Berlino trasporto pubblico
Fonte immagine: https://berlinocacioepepemagazine.com/

La rivoluzione berlinese del trasporto pubblico: metro, tram, bus più la rete fluviale a 1 euro al giorno.” Così inizia l’articolo de Il Manifesto. Bisogna tuttavia fare una precisazione: l’abbassamento riguarda unicamente l’abbonamento annuale. La coalizione rosso-verde che amministra Berlino ha indetto, infatti, dei piani straordinari per abbassare il costo di questo abbonamento, che permette di utilizzare tutti i mezzi pubblici sopracitati, da 761 euro a 365, arrivando alla fatidica media di un euro al giorno. La manovra non va quindi a variare il costo di una corsa singola, che rimarrà lo stesso. Secondo le prime stime, costerà circa 100 milioni di euro di mancati incassi, ma potrebbe incentivare di molto l’utilizzo dei mezzi pubblici diminuendo di conseguenza sia il traffico che l’inquinamento dell’aria, cosa che in questo periodo storico è fondamentale per cercare di arginare la crisi climatica.

Trasporto pubblico in Italia: qual è la situazione?

Se guardiamo all’Italia, notiamo come il costo degli abbonamenti annuali per il trasporto pubblico nelle principali città sia molto più basso di quello di Berlino (Roma 250 euro, Milano 330, mentre a Napoli solo 235 euro): allora perché due italiani su tre decidono comunque di utilizzare l’auto? Si fa presto a dirlo, infatti il problema principale è la mediocre efficienza di questi servizi, dovuta allo scarso investimento di fondi pubblici per migliorare e ampliare le linee di bus e metropolitane e quelle ferroviarie e tranviarie – queste ultime attive soprattutto nel nord del Paese, mentre scarseggiano nel meridione e nelle isole.

L’Italia deve dunque attivarsi il prima possibile per risolvere questo problema, essendo uno dei Paesi più a rischio. A gennaio è stato, infatti, pubblicato da Legambiente il dossier Mal’aria 2019, un resoconto sull’inquinamento atmosferico del 2018, e le conclusioni che se ne possono trarre sono davvero drammatiche. Sono 55 i capoluoghi che hanno superato il limite giornaliero previsto di polveri sottili e ozono costringendo molte persone a vivere per quasi quattro mesi con un’aria pressoché irrespirabile; e sono state circa 60.600 le vittime, uno dei numeri più alti, in rapporto alla popolazione, in Europa.

La causa principale è proprio il grande utilizzo che si fa in città di auto e del trasporto di merci su gomma; inoltre, i mezzi utilizzati sono estremamente datati, alcuni hanno più di 16 anni, e risultano dunque più inquinanti rispetto ai veicoli di nuova generazione.

C’è bisogno di un intervento immediato

Bisogna investire nel campo del trasporto pubblico e delle energie rinnovabili per condurre un piano che riesca a portare a zero il tasso di emissione di sostanze inquinanti. Obiettivo che deve essere raggiunto almeno entro il 2050, ovviamente non solo dal nostro Paese, per evitare le gravissime ripercussioni climatiche già in atto.

Ma non esiste, ovviamente, una soluzione unica per risolvere tali problemi. Considerando che in Italia c’è un alto numero di auto private, quasi 65 ogni 100 abitanti, una possibile soluzione sarebbe quella di favorire tramite agevolazioni l’acquisto di auto elettriche e disincentivare l’uso delle auto a combustibili fossili e con impianti datati e inquinanti. Inoltre, com’è evidente, si dovrebbero potenziare i mezzi di trasporto pubblici, rendendoli più efficienti, e ampliarli in modo da collegare anche le zone attualmente più isolate. L’esempio di Berlino può apparire un’utopia, ma è un punto di partenza a cui guardare.

Accanto a un trasporto pubblico capillare andrebbero poi moltiplicate le piste ciclabili e delineate zone, soprattutto nelle grandi città, in cui sia possibile entrare solo con veicoli a emissione zero, permettendo anche a mezzi come i moderni monopattini elettrici di circolare per le aree urbane.

I problemi potrebbero non essere solo ambientali

Tra i vari e molteplici aspetti da prendere in considerazione, anche le sanzioni economiche da parte dell’Unione Europea potrebbero essere un problema non da poco. La Commissione europea ha infatti portato l’Italia davanti alla Corte di Giustizia per i livelli di inquinamento atmosferico raggiunto, e nonostante abbia dato tempo al governo giallo-verde di risolvere il problema, omologandosi alle norme europee sull’inquinamento, non ci sono stati provvedimenti concreti, e dunque la procedura di infrazione continuerà, andando a innescare un circolo vizioso a sottrazione dei fondi disponibili per gli investimenti nell’economia green e nel trasporto sostenibile. O andrà a finire che tutte le strade porteranno a Berlino, e non più a Roma.

Salvatore Santillo

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