scoperta scavi di Pompei (fonte: napoli.repubblica.it)

Si tratta di due uomini, un patrizio di circa 40 anni e il suo giovane schiavo: è questa la nuova, emozionante, scoperta a Pompei, frutto di uno scavo che non si è fermato in queste ultime settimane più dure della pandemia.

Un ritrovamento eccezionale a Pompei

(fonte: ilmessaggero.it)

«Una scoperta assolutamente eccezionale», così parla Massimo Osanna – direttore generale Soprintendenza Pompei e da settembre 2020 anche alla guida della direzione generale dei musei pubblici, anche perché «per la prima volta dopo più di 150 anni è stato possibile realizzare i calchi perfettamente riusciti delle vittime e delle cose che avevano con sé nell’attimo in cui sono stati investiti e uccisi dai vapori bollenti dell’eruzione».

Teatro di questo ritrovamento, ennesima scoperta agli scavi di Pompei, è la villa suburbana di Civita Giuliana, tenuta di epoca augustea dagli splendidi saloni e dalle terrazze che affacciano sul mare nelle cui stalle, nel 2018, sono stati ritrovati i resti di tre cavalli di razza, uno di questi bardato con una sella in legno e bronzo e scintillanti finimenti. Ed è la stessa residenza dove qualche mese fa è stato scoperto il muro affrescato con il fiore bianco e il graffito con il nome della piccola Mummia che potrebbe essere la figlia dei signori proprietari della tenuta. La Villa del Sauro Bardato vanta una posizione strepitosa, appena fuori le mura della città di Pompei, e i primi scavi qui risalgono già al 1907 a opera del marchese Giovanni Imperiali, proprietario dei terreni. Il marchese aveva fatto interrare gli ambienti senza lasciare alcuna documentazione, ma la villa nascondeva una grande terrazza che fungeva da “basis villae“. Ed è proprio in un vano che dava accesso al criptoportico che gli archeologi hanno trovato i due corpi. Accanto ai corpi è stato ritrovato un manufatto pesante di lana, probabilmente un mantello (un secondo mantello, poiché il patrizio ne porta già uno) o una coperta. Lo scavo ancora in corso potrà chiarire meglio – forse – il ruolo di questi due uomini e dove fossero diretti. Le conoscenze accumulate su quelli che sono stati gli ultimi momenti di Pompei possono già dirci a quanto risale la morte dei due “fuggitivi”. «Con buona approssimazione – spiega Osanna – deve essere avvenuto nelle prima mattinata del secondo giorno dell’eruzione», quindi intorno alle 9 del mattino del 25 ottobre di quel terribile 79 d.C., quando sulla colonia romana si rovesciò la seconda tremenda corrente piroplastica, un vento di morte che non lasciò scampo a nessuno.

Gli scavi, interamente finanziati dal Parco di Pompei con 1 milione di euro, sono figli di una operazione congiunta con la Procura di Torre Annunziata, il procuratore Pierpaolo Filippelli, e i carabinieri per bloccare i tombaroli. Dopo l’indagine nelle stalle da gennaio 2020 si sta scavando intorno al lunghissimo criptoportico edificato sotto una delle grandi terrazze. Un ambiente che non è stato toccato e proprio per questo particolarmente prezioso. E Osanna conclude: il proseguire di restauri, scavi e studi è una luce accesa sul futuro.

Valentina Cimino

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