Fiorentina Napoli

Premessa: una sola partita di campionato può dire tutto e niente dell’effettivo stato di una squadra. Possono esserci differenze nelle preparazioni atletiche svolte nei ritiri o un diverso tipo di entusiasmo che accompagna la squadra all’inizio dei giochi di inizio agosto. La Fiorentina è arrivata al 24 agosto carica all’inverosimile, con un pubblico entusiasta e una dirigenza diversa dai Della Valle, che riscuoteva anche meno successo di Preziosi in quel di Genova. L’apice è stato raggiunto il giorno della presentazione di Franck Ribery, arrivato in pompa magna prima dell’esordio contro il Napoli al Franchi.

La Fiorentina vista contro il Napoli sembra avere veramente poco da spartire con la squadra sciatta e senza vita del 26 maggio, che ha dato vita a uno squallido 0-0 contro il Genoa solo per evitare di farsi male a vicenda, condannando così l’Empoli all’oblio. I viola hanno affrontato una squadra che ha chiuso la stagione con 38 punti come se potessero giocarsi anche loro una chance per lo Scudetto, quasi a voler ricordare che esiste anche Firenze sulla mappa del calcio italiano e che il sedicesimo posto dello scorso anno era solo una parentesi amara che non si ripeterà mai più. E per la prima mezz’ora di partita gli azzurri hanno dovuto rincorrere una squadra sulle ali dell’entusiasmo, che ha giocato finalmente con quella voglia che a Firenze sembrava mancare da un tempo immemore.

Ribery Fiorentina Napoli
Ribery in azione

La Fiorentina stavolta non si è arresa come con il Genoa, o come ha fatto dal 17 febbraio della scorsa stagione. I Viola hanno giocato fin quando hanno avuto birra in corpo, dando vita ad un 3-4 (già ampiamente candidabile tra le migliori partite di questa Serie A) in cui entrambe le squadre davano la sensazione di poter segnare da un momento all’altro ed in cui nessuno si è voluto risparmiare fino al 90esimo. E per i tifosi in viola deve esser stato più che un sollievo, con il fantasma della passata stagione che ancora aleggiava sul Franchi. In più, l’età media di 23,4 anni della squadra schierata da Montella non può far altro che dare ulteriori speranze di non ripetere lo squallore di qualche mese fa, considerato che, come dice un vecchio detto, chi ben comincia è a metà dell’opera.

Tuttavia, proprio perché una sola partita di campionato può dire tutto e niente, dobbiamo anche considerare i difetti di questa squadra. L’entusiasmo può essere sicuramente una spinta importante, per qualunque squadra e in qualunque campionato del mondo, ma la Fiorentina non vince un match di campionato dal 4-1 con la SPAL del 17 febbraio. Certo, è impensabile che una squadra con la quantità di talento che ha la Fiorentina non vinca un match in un intero campionato, ma quando non vinci per tanto tempo, anche una singola vittoria può diventare un limite pesante. Destino ha voluto che la prossima partita sia proprio contro il Genoa, come fosse una chance per riscattare un’immagine rovinata da un qualcosa che in un campo di calcio non si dovrebbe vedere mai.

Dusan Vlahovic

La scorsa stagione, il miglior marcatore in campionato è stato Marco Benassi con 7 centri, seguito a ruota da Chiesa, Simeone e Muriel, tutti a 6 reti. Ma la dirigenza viola non ha ritenuto necessario riscattare il colombiano dal Siviglia e si è privata anche del Cholito, finito al Cagliari poche ore fa, ed ha affidato le chiavi dell’attacco a Vlahovic e Boateng. Il primo è certamente un talento importante, ma col Napoli non ha dato l’impressione di poter essere pericoloso. Anche se, a sua discolpa, bisogna dire che affrontare Koulibaly e Manolas alla prima di campionato deve essere difficile per tutti. Il secondo si è riscoperto attaccante di manovra nelle ultime stagioni, ma la doppia cifra in carriera l’ha raggiunta solo una volta, nell’anno trascorso al Las Palmas. Affidare l’attacco a loro, specialmente dopo la sterilità dimostrata la scorsa stagione sembra una scelta fin troppo azzardata, ma mai dire mai. Anche Piatek sembrava un talento come altri lo scorso anno e niente proibisce a Vlahovic di avere una stagione simile alla sua, l’importante sarà iniziare a segnare il prima possibile.

La linea verde viola ha incluso anche Castrovilli e Sottil nei ranghi di Montella, e il tecnico viola li ha subito gettati nella mischia. L’ex Cremonese si è presentato con personalità, servendo anche l’assist per il 3-3 di Boateng, dando l’impressione di poter essere titolare senza alcun tipo di problema, anche con il possibile arrivo di De Paul e Pulgar in cabina di regia. Per il figlio d’arte invece, ha vinto ampiamente lo scontro con Mario Rui e per larghi tratti del match, salvo poi spegnersi e lasciare il posto a Ribery. Sembra poter essere una soluzione importante nel corso della stagione, ma ha bisogno di crescere in fase offensiva, il dribbling non può essere la sua unica alternativa offensiva, anche se eseguito con la sua qualità e rapidità. Con un maestro come l’ex Bayern però, sia lui che Chiesa possono diventare veramente eccezionali, e magari iniziare a segnare con continuità.

Con gli arrivi di Dalbert, Caceres e De Paul (nonostante recenti inversioni di tendenza circa il suo acquisto), il mercato della Fiorentina sembra aver riempito tutte le lacune che erano state messe in evidenza nella scorsa stagione, eccetto per quella dell’attaccante di cui abbiamo ampiamente parlato prima, e non aver ceduto Chiesa al miglior offerente (magari con il ragazzo che non ha apprezzato fino in fondo la linea della società) è stato un colpaccio. La Viola vista col Napoli gioca bene, diverte e si diverte, il rischio di essere un fuoco di paglia è ancora molto alto, considerando che siamo solo al 31 agosto ed una squadra così densa di giovani talenti può essere sia un crack che un flop. Bisogna far sì che l’entusiasmo della scorsa settimana si concretizzi nei 3 punti, se si vuole puntare a migliorare la scorsa stagione e magari lottare per l’Europa League.

La linea verde della Fiorentina ripagherà, un giorno o l’altro, bisogna solo pazientare e lasciare che il tempo faccia il suo corso. I ragazzi si faranno, e a quel punto nessuno sarà più contento di andare a giocare al Franchi contro la terribile gang di Vincenzo Montella.

Andrea Esposito

fonte immagine in evidenza: tio.ch

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