
La MM Contemporary Dance Company è stata protagonista, il 4 dicembre 2025, al Piccolo Teatro Don Bosco di Padova, di una serata intensa e accurata, in cui la danza si è fatta spazio di ascolto, di relazione e di memoria. Lo spettacolo ha dato il via alla nuova stagione artistica del Piccolo Teatro Don Bosco, realizzata da Arteven, che terminerà il 26 marzo 2026.
Bolero Soirée non è uno spettacolo che ricerca l’effetto immediato, ma costruisce senso per stratificazioni, accompagnando lo spettatore in un’esperienza fondata su precisione, misura e tensione emotiva. Le due creazioni coreografiche firmate da Michele Merola, Vivaldi – Umane Passioni e Bolero, esplorano inizialmente l’universo dei sentimenti umani per poi concentrarsi, in Bolero, su una loro declinazione più specifica: quella della relazione di coppia.
Affrontare il Bolero di Maurice Ravel significa inevitabilmente esporsi a un confronto impegnativo. È una musica che porta con sé un immaginario potentissimo e interpretazioni coreografiche entrate nella storia della danza. Michele Merola ne è pienamente consapevole e non tenta scorciatoie: il suo lavoro non punta a stupire, ma a interrogare. La ripetizione ossessiva del tema musicale diventa così terreno fertile per far emergere fragilità, attrazioni e distanze, soprattutto all’interno delle relazioni di coppia.

La coreografia di Boléro Soirée procede per accumulo, seguendo la struttura ossessiva e ipnotica della musica di Ravel. Ma ciò che cresce sul palco non è soltanto l’energia fisica: aumenta anche la tensione tra i corpi, il bisogno di contatto e il rischio costante della separazione. Ogni gesto sembra costruire un microcosmo emotivo autonomo, dove la precisione tecnica si intreccia con la spontaneità del movimento, generando un effetto di suspense continua. In questo senso, il lavoro di Merola parla chiaramente al presente, pur mantenendo un dialogo silenzioso e rispettoso con la tradizione della danza e del teatro del Novecento. Non ci sono citazioni ostentate, nessuna nostalgia didascalica: emerge piuttosto una consapevolezza profonda della storia coreutica, che affiora con naturalezza, senza mai trasformarsi in esercizio di stile.
La danza indaga la natura delle relazioni umane, esplorando attraverso un movimento serrato e inarrestabile temi universali come la seduzione, il desiderio, l’inganno e la disillusione. Ogni sequenza, pur apparentemente semplice, porta con sé una tensione sottile, un rischio misurato che cattura lo spettatore e lo immerge in un vortice emotivo crescente. La ripetizione musicale, insieme all’accumulo coreografico, diventa così strumento narrativo: un invito a osservare come le dinamiche di potere, attrazione e frustrazione si riflettano nei gesti più piccoli e negli scambi più intensi tra i danzatori.
Particolarmente efficace è la scenografia, concepita come elemento vivo e mobile. Il grande pannello ondulato che domina la scena non è un semplice sfondo, ma un interlocutore silenzioso: accompagna i danzatori, li costringe, talvolta li protegge, diventando parte integrante della narrazione coreografica. Lo spazio scenico si trasforma insieme ai corpi, modulando percezioni di profondità, verticalità e movimento; in questo modo, la scena diventa un terreno dinamico su cui si giocano tensioni e relazioni, amplificando la potenza espressiva della coreografia. Sul piano musicale, l’intervento di Stefano Corrias si inserisce con discrezione e intelligenza, creando in alcuni momenti un dialogo sottile con la partitura di Ravel, senza mai sovrastarla. La sua presenza agisce come un eco emotivo, rafforzando le risonanze drammatiche dello spettacolo e valorizzando il crescendo musicale senza appesantire la trama coreografica. L’equilibrio tra gesto, spazio e suono conferisce a Boléro Soirée una densità rara, in cui ogni elemento concorre a creare un universo coerente e vibrante, capace di catturare lo spettatore tanto sul piano estetico quanto su quello emotivo.
Nel suo insieme, Bolero Soirée restituisce l’idea di una danza essenziale e rigorosa, capace di esprimere una profonda dimensione umana. Non è uno spettacolo che punta sull’enfasi, ma sulla durata e sull’ascolto, chiedendo allo spettatore attenzione e tempo, e affidando alla precisione del gesto la nascita dell’emozione. Più che una semplice visione, si configura come un percorso, con un attraversamento di varie intensità artistiche ed emotive.
Prodotto dalla MM Contemporary Dance Company con il sostegno di rilevanti istituzioni culturali, lo spettacolo conferma Michele Merola come una delle figure più autorevoli e riconoscibili della danza contemporanea italiana. Fondata nel 1999, la compagnia rappresenta oggi una realtà di eccellenza, attiva stabilmente su tutto il territorio nazionale e presente da anni anche sulla scena internazionale, con tournée in ambito europeo ed extraeuropeo.
Bolero Soirée sarà nuovamente in scena l’11 marzo 2026 a Legnago (VR), al Teatro Salieri, il 15 marzo 2026 ad Alessandria (AL), al Teatro Alessandrino, e il 15 maggio 2026 a Lecco (LC), al Teatro della Società.
Guardando ai prossimi appuntamenti del Piccolo Teatro Don Bosco, invece, la ventiduesima edizione di Arti Inferiori ribadisce, anche grazie a questo avvio, la solidità di un percorso culturale che nel tempo ha saputo confrontarsi con il presente, utilizzando il teatro come strumento di pensiero e di dialogo. Le diverse proposte artistiche diventano così occasioni per osservare la realtà attraverso lo sguardo attento di autori, registi e interpreti, capaci di affrontare con lucidità e sensibilità questioni sociali, politiche e intime.
Elisabetta Vinci















































