Il patto delle aquile
Ph. @ehmitrich

Michael Salmi è uno dei tanti soldati dell’esercito statunitense a far parte dell’operazione Chicago-Texas, membro di una delle squadre aviotrasportate sulle montagne dell’Italia del nord come supporto al movimento partigiano. Al momento del lancio, Michael si ritrova però diviso dal resto dei compagni e resta ferito. Solo il provvidenziale aiuto di Fanny, staffetta segreta della Resistenza, riesce a sopravvivere. La sola presenza di Salmi rappresenta però un pericolo e rischia di mettere a repentaglio non solo la sua vita ma anche quella di Fanny e della sua famiglia, in un clima di tensione crescente non solo fra forze alleate e nemiche, ma anche fra coloro che lottano per gli stessi scopi.
Nel suo nuovo romanzo, Il patto delle aquile, Stefania P. Nosnan riprende un’ambientazione a lei cara – quella del secondo conflitto mondiale – e conduce i lettori in uno struggente viaggio nel periodo della Repubblica di Salò, ai tempi della resistenza partigiana e dello sbarco delle truppe statunitensi in Italia.

Protagonisti sono entrambi impegnati nella propria lotta contro l’offensiva nazifascista. Il rapporto fra Michael e Fanny è fin da subito teso, la sola presenza dell’americano rischia di mettere in pericolo l’intera famiglia di Fanny e tutti coloro che la circondano. Il clima di sospetto e rifiuto nei confronti del soldato cresce sempre più nel corso della storia, nonostante tutti stiano dalla stessa parte e perseguano obiettivi comuni. Il patto delle aquile è un romanzo dai toni intensi e dal ritmo volutamente cadenzato, che ripercorre fatti ed eventi storici e li mescola con elementi di fiction, dando vita a una storia che esplora le complesse dinamiche dell’animo umano, soprattutto in situazioni estreme come quella che fa da sfondo agli eventi narrati.

Stefania P. Nosnan cura con grande perizia ogni dettaglio, creando atmosfere e sensazioni vivide e immediate. Il suo stile, sempre elegante e pacato, è particolarmente evocativo e proietta i lettori nel cuore della storia, facendoli entrare subito in empatia con i protagonisti.
Il patto delle aquile è dunque un romanzo che certamente mescola finzione e realtà, ma soprattutto parla di uomini e donne veri e reali, costretti a combattere ogni giorno per le loro vite e quelle dei loro cari, e di situazioni in cui il limite fra giusto e sbagliato si fa sempre più sottile e controverso.

Abbiamo incontrato la scrittrice.

Raccontaci qualcosa di te, parlaci della tua esperienza in ambito letterario e editoriale.
«Raccontare di se stessi è sempre difficile e impegnativo. Ho iniziato a scrivere tardi e grazie a una mia amica, professoressa di lettere, che mi ha incoraggiato. Devo dire che da quel momento non mi sono fermata e la mia agente letteraria lo sa molto bene. Devo dire che le mie esperienze letterarie ed editoriali sono positive: scrivere mi ha permesso di conoscere persone fantastiche.»

A maggio 2022 è uscito il tuo nuovo romanzo, Il patto delle aquile, per Bonfirraro Editore. Potresti presentarcelo brevemente?
«È un romanzo che tratta di una missione segreta alleata, di cui ancora oggi se ne sa poco. Io ne sono venuta a conoscenza durante le ricerche per il mio primo romanzo, La Bicicletta Nera edito da Bertoni Editore. La missione Chicago-Texas è stata intrapresa in gran segreto dall’OSS – ora CIA – e dal SOE, il servizio segreto britannico di allora. Doveva fare in modo che le due brigate partigiane, la Osoppo e la Garibaldi, si mettessero d’accordo per sconfiggere i tedeschi dalle retrovie.»

Il patto delle aquile (Bonfirraro Editore), Stefania P. Nosnan

Il patto delle aquile prende spunto dall’operazione Chicago-Texas, missione aviotrasportata realmente avvenuta al termine del secondo conflitto mondiale. Come mai hai scelto proprio questo episodio storico e come l’hai sviluppato nel corso della storia?
«È una vicenda che mi ha incuriosita e così l’ho voluta raccontare. Certamente sviluppare la storia non è stato facile: alcuni avvenimenti sono reali, altri romanzati. Ci sono poche notizie in merito, anche perché poi questi avvenimenti sono stati l’anticamera per quello che è successo a Porzus. Così ho preferito fermarmi prima, dandogli una linea romanzata.»

Come e perché sono nati i personaggi di Michael e Fanny e cosa hai voluto trasmettere ai lettori attraverso il loro rapporto?
«Michael Salmi interpreta quello che allora fu l’agente inglese Nicholson, mentre Fanny Disnan nasce dalla mia fantasia. All’inizio il loro rapporto, specie da parte di Fanny, è di diffidenza, poi iniziano a supportarsi e capiscono di essere dalla stessa parte. Poi alcuni avvenimenti faranno in modo che Fanny si affidi a Michael… ma non dico altro.»

Stai lavorando a qualche nuovo progetto?
«A dire il vero, non mi fermo mai.»

A cura di Caterina Franciosi

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