Cinematografia e animali: cosa dice il nuovo decreto
Fonte: www.digital-news.it

Il Ministero della Cultura ha emanato un decreto che modifica le linee guida per la classificazione delle opere cinematografiche, che è a tutti gli effetti un importante passo verso una maggiore tutela degli animali nel nostro Paese. Le nuove norme che riguardano il cinema prevedono che le scene di violenza contro gli animali, così come l’incitamento all’odio nei loro confronti, influenzeranno in modo decisivo le limitazioni di visione e l’accesso alle sale cinematografiche.

Il decreto, reso noto solo alcuni giorni fa, stabilisce che i maltrattamenti sugli animali saranno considerati al pari delle violenze perpetrate contro gli esseri umani, anche nella finzione scenica. Le commissioni incaricate di valutare i film dovranno ora prestare particolare attenzione alla presenza di scene che mostrano maltrattamenti nei confronti degli animali, non limitandosi alla violenza fisica, ma includendo anche forme di disprezzo e umiliazione. Questa nuova categorizzazione si estende anche a comportamenti discriminatori e all’incitamento all’odio, aree già sotto scrutinio per quanto riguarda le molestie basate su razza, genere e orientamento sessuale.

L’Ente Nazionale Protezione Animali (ENPA) ha accolto con tanto entusiasmo la notizia, definendola un “risultato storico”. Fino a questo aggiornamento la violenza contro gli animali non era esplicitamente inclusa tra i criteri di valutazione rendendo difficile l’assegnazione di restrizioni a film contenenti maltrattamenti evidenti. Le nuove regole non solo riconoscono la correlazione tra maltrattamenti sugli animali e la pericolosità sociale degli individui che li commettono ma stabiliscono anche che i film che mostrano violenza sugli animali possano avere un effetto diseducativo sui minori, normalizzando comportamenti crudeli e contribuendo a una cultura di mancato rispetto verso gli esseri viventi.

La classificazione dei film sarà ora influenzata dalla frequenza e dall’esplicitezza delle scene di maltrattamento, simile ad altre categorie come la violenza, la discriminazione, le immagini di sesso e l’uso di sostanze stupefacenti. Pellicole già classificate come vietate ai minori di 18 anni, come “La casa di Jack” di Lars von Trier e “Cannibal Holocaust” di Ruggero Deodato, potrebbero subire ulteriori restrizioni a causa delle scene di violenza sugli animali, finora considerate solo un corollario.

Con queste nuove linee guida i registi non potranno più semplicemente includere disclaimer nei titoli di coda per tutelarsi. La rappresentazione di scene violente, soprattutto se non essenziali per la narrazione, avrà un impatto significativo sulla classificazione e sull’accesso del pubblico ai film.

di Sara Spiniello

Sara Spiniello
Sono una ragazza solare e piena di energia, sempre pronta a sorridere e a diffondere positività. Sono profondamente innamorata degli animali e della natura, e cerco sempre di proteggerli e di prendermi cura di loro nel miglior modo possibile. Passare del tempo all'aria aperta, immersa nella natura ad ammirare la bellezza di ogni piccolo dettaglio che il mondo naturale ha da offrire mi fa sentire viva e mi infonde la tranquillità di cui ho bisogno nella frenesia della vita quotidiana. La tutela dell'ambiente è una delle mie priorità, e cerco di fare la mia parte nel ridurre l'impatto negativo sull'ecosistema. Sono attenta al riciclo, cerco di ridurre l'uso di plastica monouso e promuovo soluzioni sostenibili nella mia vita quotidiana. Da anni mi dedico al volontariato animalista, perché credo che aiutare sia una delle cose più gratificanti che si possano fare. Nel frattempo, lavoro anche presso uno studio legale e scrivo per questa redazione!

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