towel day guida galattica
fonte immagine: Pinterest

Il Towel Dayil giorno dell’asciugamano – si festeggia oggi 25 maggio. Era il 2001 quando Douglas Adams, autore della Guida galattica per gli autostoppisti, morì. Circa due settimane dopo, i fan decisero di commemorare e celebrare lo scrittore fissando la data, appunto, per il giorno dell’asciugamano.

Guida galattica per gli autostoppisti: a spasso per la galassia

Guida galattica
(fonte: SoloLibri.net)

Nel 1977 Douglas Adams ha 25 anni e lavora come showrunner per la serie televisiva Doctor Who (con scarso successo), quando chiede al produttore Simon Brett di ideare uno sceneggiato radiofonico umoristico da presentare alla BBC. La sua idea è quella di una sci-fi comedy per divulgare la fantascienza con un linguaggio divertente e incisivo. L’emittente londinese accetta la sfida: l’8 marzo del 1978, alle ore 22:30, su BBC Radio 4 viene trasmessa la prima delle sei puntate della Guida galattica.

L’ispirazione per il titolo arriva da una guida turistica dello scrittore australiano Ken Welsh: in una notte insonne Douglas Adams lesse The Hitch-hiker’s Guide to Europe e pensò di scriverne una non per i viaggiatori in Europa bensì per gli autostoppisti che desiderano conoscere l’intero universo. In verità, a ispirarlo fu anche altro. Innanzitutto la fantascienza tradizionale, che lui ha coscientemente deciso di rendere parodia: Il ciclo delle fondazioni di Isaac Asimov e tutte le “enciclopedie galattiche” pubblicate subito dopo sono state la base da cui partire per creare la sua Guida.

La sua creatura ha così tanto successo che l’emittente inglese è costretta – dopo due settimane dalla messa in onda – a riproporla integralmente. Il passo successivo è, necessariamente, la trasposizione su carta delle 4 puntate e nel 1979 prende forma “la trilogia in 5 libri”: “Guida galattica per gli autostoppisti” è il primo romanzo, quello che porta Adams a diventare un autore cult, a cui fanno seguito altri 4 titoli. Dopo la Guida vengono pubblicati “Ristorante al termine dell’universo”, “La vita, l’universo e tutto quanto”, “Addio, e grazie per tutto il pesce”, “Praticamente innocuo”.

La trama della Guida galattica gira intorno ad Arthur Dent che, un giovedì qualsiasi, nota alcune ruspe che vogliono abbattere la sua casa per far posto a una tangenziale. Le ruspe in realtà sono navicelle dei Vogon, “una delle razze più sgradevoli della galassia”, determinati a distruggere la Terra per fare spazio a un’autostrada spaziale. Arthur Dent viene portato in salvo da Ford Prefect, alieno redattore della “Guida”, e si ritroverà catapultato in un viaggio spaziale assieme ad altri personaggi surreali: il presidente galattico a due teste Zaphod Beeblebrox, l’astrofisica Trillian e l’infelice robot Marvin. Dent sarà costretto ad affidarsi all’unico spiraglio di salvezza di questo viaggio, la Guida galattica per gli autostoppisti, un’opera in grado di soppiantare l‘Enciclopedia Galattica, depositaria di tutto il sapere fino a quel momento. Ma quello che scopre Arthur Dent è che esiste un computer super intelligente, in grado di rispondere alla domanda fondamentale sulla vita, l’Universo e tutto quanto. Qual è, dunque, la risposta?

Il senso della vita

Guida galattica
(fonte: milleniumconjectures.com)

La Guida galattica è spesso relegata nell’area della cultura nerd, ma questa saga in realtà è una intensa e profonda analisi sociale. I temi trattati non sono soltanto quelli tipici della fantascienza. Vengono affrontate importanti questioni etiche: la tutela delle diversità, il rispetto per l’ambiente e la vita, l’uguaglianza, l’emarginazione sociale, il veganesimo e il rispetto per la vita degli animali. E non solo: vengono affrontate anche questioni filosofiche, e soprattutto, la più importante: quella relativa al senso della vita. Nella Guida galattica per gli autostoppisti Adams riassume i 3 quesiti esistenziali – chi siamo? Da dove veniamo? Dove andiamo? – e li unisce nella domanda fondamentale. La soluzione al dilemma viene affidata a Pensiero Profondo, un super computer che dopo sette milioni e mezzo di anni darà, finalmente, LA RISPOSTA: 42.

Sul significato che si cela dietro questo numero sono state fatte numerose ipotesi, e forse quella più autorevole ce l’ha fornita Neil Gaiman, che ha addirittura scritto una guida alla Guida ( Don’t Panic: Douglas Adams & The Hitch Hiker’s Guide to the Galaxy). Fortunatamente, nel 1993, è lo stesso Adams a chiarire questo dubbio: “La risposta è molto semplice. Era uno scherzo. Doveva essere un numero, un normale, piccolo numero, e io scelsi quello. Rappresentazioni binarie, calcoli in base tredici, monaci tibetani sono solo una completa sciocchezza. Ero seduto alla scrivania, fissai il giardino e pensai ‘42 funzionerà’. Lo scrissi a macchina. Fine della storia.”

25 maggio, happy towel day

Quando Douglas Adams è morto, l’11 maggio del 2001, i fan si sono mobilitati. Sentivano la necessità di celebrare un autore che li aveva portati in un nuovo, diverso universo, un uomo che ha scritto di fantascienza utilizzando un registro narrativo simile a quello dei Monty Python (per cui aveva scritto qualche sceneggiatura), che era riuscito a portare la fantascienza fuori dalla nicchia nerd. I fan quindi scelsero un giorno per celebrare Adams e La Guida galattica: il 25 maggio. Cosa si fa, quindi, il 25 maggio? “Don’t panic! And carry a towel”, si va in giro portando con sé un asciugamano. Perché un asciugamano? La risposta a questa domanda, la migliore che possiamo avere, ce la dà lo stesso Adams: “L’asciugamano è forse l’oggetto più utile che un autostoppista galattico possa avere. In parte perché è una cosa pratica: ve lo potete avvolgere intorno perché vi tenga caldo quando vi apprestate ad attraversare i freddi satelliti di Jaglan Beta; potete sdraiarvici sopra quando vi trovate sulle spiagge dalla brillante sabbia di marmo di Santraginus V a inalare gli inebrianti vapori del suo mare; ci potete dormire sotto sul mondo deserto di Kakrafoon, con le sue stelle che splendono rossastre; potete usarlo come vela di una mini–zattera allorché vi accingete a seguire il lento corso del pigro fiume Falena; potete bagnarlo per usarlo in un combattimento corpo a corpo; potete avvolgervelo intorno alla testa per allontanare vapori nocivi o per evitare lo sguardo della Vorace Bestia Bugblatta di Traal (un animale abominevolmente stupido, che pensa che se voi non lo vedete nemmeno lui possa vedere voi: è matto da legare, ma molto, molto vorace); infine potete usare il vostro asciugamano per fare segnalazioni in caso di emergenza e, se è ancora abbastanza pulito, per asciugarvi, naturalmente.” L’asciugamano come simbolo, come possibilità, come oggetto a cui aggrapparsi per non soccombere al panico.

“Addio, e grazie per tutto il pesce”. Felice giorno dell’asciugamano, i delfini sono ancora al loro posto.

Valentina Cimino

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui