Mai Stati così Uniti Simona Siri
Fonte: Foto di Ketut Subiyanto da Pexels

Il libro di Simona Siri Mai Stati così Uniti, pubblicato nel 2020 dalla casa editrice TEA, è uno spaccato sull’America che si lascia divorare in pochi giorni. Un volume perfetto per riempire il tempo in vacanza o sotto l’ombrellone, aprendosi al mondo pur rimanendo comodamente distesi sul lettino. L’autrice, italiana di sangue e americana nel cuore, esprime in questa sede il suo rapporto odio e amore con il Paese del sogno americano. Mai Stati così Uniti è un’autobiografia contestualizzata che affronta temi di attualità sul territorio americano, fatti di cronaca ed avvenimenti politici attraverso l’obiettivo del matrimonio tra Simona Siri e il suo marito americano Dan. La loro relazione e, soprattutto, le loro discussioni, sono l’espressione dei contrasti tipici di un matrimonio inseriti in un ambiente multiculturale dove un’italiana e un americano, con abitudini diverse, fanno della loro cultura l‘elemento rappresentativo della propria vita. Qui, tra le mura di casa, si sviluppano discussioni aperte sul modo di vivere a New York e in America, che non sempre è all’altezza della dimensione del sogno custodito dall’autrice, come da molti. L’obiettivo a cui punta questo libro è di aprire una finestra sull’attualità di un Paese ammirato nel resto del mondo e di rispondere alla domanda: «Si può ancora parlare di sogno americano?».

Estrapolare una risposta così, su due piedi, è difficile ma a rendercelo chiaro sono sicuramente i capitoli che si susseguono nel libro, intitolati da eventi significativi per il panorama americano o semplicemente per Simona Siri e la sua vita. Dopo la pubblicazione di due libri autobiografici Lamento di una maggiorata nel 2012 e Vogliamo la Favola nel 2013, Mai Stati così Uniti segue la falsa riga dei precedenti volumi inserendosi in un contesto variegato e con una voce che fa da eco all’autrice, quella del marito. L’autrice infatti lo specifica già all’inizio del volume che sarà uno scambio di “battute” tra lei e Dan, per analizzare le situazioni da entrambi i punti di vista. Insieme alla coppia si intraprende un viaggio di scoperta delle luci e delle ombre dell’America. La storia dell’amore di Simona per il grande Paese è un motivo trainante della sua vita: già da giovane, infatti, aveva vissuto del tempo a Boston per seguire una ricerca universitaria e questo aveva permesso alla stessa di comprendere gli aspetti positivi, ma anche quelli negativi del luogo. Viaggiando avanti e indietro dall’Italia per il suo lavoro da giornalista, Simona si appassiona sempre di più agli Stati Uniti, vivendoli da turista immersa in quel sogno.

Non è, però, tutto oro quello che luccica e questo ce lo dimostra lei stessa assieme a suo marito in Mai Stati così Uniti, raccontando degli ultimi anni di vita fissa in America, della difficile vita di coppia in un paese che garantisce poco a chi non ha mezzi e privilegi sufficienti. Racconta di se stessa in terra straniera, dell’amore incondizionato verso questo enorme continente e delle difficoltà di alimentare questo amore vivendolo nella quotidianità. Questo rapporto ambivalente si alimenta grazie al susseguirsi di eventi più o meno importanti che segnano in qualche modo la storia del Paese, uno dei più significativi: la vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali del 2016. Una disdetta colossale per l’autrice che, dopo un mese esatto dal suo matrimonio, vede crollare davanti ai suoi occhi tutti i valori per cui aveva deciso di trasferirsi lì. Questa questione si riversa nel rapporto di coppia dove Simona, da sua ammissione, trasforma il marito nel capro espiatorio di tutte le falle del sistema sociale e politico degli Stati Uniti. Lui che incarna l’ideale dell’americano perfetto aperto, rivoluzionario, colto e intelligente sembra aver tradito le sue aspettative.

Nel susseguirsi delle pagine scopriamo che questo spezzato “tragico” non ostacola la fiducia e la speranza negli eventi positivi e, anche se sembra essere l’inizio della fine non sarà così. Il forte senso di rivoluzione e di giustizia che pervade Dan e Simona li porta ad impegnarsi, come raccontano in Mai Stati così Uniti, attivamente nella vita politica e quotidiana della società attraverso marce femministe, occasioni di canvassing, marce per i diritti umani, come quella a favore del movimento Black Lives Matter, che ha imperversato in tutti i Paesi da Maggio 2020. Questi eventi sociali importanti associati alla vita quotidiana soddisfacente e produttiva ricordano a Simona i motivi per cui si era innamorata dell’America. La narrazione si conclude felicemente con la notizia più importante della vita dei due coniugi, l’adozione di una bimba afroamericana in Florida, subito a seguito dei mesi più duri della pandemia. Quella luce che Ella Mae rappresenta per Simona e Dan è la luce del futuro, della loro famiglia e di un Paese che è in grado di riservare spettacolari sorprese a chi decide di viverci.

In questo momento si incontrano il razionalismo pragmatico dell’ideale americano e l’irrazionalismo sentimentale della cultura italiana, due modi di vivere così opposti e paralleli che scontrandosi danno vita ad una combo particolare. Così raccogliendo tutto il buono della sua esperienza Simona Siri condensa i suoi sogni realizzati e non nelle parole di questo libro accorgendosi, con suo marito, di non essere mai stati così uniti. Il mio invito è di leggere il libro e di lasciarsi trasportare dalla storia, perché può essere, come la stessa autrice sostiene, una importante rivelazione sulla vita quotidiana e sul mondo americano.

Francesca Scola

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