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[Alex Sanna via Twitter]

Gli italiani sono stupidi e ignoranti.
Dopo la reazione più spontanea – ovvero chiedersi con quale titolo lo si affermi – può certamente essere cosa buona e giusta chiedersi se il contenuto dell’informazione sia vero o falso.

Per farlo, è necessario investigare in cerca di elementi più oggettivi rispetto ad una semplice impressione che, in quanto soggettiva, può essere sbagliata. Proprio per questo abbiamo dato uno sguardo alle 25 ricerche, per termine preciso e per argomento, maggiormente effettuate in Italia su Google nel 2018.

Perché? Il motivo è presto detto: si monitorano gli interessi di chi si trova in Italia, e quindi si ha un’idea dei bisogni e delle passioni degli utenti. Il fatto che Google sia accessibile da tutti gli smartphone, oltre che dai computer, consente inoltre di tracciare uno spaccato che abbraccia pressoché ogni fascia di età ed ogni posizione geografica.

Dall’inizio dell’anno ad oggi, significativamente, la prima query di ricerca degli italiani è “meteo”. Una query che, basandosi sulla geolocalizzazione ed avendo effettivamente qualche utilità, non ci sentiamo di stigmatizzare.

La seconda query è “Facebook”. Considerando che su smartphone e tablet è disponibile l’app, si può desumere come questa sia la ricerca più comune sui computer. Gli italiani aprono il loro browser preferito, digitano “Facebook” nella barra degli indirizzi e premono invio, così sono rimandati alla schermata dei risultati di Google e poi devono cliccare sul link che porta a Facebook.

Gli italiani sono stupidi, perché basterebbe scrivere “facebook.com” per non essere rimandati in automatico alla schermata di ricerca di Google. Per i più pigri è disponibile addirittura la scorciatoia fb.com per digitare più velocemente, ma non tutti la conoscono.
Se avete pensato che si debba essere ignoranti per cercare Facebook su Google, sappiate che la vostra opinione è più condivisa di quanto pensiate.

La terza query è “Roma”, ed è comprensibile perché può riguardare sia quanto avviene nella città in sé, con le notizie di cronaca, sia la AS Roma, con le notizie sportive, sia la città come meta turistica, con le indicazioni sui punti d’interesse ricercabili anche dai visitatori stranieri connessi in Italia, sia il film di Alfonso Cuarón vincitore del Festival del Cinema di Venezia 2018, sia una serie tv di qualche anno fa che gli appassionati possono recuperare.

La quarta query è “YouTube”, e questa ricerca mostra la poca capacità di utilizzo del motore di ricerca da parte degli italiani: basta inserire il titolo del video o lo youtuber che si cerca ed i risultati compariranno direttamente su Google, che permette anche di selezionare la ricerca per i soli video e non solo su YouTube ma anche su altre piattaforme quali Dailymotion, Vimeo ed i contenuti video dei siti dei quotidiani.

La quinta query è forse quella più interessante, perché è spiazzante ed insieme raccapricciante e deprimente.
Gli italiani cercano “Google” su Google. Siamo semplicemente basiti.

Basta aggiungere un .it o un .com e si arriva sulla schermata di ricerca, oppure basta inserire il termine che si vuole cercare nella barra al posto di scrivere “Google”, ma gli italiani o sono ignoranti e non lo sanno o sono stupidi e nemmeno ci pensano.

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Le top 5 delle query di ricerca su Google in Italia nel 2018

Seguono, nell’ordine: traduttore, Libero, Amazon, Napoli, diretta, news, Libero Mail, Repubblica, Serie A, Instagram, Subito, Gazzetta, Corriere, Milan, Gmail, you, notizie, Inter, Alice, Maps.

Gli italiani cercano l’intrattenimento e la perdita di tempo su Facebook, su YouTube e su Instagram, le principali notizie e le dirette streaming della Serie A e delle principali squadre, ma anche qualche acquisto a basso costo su Amazon e su Subito, oltre a volere la consultazione della propria casella mail.

Il binomio squadra-città assunto per Roma può essere riproposto anche per Napoli, mentre per Milano è un funzionamento parziale, perché è il nome Milan ad indicare la città lombarda nelle principali lingue straniere.

Interessanti anche gli argomenti più cercati. Nella top 5 figurano Facebook, meteorologia, traduzione (forse l’app ed il pannello di Google Translate non sono la scelta più intuitiva, va detto), previsione meteorologica – sì, è da stupidi fare in modo che lo stesso argomento sia riproposto due volte nelle prime cinque – e YouTube.

A seguire, come intuibile dalla classifica delle query: posta elettronica, Roma, Italia, Google, Milano, Amazon.com, televisione, film, video, .it, Libero, prezzo, albergo, streaming, significato, casa, notizia, Serie A, lingua inglese, ristorante.

Gli italiani sembrerebbero dunque esperti appassionati di meteorologia, eppure riescono a lamentarsi del caldo quando sanno che farà caldo e del freddo quando notano temperature polari, perché da perfetti stupidi non agiscono in virtù delle previsioni che hanno appena letto. Certo, questo spiega anche perché quando è prevista pioggia nessuno ha un ombrello e gli affari (in nero) dei venditori ambulanti prosperano. Un caso di evidente discrasia tra le informazioni a disposizione ed il loro concreto utilizzo.

In compenso, emerge che gli italiani, quando non guardano (illegalmente) film in streaming, cercano case o alberghi dove trascorrere i loro periodi di vacanza, si informano sui prezzi di quello che vorrebbero acquistare e cercano il significato di alcuni termini in italiano o la traduzione di quelli in inglese. Da osservare anche l’interesse generato dal trasferimento di Cristiano Ronaldo, che ha registrato un incremento delle ricerche del 300% – anche in virtù dello scandalo sessuale che lo vedrebbe coinvolto negli USA. +400%, per inciso, è il tasso di incremento delle ricerche rispetto al 2017 di una query molto particolare: “buongiorno immagini nuove”.

Facciamo un passo indietro: a cosa servono tutte quelle query e quelle informazioni a disposizione? Probabilmente a poco. Secondo l’ultimo rapporto ISTAT “Produzione e lettura di libri in Italia”, nel 2017 solo il 41% della popolazione legge almeno un libro l’anno, aumentano i diplomati ed i laureati (ma al centro-sud è purtroppo in ripresa il tasso di abbandono scolastico), ed il 28% della popolazione secondo i dati OCSE sarebbe funzionalmente analfabeta.

italiani ignoranti
Una classe per adulti [glocalsrl.com]

Per quale motivo è importante il dato sui lettori? Ricordando che ai fini dell’indagine il libercolo che porta in copertina nome e immagine dello youtuber del momento vale esattamente quanto le oltre 1600 pagine di Guerra e pace di Tolstoj, la lettura porta ad un aumento dei vocaboli conosciuti e della proprietà del loro uso, e – secondo una diffusa convinzione – una migliore proprietà linguistica porta ad una maggiore qualità del pensiero, mentre più il linguaggio è semplice e più anche il pensiero sarà semplice.

Riassumendo, gli italiani credono di avere gli strumenti per assorbire informazioni, comprenderle ed elaborarle, ma non sanno cercarle; quand’anche le trovano, non è scontato che le comprendano senza piegare i fatti alle proprie visioni, né che le comprendano tout court, restando fondamentalmente ignoranti.

Ed è da questi dati, da un utilizzo erroneo delle proprie capacità cognitive, che gli italiani dovrebbero partire per agire meno da stupidi, ed i governi programmare sin d’ora in prospettiva futura affinché sia incentivato lo sviluppo delle proprietà linguistiche e logiche dei cittadini di oggi e di domani.

Simone Moricca

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