Manuela Padoan torna con un nuovo singolo, che decide di pubblicare anche quest’anno in prossimità dell’8 marzo, Giornata della Donna. “Le donne possono fischiare” pone in crisi gli stereotipi legati agli atteggiamenti spesso classificabili come esclusivamente maschili o esclusivamente femminili.

La tua formazione parte da quando eri una bambina, con lo Zecchino d’Oro, a cui è seguito un periodo di studio e approfondimento degli strumenti.
Manuela: «Ho iniziato da piccolina. Era un po’ un gioco. Oltre allo Zecchino d’Oro, giocavo con le mie amiche, alle cena di famiglia organizzavo spettacoli. Poi ho iniziato a studiare pianoforte e, successivamente, canto. Ho iniziato con tecnica del canto lirico, poi sono passata a studiare jazz e poi moderno. Ho sperimentato un po’ vari generi, più che altro per capire io dove volessi andare. Poi, la scrittura e la lingua italiana è quello che sento mio e, quindi, ho continuato per quella strada lì. Con le lezioni poi sono iniziati anche un po’ di concerti, sia come solista sia con gruppi di vario genere, che mi hanno dato la possibilità di sperimentare varie cose

Manuela Padoan

Questo nuovo singolo racconta una visione alternativa della nostra società. In concomitanza con l’8 marzo è stato pubblicato e si intitola “Le donne possono fischiare“. Anche nel quotidiano, in una chiacchierata, emergono dei temi e delle discriminazioni tra uomo e donna.
Manuela: «Sono molto legata alla Giornata della Donna, oltre che ai temi al femminile. L’anno scorso siamo usciti con il singolo “Viola”, sempre in concomitanza, contro la violenza sulle donne. Quest’anno ho voluto fare un passaggio diverso e uscire con una canzone un po’ più positiva, che possa dare il coraggio di fare quello che si vuole ed essere quello che si è, a prescindere dal proprio genere di appartenenza. Il simbolo del fischio è un po’ un’immagine che ho utilizzato per parlare di questo. Ho sempre fischiato, mi è sempre piaciuto farlo, ma ogni volta, o comunque molto spesso, mi veniva chiesto “Sei tu che fischi?”; era strano, come se non fosse elegante. Poi, anche in radio se ne parlava. Così nasce una canzone, partono le idee e passa del tempo prima che si concretizzi del tutto. Forse, questo tema era il pretesto giusto per parlare di un problema più grande: non di possono fare cose a volte catalogate come maschili; allo stesso modo, dove sta scritto che un uomo non possa piangere? Nel ritornello ho voluto richiamare l’unicità maschile e femminile, della persona più che del genere.»

Quale episodio ha ispirato la stesura del brano “Viola”, attraverso cui hai raccontato le donne nel 2017?
Manuela: «Viola parla di una ragazza giovane, che ha subito violenza. E’ partito da questo episodio in particolare e da una serie di episodi, di cui sentiamo continuamente parlare anche nel 2017 ed anche nel 2018. In generale il tema della donna, che spesso si ritrova a dover subire delle violenze verbali o fisiche.»

Manuela Padoan

C’è un dibattito molto acceso sui principi che una donna dovrebbe seguire: alcuni pensano che sia sintomo di sani principi il sublimarsi della donna nei confronti del partner. Tu cosa ne pensi?
Manuela: «Una cosa che accade spesso. C’è sempre la tendenza o, non so se è una questione culturale. Fin da piccoli nasciamo e cresciamo con le storie di donne che o dormono o sono deboli e devono essere salvate dal principe. C’è sempre l’importanza dell’eroe. Nel momento in cui è la donna ad essere o alla pari dell’uomo o a diventare più forte, avendo i riflettori puntati più su di sé, accade che automaticamente l’uomo dice “eh no, se sei diventata più forte di me, devi tornare debole”. Io credo che la forza e la debolezza siano tratti che appartengono a tutti indistintamente. Ognuno di noi è fatto di molte cose. Però, accade che a volte l’uomo possa pensare di sentirsi debole se ha una donna forte al proprio fianco. In realtà la forza è determinata da se stessi. All’interno di una coppia, tra le varie dinamiche, la forza dell’uno e dell’altro possono alimentarsi e diventare una forza maggiore, piuttosto che pretendere la debolezza dell’altro. Io scelgo di essere me stessa e non credo che, nel mio caso, i miei lati forti discriminino chi mi sta accanto. Se ne potrebbe parlare per delle ore.. Fin da piccoli veniamo cresciuti in questo modo: ad una bambina si dice sii dolce, sii tranquilla. Andrebbero scardinati questi usi e costumi. Poi ognuno fa quello che ritiene giusto per sé, credo».

Prossimi appuntamenti

Nel 2016 era stato pubblicato un EP con 6 inediti. Nel 2017 erano stati pubblicati altri due singoli, “Viola” e “Metamorfosi e Farfalle“. A partire dal mese di dicembre 2017 è partito il tour itinerante in alcuni locali del centro di Vicenza. Il 18 maggio uscirà il prossimo singolo, coincidendo con la pubblicazione del nuovo album.

Sara C. Santoriello

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