Laputa - Il castello nel cielo (fonte immagine: cinematographe.it)

Una pietra magica, un’isola che fluttua nel cielo, una verità da scoprire: Laputa – Il castello nel cielo è un viaggio il cui percorso è incerto e pieno di disavventure, un viaggio che non ha destinazione.

Il primo film dello Studio Ghibli

fonte immagine: gonaigaworld.com

Laputa – Il castello nel cielo è il primo film dello Studio Ghibli. Nausicaä della Valle del Vento è uscito nelle sale cinematografiche nel marzo del 1984. Il pubblico risponde così bene che Miyazaki aprirà un piccolo studio di animazione, Nibakari. Dopo un anno, finalmente, Hayao Miyazaki e Isao Takahata, con il sostegno della Tokuma Shoten, fondano lo Studio Ghibli.

Il 2 agosto del 1986 nei cinema giapponesi viene proiettato Laputa – Castello nel cielo (天空の城ラピュタ Tenkū no shiro Rapyuta): il primo film ufficiale dello Studio Ghibli, il terzo lungometraggio diretto dal Maestro Miyazaki, ma anche sintesi della sua esperienza lavorativa. Si vedono gli aerei che solcano il cielo, grandi aerei simili a quelli guidati da Kushana. Appaiono alcuni animali, e questi animali ricordano tantissimo – forse sono davvero identici? – Teto.

E già si vedono quelli che sono i temi più cari a Miyazaki: l’antimilitarismo, il rispetto per la natura che porta alla convivenza tra l’uomo e la stessa, l’avversione alla violenza e a qualsiasi forma di prevaricazione.

La trama

Questo film si ispira a due romanzi: L’isola del tesoro di Stevenson e I viaggi di Gulliver di Swift. Dal primo riprende la struttura del racconto, dal secondo l’idea di un’isola capace di fluttuare.

La giovane Sheeta è tenuta prigioniera dal cinico colonnello Muska a bordo di un’aeronave diretta verso la fortezza Tedis. Durante il volo, in una notte rischiarata dalla luna, l’aeronave viene attaccata da una banda di pirati guidata dall’intrepida Dola, che vuole impossessarsi del ciondolo che la ragazzina porta al collo. Questo ha un valore inestimabile: permette di vincere la forza di gravità e localizzare la leggendaria isola fluttuante di Laputa, dove – si racconta – sono custoditi immensi tesori e un potere inimmaginabile. Sheeta riesce però a fuggire, finendo tra le braccia di un giovane minatore di nome Pazu che, da quel momento, decide di proteggerla unendosi a lei nella ricerca dell’isola e dei suoi misteri.

Laputa – Il castello nel cielo non attinge solo dalla letteratura ma anche, come tutti i film del Maestro, dalla realtà: per realizzare il film Miyazaki si recò in Galles per studiare le miniere di carbone, le ferrovie, e le tipiche case a schiera dei minatori – le terraced house. Durante il suo soggiorno Hayao Miyazaki fu testimone degli scioperi dei lavoratori, uno scioperi causati dalla crisi economica che portò alla chiusura dei pozzi. E quindi il Maestro decise di portare nel film anche le condizioni di lavoro dei minatori: Pazu e gli abitanti del villaggio hanno un lavoro precario che però non ne scalfisce la tempra.

Un altro elemento di realtà all’interno di Laputa è il richiamo alla Rivoluzione Industriale: Miyazaki vuole denunciare il troppo affidamento che gli umani hanno verso il progresso tecnologico. Laputa ha una tecnologia avanzata che le ha permesso di raggiungere l’armonia con la natura. Ma sarà la stessa tecnologia poi a decretarne la fine. Il castello nel cielo è una utopia attaccata ai ricordi del passato.

Ed è proprio il passato uno dei punti cardine del film: Laputa conserva la storia di un mondo e di un popolo che non esistono più. Laputa è una leggenda ancorata alla realtà. Sheeta è la custode di questo posto ormai perduto, e neppure lei conosce l’immenso potere della pietra che porta al collo, che viene tramandato da anni e anni nella sua famiglia, assieme ad alcune filastrocche che le ha insegnato la nonna. E saranno gli eventi legati alla pietra a portarla alla ricerca della verità, a scoprire qual è il suo segreto. E qual è il segreto del castello nel cielo.

“A me sono stati insegnati anche molti altri incantesimi, per cercare le cose, per curare le malattie, e c’è persino una parola da non usarsi assolutamente,[…] L’incantesimo di estinzione. Per dare potere agli incantesimi buoni, pare si dovesse conoscere anche la parola cattiva, però senza usarla per nessun motivo.” . Sheeta è la custode di un potere immenso, talmente grande da essere un pericolo per l’umanità. Perciò decide di distruggere questo potere. E quando Sheeta pronuncia l’incantesimo di estinzione la costruzione dell’uomo, il castello, inizierà a sgretolarsi sotto gli occhi suoi e di Pazu, e ciò che rimane è solo la natura.

fonte immagine: dvdtalk.com

La storia di Laputa – Il castello nel cielo è una storia avvincente e magica, è un film che si basa sul contrasto tra il bene e il male. Come ogni film di Miyazaki, del resto.

Valentina Cimino

Volevo studiare lettere e alla fine mi sono iscritta a giurisprudenza. Appassionata di libri, poesie e balletto. Proud to be nerd. Lavoro, scrivo, leggo, mangio. Dormo poco.

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