
Attraverso questa intervista ad Alissa Cavallera ci immergeremo nel legame tra persona e cane guida. Alissa ci racconta il suo splendido rapporto con Carmen, una meravigliosa labrador di colore nero che è diventata la sua amica più preziosa, raccontandoci di quanto abbia positivamente influenzato sulla sua quotidianità ed anche le sfide che insieme affrontano per sensibilizzare ogni giorno di più su questa tematica ancora poco conosciuta.
Come è arrivata Carmen nella tua vita? Alissa Cavallera puoi raccontarci la tua esperienza nel trovare il cane guida giusto per te?
«Carmen è stata scelta per me dalla sua scuola. Ho sostenuto un colloquio con l’addestratore e lo psicologo e hanno trovato il cane più adatto a me, di carattere e stile di vita».
In che modo la presenza di Carmen ha cambiato la tua vita quotidiana?
«La sua presenza mi ha spinta a uscire di più e esplorare nuovi luoghi della mia città, soprattutto quando abitavo a Genova.
Grazie a lei ora esco tutti i giorni e faccio lunghe camminate sia in città sia sulla spiaggia. Inoltre ha reso più veloci e fluidi tutti i miei spostamenti. Ha anche reso più serena mia mamma a lasciarmi uscire da sola, ma anche a lasciarmi a casa».
Alissa Cavallera, ci sono stati ostacoli o sfide durante l’intero percorso per ottenere Carmen? È un iter difficile?
«Ottenere un cane guida è molto complicato. Bisogna essere indipendenti al 100%, fare un corso di orientamento e mobilità certificato dall’asl e superare tutti i test che attestano la tua totale autonomia negli spostamenti. Il cane guida ha il solo compito di rendere più veloci e sicuri gli spostamenti che il non vedente sa già fare in piena autonomia. Ci sono state molte difficoltà, dovute alla mancata preparazione nella parte di guida che aveva. Vista la distanza dalla scuola ho scelto, con il loro consenso, di seguire un percorso a casa con una educatrice. Però i metodi non sono stati apprezzati, in quanto considerati troppo “buoni”, e me la volevano togliere senza nemmeno vedere se aveva fatto progressi. Ne ha fatti tanti, ora è molto più concentrata e sicura nel suo lavoro. Dopo minacce da parte loro di togliermela e da parte mia di portarli in una causa decennale, ho vinto il tiro alla fune e ottenuto la proprietà di Carmen. Ancora non è finita perché continuano a perseguitarmi sui social con commenti poco graditi e andando contro il mio volere di non far sapere da dove viene».
Hai riscontrato difficoltà ad accedere a determinati luoghi con Carmen? Come ti sei sentita in quelle situazioni?
«Ho avuto difficoltà in due soli luoghi: palestra e piscine. Però in questo caso la legge è a loro favore, soprattutto per le piscine. Le normative igienico sanitarie sono superiori alla legge del cane guida».
Ti è mai capitato di vivere qualche episodio particolare o imprevisto mentre eri con Carmen, per esempio, situazioni in cui gli altri non comprendevano il tuo bisogno di avere un cane guida?
«Difficilmente capita che proprio non capiscano, magari glielo devo far notare. Il problema più grande sono le coccole non richieste o chi gli da del cibo senza permesso, ma se se ne accorgo me li mangio vivi. Per le coccole di solito spiego che è sempre bene chiedere, e solo se il non vedente è fermo».
Qual è il messaggio che desideri trasmettere attraverso la tua relazione con Carmen? C’è qualcosa che vuoi che le persone sappiano sui cani guida e sulle loro potenzialità nel migliorare la vita delle persone?
«Il messaggio che vogliamo trasmettere è la loro importanza non solo per gli spostamenti ma anche come supporto emotivo. Il solo fatto di avere un cane di cui prendersi cura da molta forza, e il loro amore incondizionato, la loro vivacità e voglia di giocare con noi fanno superare con leggerezza anche i momenti più difficili. Io ho vissuto con lei il passaggio da ipovedente a quasi cieca assoluta, ma non ho mai spesso di uscire e rincorrere la mia indipendenza».
Cosa significa per Alissa Cavallera il legame che hai con Carmen? C’è un momento speciale che ricordi che rappresenta la vostra connessione?
«Il legame che ho con Carmen è speciale come il ruolo che ha per me. I momenti che più lo dimostrano sono quelli durante i cali di vista. Soffro di glaucoma e la pressione intraoculare non è stabile, spesso aumenta quando sono in giro. Lei se ne accorge, credo da come cambia il mio passo, e inizia a rallentare e a condurmi verso casa, anche se le chiedo altro lei mi porta a casa, evitando la strada con le scale ma facendo il giro largo per quella in piano».
Hai suggerimenti o consigli pratici per le persone che stanno pensando di adottare un cane guida?
«Il consiglio migliore che ho è quello di affidarsi a scuole che usano il metodo di addestramento gentile. Ma soprattutto di prepararsi super bene dal punto di vista della autonomia fuori casa. Le scuole sono sempre più esigenti su questo».
Come affronta Alissa Cavallera le reazioni delle persone nei confronti di Carmen quando siete in pubblico? Ti è mai capitato di dover spiegare il suo ruolo?
«Da subito ho messo in conto che avrei dovuto spiegare il suo ruolo spesso, ma ho sempre incontrato persone comprensive, che come premio hanno vinto pure qualche coccola da Carmen».
Sara Spiniello















































