da là. Mi piacciono molto Vasco Rossi, Nada, Luca Carboni. Mi hanno influenzato. Era già un po’ di tempo che volevo proporre questo sound ma negli anni precedenti dicevano che era un po’ “vecchio”, la moda non era quella. Ora va di moda e quando l’ho proposto speravo che me lo facessero fare. Quello che oggi è moderno, domani sarà vecchio. Nel corso del tempo queste sonorità ho dovuto un po’ nasconderle e poi, dopo 5 anni, questo stile è diventato moderno.»

artù Rino gaetano

Ci sono 11 brani all’interno di questo nuovo album. Qual è il fil rouge che li lega? In un brano dici che è in atto un “cambiamento della nuova umanità”.

«Hai colto proprio la frase che racconta il disco. C’è un volo verso un mondo nuovo, una nuova umanità, dove mi sono immaginato che non ci fosse né Dio né politica. Soltanto l’essere umano che salverà l’essere umano. Oggi non basta più non fare la guerra e non basta più neanche la politica. Rimarrà l’essere umano. Una visione molto bella, un volo senza paura, con coraggio. Perché tanto non hai molte chance: o voli o rimani qua fermo. Viviamo in un mondo in cui non ci sono più punti di riferimento. Quando ero più piccolo c’era più speranza, invece ora c’è soltanto disillusione. Eppure rimaniamo noi. Scopri di far parte dell’universo, che è un qualcosa di più grande. L’essere umano non è una cosa da poco.»

In questo mutamento quel che resta è una relazione esistenziale con gli esseri umani. Uno dei brani presenti nell’album è “La verità nascosta”. Se dovessimo raccontarlo, secondo te, chi nasconde la verità?

«Forse avremmo bisogno di quattro giorni per rispondere a questa domanda. L’idea di base è che noi facciamo parte del popolo che non saprà mai realmente la verità. In ogni cosa, per come la raccontano. Secondo me, la sanno in pochi. Non so chi siano. Sono del parere che se siamo 6 miliardi di persone, con 6 miliardi di teste diverse, non possiamo conoscere la verità unica e assoluta. Il discorso è lunghissimo: “La realtà non fa per te”. Ho letto “1984” di George Orwell: ha segnato la stesura di questo album. La verità è nascosta nel nostro fare quotidiano, nell’autenticità dell’essere umano».

 

Sara C. Santoriello

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui