Mentiras: l'infedeltà raccontata dal mondo ispanico

Adulteri e promesse mancate. Legami sconsacrati e sudici sensi di colpa. «Beh, di questi tempi, la fedeltà è in discussione, no?». A spiattellarci in faccia questa triste verità sono quindici storie di vita ordinaria, alcune dai tratti licenziosi, altre dai toni malinconici, tutte indifferentemente costellate di bugie. Tutte approdate in Italia grazie a un volume che prende il nome di Mentiras Bugie per l’appunto – uscito in libreria lo scorso 5 ottobre.

Frutto dell’intesa tra l’Instituto Cervantes di Napoli, l’Università L’Orientale e L’Alessandro Polidoro Editore, Mentiras regala al panorama letterario italiano l’acutezza e la vivacità di penne ispaniche a noi perlopiù sconosciute, le quali hanno declinato con sfumature molteplici lo scottante tema del tradimento.

Tradimento visto non soltanto come quell’atto di infedeltà volto a minare il rapporto di coppia, ma pure come l’azione indegna di chi si spinge a ingannare un genitore, un figlio o un amico. Ad avere la parola, però, non sono necessariamente i colpevoli: spesso, la voce dei narratori coincide con la voce delle vittime, uomini e donne che affidano alla carta il racconto sincero di quanto è loro accaduto perché non ancora liberi dai risentimenti e dallo stupore, perché bisognosi di capire, di ricostruire un qualcosa dai contorni emotivamente incerti.

È uno scavo nell’interiorità umana Mentiras, un viaggio tra i pensieri di personaggi che si muovono tra i ricordi di tempi andati e attimi di un presente insoddisfacente: le menzogne raccontate e quelle cui si è dato credito procurano tagli profondi che fanno fatica a rimarginarsi, che d’un tratto tornano a far male e a sanguinare.

Non di rado in Mentiras, chi inganna l’altro, mente contemporaneamente anche a se stesso: le braccia di uno sconosciuto diventano i confini di uno spazio buio in cui affogare il dolore e gli occhi un buco nero che miracolosamente inghiottisce le paure, i fantasmi di una depressione restia ad andar via, la sofferenza di notti trascorse ad accudire una madre che vive di medicinali e allucinazioni. Eppure quel miracolo si rivela poi semplicemente un’illusione: la rinascita è solo momentanea, la leggerezza ha la durata di un amplesso dopo il quale l’angoscia della monotonia torna più violenta e prepotente di prima.

Nei casi estremi, la vita si tramuta in un continuo sguazzare nelle bugie, una costruzione fasulla messa su per proteggersi da una verità troppo amara da deglutire: genitori, rei di aver profanato il sacro vincolo familiare, sono costretti a sottostare ai ricatti di figli disgustati che, a loro volta, architettano una recita da contrapporre a quella simulata dai traditori. Le menzogne, a questo punto, escono dalle mura di casa per investire il resto della società, un palco calcato ormai da sole maschere.

Mentiras, storia dopo storia, traccia allora un quadro complesso delle tipologie e delle relazioni umane, complementare a quello che emerge dal suo antecedente, Amapolas, raccolta sul tema dell’omoerotismo che inaugura I Selvaggi, la collana di narrativa straniera di Alessandro Polidoro Editore diretta dal professor Marco Ottaiano.

E come Amapolas, anche Mentiras scende nel profondo, intrappolando nell’inchiostro le vibrazioni di amori e passioni incapaci di seguire un corso lineare, animate da un istinto irrefrenabile di cambiamento, dalla voglia di lasciarsi alle spalle il senso di inadeguatezza,  dalla convinzione di ritrovare nel proibito la pienezza dell’esistenza. Il senso di irrequietudine dei protagonisti trova così ordine nella densità della scrittura, nella sintassi asciutta e pungente, nei dialoghi brevi ma veraci di autori – perlopiù donne – già affermati in Spagna e in America latina e che ora giungono – a buon diritto – a sorprendere e incuriosire pure i lettori italiani.

Di certo, è stato prezioso il lavoro di scelta e di ricerca delle traduttrici dell’Instituto Cervantes, le quali, sotto la guida di Ottaiano, hanno saputo preservare l’anima delle storie, pur dovendo compiere una sorta di atto di infedeltà nei confronti degli originali, sviscerati e riproposti in una lingua diversa da quella di partenza. Dunque, Mentiras non è semplicemente un’antologia sul tradimento: Mentiras fa addirittura del tradimento – linguistico, s’intende – la sua ragione d’essere.

Un tradimento che, però, è un bene, perché conduce alla scoperta di un mondo letterario nuovo, energico, poliedrico che ha tanto da raccontare e da trasmettere.

Anna Gilda Scafaro

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Laureata in Lettere Moderne e specializzanda in Filologia Moderna presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, sogno da sempre di tramutare la mia passione per la Letteratura in un mestiere. Mi emozionano la poesia, gli affreschi e le tinte rosate del tramonto. La scrittura è il mio rifugio, il mezzo con il quale esprimo liberamente la mia essenza e la visione che ho del mondo. Attualmente coordino la sezione Cultura di Libero Pensiero News.

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