Europe For Peace, le voci della piazza di Napoli
Uno striscione dalla manifestazione a piazza Berlinguer di "Europe for Peace"

Dal 21 al 23 ottobre, la Rete italiana Pace e Disarmo ha organizzato la campagna “Europe For Peace” per prendere posizione contro la guerra in Ucraina. A queste manifestazioni hanno aderito centinaia di organizzazioni, profondamente preoccupate per la progressiva intensificazione militare che ha portato il conflitto armato alla soglia critica della guerra atomica. Noi abbiamo partecipato a quella organizzata Venerdì a Piazza Berlinguer nella città di Napoli. Qui di seguito riportiamo le dichiarazioni di coloro che erano in piazza.

Uno dei primi a rilasciare dichiarazioni è stato il Segretario Generale della CGIL Campania, Nicola Ricci, che ha affermato: «Siamo qui a Napoli per Europe For Peace insieme a tante altre associazioni perché bisogna alzare la voce, pretendere lo stop della guerra e chiedere un tavolo negoziale promosso dall’ONU. Siamo di fronte ad aggressore e ad un popolo che è stato aggredito, un operazione che rievoca i ricordi della Seconda Guerra Mondiale poiché va contro l’autodeterminazione dei popoli, mina l’equilibrio socio-economico dell’Europa e comporta il rischio di una guerra nucleare. Noi pensiamo che questa iniziativa di Napoli possa essere l’inizio di un percorso che riesca a suscitare interesse verso quanti più cittadini possibile nei confronti della pace e che culmini con una manifestazione più grande che si terrà il 5 novembre a Roma».

Alla mobilitazione “Europe For Peace”, era presente anche il deputato del Partito Democratico, Marco Sarracino, il quale ha voluto condannare fermamente l’invasione russa e contemporaneamente auspicare la fine del conflitto: «Siamo qui perché riteniamo fondamentale che si avvii un percorso di pace, ma non possiamo non tenere conto che c’è un aggressore, Putin, e un popolo aggredito, quello Ucraino. Noi questo popolo dobbiamo continuare a sostenerlo». Un Sarracino che quindi si schiera apertamente a sostegno dell’Europa e del popolo ucraino ed esprime preoccupazione verso la diversa collocazione che il governo di centro-destra potrebbe adottare a livello internazionale.

Più ponderata è invece la presa di posizione del membro della Direzione nazionale di Articolo Uno e coordinatore della segreteria di Articolo Uno Napoli, Lorenzo Fattori, presente anc’esso alla manifestazione “Europe For Peace”: «Io penso che questo sia un momento importante perché davanti al prolungarsi della guerra e alla costante minaccia di un suo allargamento, è importante che tutta la sinistra, tutte le forze democratiche si incontrino per sostenere la necessità della pace. Nonostante esiste un aggredito e un aggressore, la priorità assoluta deve essere quella di fermare lo spargimento di sangue ed evitare il rischio di una distruzione totale dell’Ucraina nel momento in cui fosse utilizzata l’arma nucleare. In questa fase della guerra è bene che l’istanza di pace arrivi da quante più voci possibili. Pertanto sottolineo la dimensione inconsueta del moltiplicarsi di varie dimostrazioni invece di convergere su un unica grande manifestazione per la pace. Lo dico in riferimento alla manifestazione indetta dal Presidente della Campania, Vincenzo De Luca, ma anche in merito a quella organizzata da Carlo Calenda a Milano in sostegno dell’Ucraina».

Alla campagna “Europe For Peace” il Segretario ANPI Napoli, Salvatore Ivone, coglie invece l’occasione per denunciare il mancato accoglimento delle richieste di pace da parte del mondo della politica, ed esprime la preoccupazione rispetto a possibili strumentalizzazioni delle manifestazioni per la pace: «Sin dal 24 febbraio noi siamo stati sempre a favore di una soluzione di pace da ambo le parti. Abbiamo avuto durante questo percorso un solo compagno di viaggio, Papa Francesco, mentre con i politici ci siamo trovati molto in difficoltà poiché a parole erano vicini alle nostre richieste di pace, ma nei fatti c’è stato un continuo invio di armi al governo ucraino. Noi continueremo per la nostra strada perché abbiamo bisogno di un popolo che possa crescere nel culto della memoria, memoria che per noi non significa ricordo ma capacità di crescere nel presente. Speriamo soltanto che queste manifestazioni non siano strumentalizzate da altre parti, ossia da altre organizzazioni e da altri partiti».

Esprime disapprovazione nei confronti della classe politica anche la giurista e Segretaria federale del Partito della Rifondazione Comunista, Elena Coccia, la quale in modo sarcastico ha voluto puntare il dito contro l’ipocrisia che a suo dire caratterizza alcune partecipazioni alla manifestazione: «Indubbiamente sono contenta che siamo in tanti al presidio “Europe For Peace”. Ho visto tante facce, non nuove ma antiche. A quelle facce di apparati che oggi sono scese in piazza vorrei ricordare che la guerra non è cominciata ieri ma è iniziata a febbraio. Pertanto mi chiedo fino ad ora, ovvero da febbraio ad ottobre, esse dove erano?».

In piazza Berlinguer per “Europe For Peace” c’era anche Valeria Spinelli di Unione Popolare, la quale non ha voluto invece fare differenza tra aggressore e aggredito, ma ha sentito il bisogno di sottolineare la volontà dei popoli di vivere in pace: «Fermare la guerra e l’invio di armamenti che la alimenta deve essere la priorità nazionale. Tutto quello che muove i diversi conflitti bellici nel mondo sono interessi, tra cui quelli di tipo economico, interessi a cui noi ci dobbiamo opporre poiché esiste il valore universale e il bisogno dei popoli di pace, principio che deve essere affermato e ribadito con forza».

Era presente al presidio anche Padre Alex Zanotelli, che si esprime in maniera molto determinata non solo contro l’invio di armi, quanto piuttosto rispetto alla loro produzione nel complesso: «Lo scopo di questa manifestazione è quello di scendere in piazza e prepararci per la marcia del 5 novembre a Roma, la quale sarà una marcia nazionale senza la presenza di bandiere. Siamo infatti stanchi di vedere politici che organizzano marce invece di impegnarsi per risolvere il problema della guerra in Ucraina. Questa guerra è il prodotto della continua produzione di armi, dato che i nostri governi sono prigionieri del complesso militare industriale che alimenta le guerre. Noi siamo sul baratro della guerra atomica e questa è pazzia collettiva!».

Infine, ha preso parte a “Europe For Peace” anche l’Unione degli Universitari di Napoli (UDU). Gli studenti hanno espresso la loro posizione attraverso le parole del loro Portavoce Antonio Lamagna, che ha voluto ricordare anche la repressione delle proteste iraniane: «Oggi è una giornata molto importante perché finalmente ci si riunisce in piazza e si da inizio ad un nuovo autunno fatto di lotte e di opposizione non solamente al nuovo governo, ma soprattutto al conflitto russo-ucraino. Ci opponiamo all’invio delle armi che alimentano il conflitto e condanniamo i rapporti di amicizia di Silvio Berlusconi con il Presidente russo Vladimir Putin. Condanniamo tutto ciò che sta accadendo non solo nell’est Europa ma che sta accadendo nel mondo, come gli omicidi delle ragazze iraniane che hanno perso la vita opponendosi al regime. In generale condanniamo l’atteggiamento di tutte le persone che non prendono posizione contro la guerra, perché comportandosi in questo modo favoriscono indirettamente i conflitti nel mondo».

Come si evince dalla sequenza di dichiarazioni rilasciate, diversi esponenti e realtà politiche nazionali e locali hanno aderito al sit-in organizzato dalla Rete Italiana Pace e Disarmo. Si tratta di una forma di protesta basata sulla momentanea occupazione di un’area allo scopo di attirare l’attenzione sulle istanze dei contestatori. Nonostante le motivazioni leggermente diverse che hanno portato i vari attori politici a scendere in piazza, si è inteso esprimere attraverso la campagna “Europe For Peace” la necessità di fermare il conflitto russo-ucraino in modo univoco e senza alcun indugio.

Gabriele Caruso

Laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, nutre un forte interesse verso l'antropologia culturale e la sociologia. I suoi principali temi di indagine sono l'antispecismo e le questioni inerenti all'Irlanda del Nord.

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