Alexandria-Ocasio Cortez, Comunicazione, Sociale Network
Fonte: https://www.open.online/temi/alexandria-ocasio-cortez/

Alexandria Ocasio-Cortez, astro nascente della politica americana, è la più giovane donna eletta al Congresso degli Stati Uniti e oltre a essere la promotrice del Green New Deal, il programma socio-economico che propone di conciliare la sostenibilità ambientale con quella economica, è anche un’abile comunicatrice. Fin da subito ha dimostrato la sua dimestichezza con la comunicazione e i social network, mezzi che sfrutta sapientemente per promuovere le sue battaglie.

Un post sul suo ultimo intervento al Congresso può tranquillamente alternarsi a una Instagram Stories in cui aspetta che il bucato si asciughi in una lavanderia. Nonostante abbia dichiarato, solo qualche mese fa, di aver preso la decisione di lasciare Facebook per ridurre l’uso quotidiano dei social network, le sue pagine sono ancora aperte con una maggiore autonomia del suo staff, anche se non è chiaro in che misura, distinguendo sia su Facebook che su Instagram tra un profilo personale e uno ufficiale da deputata.

La comunicazione politica

AOC, come viene spesso indicata nel dibattito pubblico, può fare scuola di comunicazione politica a molti suoi colleghi americani ed europei.  È diretta, parla ai suoi follower e dopo due anni di mandato può contare su circa 4 milioni di follower su Instagram, 5 milioni su Twitter e su più interazioni del presidente Trump. Fa scuola di comunicazione perché usa i social network in maniera funzionale rispetto ai suoi obiettivi, senza perdere di credibilità e senza evitare di utilizzare estetiche e contenuti che per alcuni potrebbero essere un po’ troppo pop. Si definisce senza esitazioni socialista e progressista, termini fin troppo a sinistra per il Partito Democratico americano, dalle cui logiche si è dissociata appena candidatasi per le primarie contro Joe Crowley nel quattordicesimo distretto di New York.

Dal punto di vista politico, i dati le riconoscono la capacità di aver dato voce a una fascia di popolazione più giovane, di sinistra, e che si riconosce nelle sue rivendicazioni ambientaliste, femministe, progressiste. Dal punto di vista comunicativo Alexandria Ocasio-Cortez, però, è forte e di effetto perché in lei le persone riconoscono una certa coerenza tra quello che dice, quello che comunica sulle sue pagine e quello per cui si batte al Congresso. La comunicazione, infatti, risulta più efficace se c’è una coerenza tra il profilo politico e il profilo comunicativo.

Per mostrare come la coerenza fra il profilo di un politico, la sua storia e il modo in cui comunica e si presenta all’opinione pubblica sia fondamentale possiamo ricordare Mario Monti e la famosa scena del cagnolino. Monti era ospite da Daria Bignardi nel programma televisivo Le Invasioni Barbariche, e durante l’intervista gli venne letteralmente piazzato sulle gambe un barboncino bianco che in teoria avrebbe dovuto accarezzare. Il tentativo, in quel caso, era stato quello di umanizzare la figura di un politico associato all’austerità e alla recessione dopo un’esperienza di governo tecnico, ma si produsse l’effetto contrario, generando una scena imbarazzante di un uomo innanzitutto non abituato a stare in televisione e a cui visibilmente non piaceva tenere sulle gambe un barboncino.

AOC, invece, si è presentata al pubblico con un preciso programma su cui insiste ogni volta e con una storia personale significativa, ma anche comune, che ha fatto in modo che la working class americana del Bronx e del Queens, che si candidava a rappresentare, si riconoscesse in lei e nella verità delle sue battaglie quotidiane. E se è vero che non tutti i politici possono contare su una storia personale significativa o comune a seconda dei casi, l’abilità comunicativa di AOC sta nel non snaturarsi e non presentarsi come qualcuno di diverso da quello che è, come invece, in alcuni casi, succede ad alcuni suoi colleghi anche italiani.

Nel suo video di lancio per la campagna elettorale per il Congresso è stata chiara, mandando un messaggio ai suoi elettori che potrebbe essere parafrasato così: sono una giovane donna, vengo dal Bronx, ho fatto l’educatrice e sono qui per voi, per rappresentare il Bronx e il Queens perché chi cerca i vostri voti non è come voi, non vive qui come me: sono politici che per anni hanno accettato il finanziamento di grandi donatori, ma «noi abbiamo le persone, loro hanno i soldi» (we’ve got the people, they got the money). People vs money. È il suo manifesto politico, diretto, preciso, forse troppo a sinistra per il suo stesso partito e irrealizzabile secondo i suoi detrattori. Tutto questo è riconoscibile in più o meno tutti i suoi messaggi perché la comunicazione di un politico deve avere una sostanza a cui legarsi: se si sottrae la politica alla comunicazione, questa si svuota del suo contenuto e rimane solo uno slogan che viene dimenticato il giorno dopo.

Alexandria Ocasio-Cortez e i social network

Alexandria Ocasio-Cortez fa scuola di comunicazione politica per la naturalezza con cui usa i mezzi che ha a disposizione, per come rilancia i suoi interventi al Congresso su canali informali e per come, nei momenti in cui è stata criticata o attaccata dagli avversari è stata in grado di rilanciare, sfruttare il fatto che si parlasse di lei per imporre la sua narrazione e non lasciare alcuno spazio comunicativo ai suoi avversari.

A questo proposito possiamo citare un episodio risalente al gennaio scorso, quando alla vigilia del suo giuramento alla Camera venne pubblicato sui social, da un profilo anonimo, un video risalente agli anni in cui era al college dove, insieme ad altri compagni di università, ballava sul tetto del campus.

In quel caso, contro i suoi colleghi repubblicani che l’avevano attaccata per quel video, la deputata ha scelto di fare ironia sull’accaduto e ha pubblicato sul profilo Instagram un video fuori dal suo ufficio al Congresso in cui ballava la stessa canzone del video incriminato, e prima di entrarci ha commentato: «Ho saputo che il Partito Repubblicano considera scandalose le donne che ballano. Chissà quando scopriranno le parlamentari che ballano!», dimostrando di saper fare del sarcasmo in una situazione in cui qualcuno mirava a screditare la sua immagine.

Cosa possiamo imparare da Alexandria Ocasio-Cortez?

Ci sono almeno altri due insegnamenti che Alexandria Ocasio-Cortez può fornirci: una sul grado di interazioni e l’altro sull’atteggiamento da tenere nei confronti della comunicazione.

Il fatto che il suo profilo Twitter generi più interazioni del presidente Donald Trump, che pure è molto attivo, ci fornisce l’evidenza della comunità che la deputata americana è riuscita a creare intorno a sé anche grazie alla campagna elettorale, in cui ha bussato letteralmente alle porte dei cittadini del suo distretto per convincerli a votare per lei, postando poi la famosa foto delle scarpe consumate dai troppi chilometri percorsi.

Infine, il suo generale atteggiamento di non opposizione ai social network, di sfruttamento dell’estetica patinata, dell’infrastruttura e dell’interazione che essi permettono è il segno che anche i politici di sinistra possono servirsene, anche quelli più a sinistra della sinistra, a patto che però si ricordino di una cosa fondamentale: di fare politica.

Sabrina Carnemolla

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