L'arte può essere il nuovo linguaggio del distanziamento sociale?
Fonte: ambientesicurezzaweb.it

Si è detto tanto sul ruolo dell’arte durante il periodo del lockdown. Si è ampiamente discusso di come ci abbia aiutati a ricordare la nostra comune radice umana in un periodo in cui era fortissimo il senso di isolamento, e si è trattato a più riprese di come l’arte ci sia venuta in soccorso proprio quando eravamo più deboli per ricordarci della bellezza e della potenza espressiva della vita, per cui vale sempre la pena lottare. 

In questi giorni in cui il lockdown di marzo è ormai alle nostre spalle e l’ombra minacciosa di un nuovo periodo di chiusura sembra oscurare anche il sole ostinato di fine Ottobre, l’arte è ancora una volta l’aiutante dell’uomo nella lotta alla Covid-19, questa volta per favorire il distanziamento sociale tra i bambini della scuola elementare.

Torniamo solo per un momento con la mente a quando eravamo bambini e alle emozioni di quei primi giorni di scuola elementare. Abbiamo indossato tutti con orgoglio i nostri zaini con i personaggi del cartone animato del cuore, messo la merendina in un vano sicuro e protetto come fosse un piccolo tesoro. Abbiamo fantasticato tutti sui nostri nuovi amici, sperato che il nostro compagno di banco diventasse il nostro amico del cuore. E una volta davanti alla scuola, lo stomaco chiuso di chi affronta una grande sfida, abbiamo lasciato la mano dei nostri genitori, e mentre una gamba dava il passo per andare, l’altra era fissa a terra per restare.

Adesso facciamo un rapidissimo salto temporale e torniamo al presente. 

Settembre 2020: la pandemia da Covid-19 è tutt’altro che finita e l’Italia inizia a fare i conti con i primi dati allarmanti dopo la pausa (forse un po’ forzata) dei mesi estivi. Il tema caldo della scuola anima il dibattito tra le forze politiche del nostro Paese e disorientamento e confusione la fanno da padroni tra gli italiani.

Le scuole apriranno? Non si sa. Come faranno a garantire il distanziamento sociale nelle classi pollaio? Tante idee, ma poca concretezza. Come sapremo che andrà tutto bene? Nessuno può assicurarcelo. 

E mentre autorità, istituzioni e famiglie continuano ad interrogarsi sui massimi sistemi, i bambini italiani non desiderano altro che riuscire a vivere un’infanzia quanto più possibile normale tra mascherine in miniatura e gel disinfettante profumato. Ed è proprio per venire incontro a questo bisogno – forse sarebbe più giusto chiamarlo diritto – dei più piccoli che in due scuole elementari di Mesagne, nel brindisino, si è deciso di dare alle regole per la prevenzione della Covid-19 il linguaggio più facilmente comprensibile da un bambino: quello dei colori e dell’arte. 

E così i cortili delle scuole “Giovanni XXIII” e “Giovanni Falcone” sono stati affrescati dal giovane artista e tatuatore Steven Parpanesi, che ha deciso di rispondere all’esigenza del distanziamento sociale tra i piccoli alunni della prima elementare creando dei riquadri decorati di fiori dai colori sgargianti. Ogni riquadro è destinato a contenere un massimo di 15 bambini della stessa classe, permettendo ai docenti di tenere agevolmente distanziati gli alunni delle diverse sezioni pur evitando che questa separazione forzata provochi una rottura nell’atmosfera creativa, fantasiosa e serena che ci si aspetta da ogni scuola elementare, anche ai tempi della Covid.

Fonte: geosnews.com

Non è la prima volta che Steven Parpanesi si serve della sua arte per donare gioia agli abitanti di Mesagne: già durante l’estate, infatti, il ragazzo aveva deciso di mascherare l’aspetto dissestato di una strada del centro del paese con una grande opera di street art avente ad oggetto il mare e le coloratissime creature che lo popolano. Come improvvisamente invasa da acqua azzurrissima e limpida, Mesagne ha conosciuto il mare e si è popolata a poco a poco di polpi sorridenti, tartarughe, stelle marine e delfini. E ancora una volta la musa di questa opera sono stati i bambini, che hanno chiesto direttamente all’artista di rappresentare il proprio animale marino preferito e di dargli il proprio nome.

Come purtroppo per tanti altri artisti, a guidare la mano di Parpanesi è l’urgenza di dare sfogo ad un dolore incolmabile, quello della prematura scomparsa di sua sorella Kimberly, alla quale dedica ogni goccia di quei bellissimi colori che danno tanta gioia ai bambini e a tutti gli abitanti di Mesagne e che oggi sono ancora più speciali perché stanno contribuendo alla lotta contro il nemico comune dei più piccoli e dei più grandi: la Covid-19.

Roberta Cammarota

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