Cromatico, «Lucio»: un viaggio notturno declinato in tutte le sue anime
Fonte: Emic Entertainment

In un universo sonoro costellato dalla fluidità di armonie R&B-soul e dalla naturalezza di un linguaggio narrativo che fa fiorire le parole dall’interiorità più profonda, si collocano i Cromatico. Il duo pescarese ha ancora pochi brani all’attivo, ma parecchi progetti in cantiere, alcuni dei quali divenuti realtà: uno tra questi è il singolo “Lucio”, primo inedito rilasciato per la label bolognese Emic Entertainment disponibile all’ascolto a partire dal 9 aprile.

A te che sei un esempio di equilibrio,

io una nota a margine dentro un tuo libro.

Sono un punto sfuocato, un viaggio dimenticato,

il suono che fa un congiuntivo sbagliato.

Impreziosito dal featuring con Galli, il brano è la cronaca di un breve e, al contempo, intenso viaggio notturno senza né meta né destinazione. La notte rimanda all’uomo che contempla sé stesso e quanto lo circonda, immerso in una visione esteriore ed interiore delle tenebre, non viste come assenza e negazione, ma come passaggio di un cammino ciclico, di un ripercorrere costantemente, quasi fosse un balsamo o un lenitivo, determinati passi o un certo sentiero ricco di visioni prima d’allora precluse alla vista e, più in generale, ai sensi.

Nelle ore notturne la città cambia completamente volto, donando all’animo quel senso di serenità, sicurezza ed armonia che durante il giorno, con i suoi continui schiamazzi e strombettii, viene a mancare: cullandoti nel loro andare, le strade sgombre davanti a te non sai dove ti porteranno. Dal finestrino dell’automobile in movimento scorre lenta la vita nascosta delle borgate poco illuminate, dei vicoli, degli anfratti e delle alcove; ogni curva è per i Cromatico una storia diversa, un paesaggio ignoto.

Nel corso dell’intervista rilasciataci, i Cromatico si sono raccontati ai nostri microfoni con grande sincerità e autenticità.

In una visione, se vogliamo, dalle tonalità metafisiche la vostra musica, la quale raccoglie un percorso maturo e definito, poggia solidamente sui fondamenti di suggestione ed evocazione. Quali sfumature espressive si stendono sulla tela sonora dei Cromatico?

«Se con sfumatura si intende piena libertà espressiva e cura del particolare, non c’è termine più adatto per definire la nostra concezione musicale. Nei nostri brani si può assaporare un gusto agrodolce, dettato dalla sovrapposizione di testi intimisti su melodie catchy e dall’uso di armonie a cavallo tra il maggiore e il minore. In parole povere, non amiamo per nulla il piattume: la ricerca di tonalità policromatiche è l’intento che ci prefiggiamo.»

Arrivando all’ultimo degli inediti pubblicati dai Cromatico, “Lucio” può essere inteso come una sorta di viaggio introspettivo alla scoperta delle sensazioni più pure e nascoste. Vi ritrovate in questa descrizione?

«Assolutamente sì! Siamo fermamente convinti che la conoscenza di sé stessi non si raggiunga stando fermi: l’esplorazione introspettiva alla scoperta della propria essenza interiore è, pertanto, una costante dei nostri pezzi. La primaria motivazione che ci spinge verso il portare avanti la nostra passione, è proprio il fatto che il far musica riesce, sempre e comunque, a smuovere un qualcosa dentro di noi: emozioni e pensieri negativi non ristagnano, si alleggeriscono e volano via dileguandosi.»

Spostarsi in auto di notte mette in moto dinamiche sentimentali non indifferenti: una scarica di emotività che unisce suoni ovattati, profumi, silenzi, ricordi. In quale misura tale semplice azione può essere intesa come un potente strumento per attivare la sfera dell’immaginario?

«“Lucio” vuol proprio essere il racconto della miriade di suggestioni che, solo e soltanto, la notte sa dare: in un viaggio notturno, guardando al di fuori del finestrino, la città si piega e si distorce per effetto delle luci di lampioni e insegne, arrivando addirittura a trasformarsi in una giungla artificiale con piante, paludi e fiumi. Affrontando il tema del viaggio, l’automobile è uno dei principali simboli che viene da associare a questo concetto. Nella canzone in questione, il mezzo di trasporto per eccellenza assume un ruolo simbolico: rappresenta un punto di incontro tra un microcosmo e un macrocosmo, il passaggio del confine tra tutto ciò che può rappresentare l’interiorità e ciò che concerne l’esteriorità. A noi Cromatico piace pensare che l’abitacolo costituisca una bolla, i sedili un abbraccio, il telaio una sorta di involucro protettivo del tutto che consente di volgere, nonostante si è al suo interno, lo sguardo esternamente.»

Per apprezzare la proposta musicale dei Cromatico è necessaria estrema curiosità, desiderio di ricerca e propensione verso l’estetica ed i dettagli. Ritenete che la scena R&B-soul italiana, oggi piuttosto attiva a livello indipendente, possa prendersi un giorno lo spazio che merita?

«Quando ci si approccia ad uno stile musicale come l’R&B, sarebbe appropriato documentarsi in merito la cultura da cui deriva: la musica, al di là di essere un fattore interculturale che non conosce confini, è anche sete di conoscenza. Indubbiamente il nostro è un genere che poco si confà alla nostra tradizione; cionondimeno di grandi interpreti all’interno dei confini nazionali ne abbiamo avuti (Pino Daniele uno fra i tanti). Notiamo con gran piacere che pian piano sta prendendo piede anche su palchi mainstream e tra le nuove generazioni: facendo un esempio pratico, alcune tra le canzoni sanremesi di quest’anno presentano armonie e/o melodie con chiari richiami al nostro mondo. Ci auguriamo che questo trend, già di per sé positivo, subisca un’ulteriore ascesa!»

Vincenzo Nicoletti

Greenpeace

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