Streghe: la storia tra il mito e la realtà
Foto di Monstera: https://www.pexels.com/it-it/foto/persona-in-cappello-nero-in-piedi-nella-foresta-5634855/

Il mese di Ottobre è anche conosciuto come la stagione delle streghe: l’equinozio di autunno è già in pieno corso, gli alberi si tingono di giallo e rosso, inizia a fare freddo e si festeggia Halloween – che per le streghe pagane è il Samhain, il capodanno celtico. La figura della strega ormai viene vista come mitologica, come se non fosse mai esistita, ma in realtà è stata – ed è – vera più che mai.

La rappresentazione “classica” della strega è quella di una donna, capace di volare a cavallo della scopa e lanciare sortilegi. Questa immagine ha origini molto antiche e di varia natura: nel periodo dell’antica Roma si parlava di stryx per indicare un uccello notturno di cattivo auspicio che si nutriva del sangue e delle viscere delle vittime. Forse più vicina a quella che oggi associamo all’immagine del vampiro, si tratta di una delle prime rappresentazioni della strega, sebbene questa figura non sia paragonabile all’attuale visione della strega italiana ed europea. Se ne parla anche nei grandi classici, come nelle Metamorfosi di Ovidio, dove l’immagine della strega è più vicina alla rappresentazione consueta di maga, ancora una volta una donna capace di creare unguenti magici e lanciare incantesimi. Nella mitologia greca invece Circe e Medea possono essere considerate delle streghe ante litteram.

Persino la parola strega in inglese ha una derivazione di difficile individuazione: witch deriva infatti dall’inglese antico wicca per il maschile e wicce per il femminile, ma difficilmente si riesce a risalire all’origine di questi termini. Quindi una nube di mistero sembra alleggiare intorno alla figura della strega, nonostante vere persecuzioni siano avvenute contro le donne accusate di stregoneria.

streghe
Fonte: pexels.com

Si iniziò a porre maggiore attenzione alle streghe quando la Chiesa cattolica diede inizio a delle violente purghe contro l’eresia. A partire dal 1326, la Chiesa iniziò a considerare la stregoneria simile all’eresia, due pratiche da eliminare. Ed è in questo periodo che ebbe inizio la caccia alle streghe ad opera degli “ordini mendicanti”. Nello specifico, la Chiesa incaricò gli ordini francescani e domenicani, considerati riserve di personale specializzato, di scovare gli eretici. Le persecuzioni proseguirono per quattro secoli in tutta Europa e oggi si contano tra i 40mila e i 60mila processi. Generalmente avvenivano non per mano diretta dei giudici, ma per segnalazione della popolazione: se un vicino di casa affermava di aver visto qualcosa di strano, la presunta strega veniva denunciata alle autorità, che procedevano all’arresto. Prima di arrivare al processo si passava per la tortura al fine di far confessare la persona, ma nella realtà veniva utilizzata per far cedere il più velocemente possibile i condannati. Finivano così per confessare atti che non erano effettivamente accaduti.

In Italia, le regioni maggiormente interessate furono l’Italia settentrionale, la Toscana, con alcuni casi nell’Italia centrale e a Benevento. I casi italiani di caccia alle streghe più eclatanti ebbero luogo a Venezia tra la metà del Cinquecento e metà Seicento, nella Valle Camonica con 62-80 roghi e a Como con 60 roghi. Dalle ultime ricerche risulta che sul territorio italiano si siano verificati tra i 639-693 processi di cui tra i 251-269 terminati con condanne a morte.

Uno dei processi più famosi è quello delle streghe di Salem. Nel febbraio 1692 e nel maggio 1693 nella cittadina di Salem, nel Massachusetts, furono processate centinaia di persone, accusate di stregoneria, e condannate a morte una ventina (principalmente donne). Le condanne per le vittime della persecuzione vennero annullate a partire dal 1700 e nel 1711 le famiglie delle donne uccise vennero risarcite dallo Stato.

Sebbene anche gli uomini siano stati vittime dell’operato dell’Inquisizione, il numero di donne uccise al rogo o giustiziate è pari all’80%. Si sospettava che le streghe si riunissero in luoghi nascosti – spesso nei boschi – per fare un patto con il Diavolo, rinnegando la fede in Dio, compiendo atti sessuali con i demoni, mangiando, ballando e spaventando i bambini. Questo rituale prendeva il nome di sabba. Una forma di credo diversa dal cristianesimo non poteva essere accettata e per questo motivo le sospettate di stregoneria venivano barbaramente uccise sul rogo, per impiccagione o torturate a morte.

Nel corso degli anni, la strega è divenuta una figura quasi mitologica, dimenticando le vicende storiche e le tremende persecuzioni contro le streghe, donne molto spesso innocenti. Se le streghe erano semplicemente donne libere e ree soltanto di spezzare alcuni tabù, oggi le discendenti delle perseguitate nel Medioevo sono ancora in giro a celebrare il sabba.

Gaia Russo

Eterna bambina con la sindrome di Peter Pan. Amante dei viaggi, della natura, della lettura, della musica, dell'arte, delle serie tv e del cinema. Mi piace scoprire cose nuove, mi piace parlare con gli altri per sapere le loro storie ed opinioni, mi piace osservare e pensare. Studio lingue e letterature inglese e cinese all'università di Napoli "L'Orientale".

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui