Mehdi Zare Ashkzari
Fonte immagine: RAI News

Si sono celebrati il 2 gennaio i funerali di Mehdi Zare Ashkzari, giovane uomo deceduto in Iran a causa delle aggressioni subite in carcere. Un annuncio che fa seguito agli innumerevoli casi di repressione e violenza attuate dalla polizia nei confronti dei partecipanti alle manifestazioni che incendiano il Paese dallo scorso settembre, a seguito dell’arresto e della scomparsa di Mahsa Amini, accusata dell’inosservanza della legge sull’obbligo del velo.

Chi era Mehdi Ashkzari

Mehdi Ashkzari si era trasferito a Bologna nel 2015 per studiare farmacia e per mantenersi gli studi aveva lavorato prima come fattorino e dopo come aiuto-cuoco nella pizzeria Ciao VIP, nel bolognese. Fu la notizia dell’aggravamento della salute fisica della madre a spingerlo, nel 2021, a fare ritorno nella sua città natale, in Iran, dove i problemi con il visto lo costrinsero a rimanere. 

Dall’arresto, alle percosse, al coma: cos’è successo a Mehdi 

E proprio nell’Iran attraversata da manifestazioni di protesta contro la situazione politica vigente, Mehdi Zare Ashkzari ha subito le stesse violenze contro cui si stava battendo. Picchiato, arrestato, torturato e infine rilasciato per il timore che potesse morire in cella, è deceduto dopo venti giorni di coma causato dalle percosse ricevute. Ma prima del carcere, Mehdi aveva registrato un video per denunciare gli abusi subiti chiedendo che venisse mostrato all’ambasciatore d’Italia. Il filmato, nel quale si vedono chiaramente le ecchimosi distribuite su tutto il corpo, è stato inoltrato dal trentunenne ad un amico ed è adesso virale.

Ai funerali, tenutisi a Yazd il 2 gennaio e terminati con la sepoltura del corpo di Mehdi vicino alla tomba della madre, gli amici e i membri della comunità iraniana felsinea hanno risposto organizzando una fiaccolata con sit-in davanti al Rettorato dell’Università. Nella Piazza adiacente all’Ateneo anche candele e fotografie del giovane uomo.

Il ricordo di Mehdi Zare Ashkzari

Intanto, il fratello lo ha voluto ricordare diffondendo in rete un montaggio video con in sottofondo una malinconica canzone persiana accompagnata da immagini che raffigurano Mehdi nella vita quotidiana: mentre canta in macchina, mentre mangia al McDonald’s, mentre è in compagnia della madre. 

Molteplici i messaggi di cordoglio e diverse le dimostrazioni di affetto e vicinanza alla famiglia del giovane uomo, tra cui anche quello di Patrick Zaki, studente e attivista egiziano arrestato all’aeroporto del Cairo nel 2020 perché accusato della diffusione di informazioni giudicate anti-sistema: «Oggi l’università Unibo ha ricevuto una notizia terribile» commenta in un post pubblicato sul suo profilo Instagram con allegata l’immagine del ragazzo. E ancora «è appena morto dopo essere stato in coma per 20 giorni. sembra che sia stato rilasciato dopo essere stato sottoposto a torture per evitare la responsabilità del deterioramento della sua salute. Il nuovo anno inizia con questa notizia per darci un avviso sulle violazioni dei diritti umani che si verificano nella regione di SWANA e in particolare in Iran. Unibo ha ora una nuova vittima della libertà di espressione. Purtroppo, questa volta, era troppo tardi per salvarlo. Tutte le mie condoglianze alla sua famiglia e a noi per questa grande perdita».

La situazione in Iran

L’annuncio della morte di Mehdi Zare Ashkzari arriva in un clima di forte preoccupazione per la situazione iraniana in atto, dove ancora non sembrano cessare le manifestazioni del popolo né le torture perpetuate dalle forze dell’ordine a discapito di attivisti e giornalisti. Nelle ultime ore un diciottenne è stato condannato a morte per propaganda contro il regime, incitamento e reati contro la sicurezza del Paese e insulto alla leadership, negandogli la possibilità di essere assistito da un legale.

Arianna Lombardozzi

Da sempre appassionata di informazione e tematiche sociali e cresciuta coltivando il desiderio di dare voce a coloro che non ne hanno, studio Strategie culturali per la cooperazione e lo sviluppo dopo il conseguimento di una laurea triennale in Scienze della Comunicazione.

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