Marcia pacifica per il clima 27 settembre
Global Climate Strike: scendi giù, manifesta pure tu!

Ognuno ha un buon motivo per difendere il Pianeta dai cambiamenti climatici: qual è il tuo? Raccontacelo!?Pubblica un video/ una storia/ un selfie spiegando perché sarai in piazza il 27 settembre?Taggaci?Invita gli amici con #GlobalClimateStrike #ClimateAction #UnitedForClimate?Passaparola!?Scendi giù, manifesta pure tu!

Pubblicato da Greenpeace Italia su Lunedì 23 settembre 2019

Venerdì 20 settembre ha avuto ufficialmente inizio la Climate Action Week, settimana dedicata allo sviluppo sostenibile e contro i cambiamenti climatici. Milioni di persone, soprattutto giovani, si sono mobilitate nella marcia pacifica per il clima per pretendere cambiamenti in ambito ambientale dai governi di tutto il mondo. Dopo una settimana di attività, tra cui l’intervento di Greta Thunberg all’ONU, giunge la tanto attesa data. Oggi infatti saranno tante le manifestazioni promosse dal movimento ambientalista Fridays For Future in Italia per il terzo Global Climate Strike.

La marcia per il clima continuerà sabato 28 settembre attraverso il Saturdays for Future, la prima giornata nazionale di acquisti informati per premiare le buone pratiche locali e promuovere le reti territoriali di consumo responsabile. Anche Greenpeace al riguardo non è da meno: fin da quando è nata, del resto, si è sempre battuta per l’ambiente e il clima e molto prima di settembre si è mossa per far arrivare chiari messaggi di rinnovamento alle nazioni del summit. Greenpeace ha agito in giugno protestando a Bruxelles presso la sede della Commissione Europea per un’azione immediata contro la crisi climatica. Questa estate, attraverso l’hashtag #breakfreefromplastic e la riapertura dell’app “Plastic Radar” ha raccolto, attraverso l’aiuto dei cittadini, dati sulla condizione delle spiagge e sul quantitativo ivi presente di plastica, così che molti gruppi locali in Italia, come il gruppo locale di Napoli, hanno potuto ripulire dalla plastica le spiagge segnalate, comprese quelle del litorale campano. Infine, prima della grande marcia pacifica per il clima di oggi, ha protestato a Roma presso il Ministero delle Politiche Agricole contro gli allevamenti intensivi, la sovraproduzione di carne, l’agribusiness che non fanno che incrementare l’inquinamento da CO2 e aumentare la deforestazione del pianeta, aggravando così la crisi climatica.

Scioperi pacifici come quelli di oggi per il clima sono più che un’assenza giustificata per i nostri studenti, perché riguardano essenzialmente il loro futuro. Gli studi scientifici sono concordi nel ritenere che se non si attueranno cambiamenti per evitare un ulteriore aumento del livello di CO2 in atmosfera, le prossime generazioni potrebbero dover sopportare un aumento della temperatura globale di 4°C, con lo scioglimento dei ghiacciai continentali, già da molto tempo in forte regressione (dalle Alpi cadono pezzi di ghiaccio, l’Himalaya sta perdendo a una velocità doppia i propri ghiacciai, mentre fra il maggio 2014 e il maggio 2019 il livello dei mari si è innalzato in media di 5mm l’anno); eppure i mari e gli oceani sono la nostra principale difesa contro il riscaldamento globale, e dovremmo prendercene solo cura.

Una marcia pacifica per il clima come quella di oggi è la rappresentazione più potente per schierarsi contro il mondo capitalistico, responsabile di una corsa cieca al Dio Denaro a discapito di tutto e tutti; per imporre pacificamente con la forza dei numeri cambiamenti giusti e necessari, che nessuno vuole attuare nonostante abbiamo mezzi tecnologici e materiali – nonché risorse economiche – per farlo.
I giovani di Fridays for Future vogliono che ci si muova verso un cambiamento radicale della politica economica, non limitato alla green economy, affinché l’essere umano possa finalmente imparare ad “andare d’accordo” con l’ambiente integrandosi con esso anziché sembrarne sempre più alieno e lontano.

Proprio in questi giorni i 193 paesi dell’ONU si sono riuniti a New York per il “Climate action summit 2019” cui ha presenziato anche Papa Francesco con un videomessaggio in cui ha ribadito che da 4 anni a oggi, cioè da quando i Paesi del mondo hanno firmato l’Accordo di Parigi sul clima nel 2015, poco si è fatto per evitare l’innalzamento delle tempeature globali entro la media dei 2°C! Infatti secondo i più recenti calcoli la temperatura globale già si sarebbe innalzata di 1,1°C, e di certo i gravissimi incendi di quest’anno certamente non miglioreranno la situazione.

Papa Francesco ha ribadito nuovamente al mondo che i governi devono essere “ecosocialmente” promotori della salvaguardia ambientale mondiale.
Essenzialmente però il summit si può dire sia stato un flop per via del fatto che i principali colpevoli delle crisi ambientali di quest’anno (Trump e Bolsonaro) si sono formalmente astenuti dalla loro presenza al summit: Trump si è presentato all’ultimo per parlare di tematiche religiose, atteggiamento che ha fatto infuriare non poco Greta, che gli ha riservato un’occhiataccia diventata già famosa. Nonostante le critiche, la ragazza ha coraggio da vendere e la sua lotta riscuote enorme successo: Greta si è dimostrata più che determinata all’azione pacifista per l’ambiente, e attacca senza mezzi termini il modello capitalistico che Trump e Bolsonaro personificano alla perfezione.

Sembra però che almeno un’accordo sia scaturito dal summit ONU: infatti, mentre Trump revocava i limiti alle emissioni inquinanti delle auto in California e Bolsonaro continuava a elaborare piani di deforestazione dell’Amazzonia, arrogandosene ingiustamente la piena sovranità, dei 193 Paesi presenti al summit, 66 di essi hanno firmato un nuovo accordo che prevede l’azzeramento della CO2 entro il 2050. Importanza che assume anche la rattifica dei trattati di Parigi e quindi l’unione a questo accordo da parte della Russia. Altro dato essenziale è che l’Italia, con Giuseppe Conte e il ministro Costa, sembra – almeno a parole – voler essere portatrice di innovazione e speranza in ambito di rivoluzione ambietale. Infatti ha ribadito che bisogna assolutamente rispettare gli accordi presi per “Agenda 2030” e ha proposto all’intera commissione un nuovo piano di cambiamenti ecopolitici (Il Piano Energia e Clima) che anche altri Paesi vorrebbero seguire. Azioni che sono forse uno spiraglio di luce verso la piena implementazione di una vera green economy e di un Green New Deal?

La marcia pacifica per il clima e l’ambiente aprirà ancora una volta gli occhi dei governi mondiali su una problematica che noi, come genere umano, abbiamo causato e trascurato. Per cui, ancora una volta, ai ragazzi e alle ragazze del mondo: protestate, fate sentire la vostra voce, mostrate quanto veramente amate la casa su cui siete, il pianeta Terra! Che tutti questi sforzi non siano vani, perché non abbiamo più occasioni. Il cambiamento climatico è ora, non domani: ogni azione in ambito ambientale sarà importante e decisiva per il prossimo futuro!

Andrea Pasciuto

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