Il Decreto Sicurezza di Salvini a favore del business privato
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Nell’era dei politici sempre in campagna elettorale, nell’era dello sfruttamento della paura del diverso, basta un attimo per smascherare i punti deboli di un decreto che, alla fine, non risulta avere un solo aspetto positivo al suo interno. I passi indietro fatti con il Decreto Sicurezza non sono bastati, in questi giorni Salvini torna sui migranti promuovendo la discussione sul Decreto Sicurezza bis che va ad accentuare quanto previsto dal precedente, risultando ancor di più a favore dei grandi del business privato.

Salvini a favore del business privato

Un punto in particolare andremo ad analizzare, e riguarda il favorire, da parte del Decreto Sicurezza di Salvini, la macchina dei business privati nella gestione delle strutture per migranti (i cosiddetti Cas, Centri di Accoglienza Straordinaria). Il Decreto Sicurezza sul tema dell’immigrazione è stato considerato subito in contrasto, per quanto riguarda questa materia, sia con le norme internazionali che con la Costituzione italiana (qui abbiamo spiegato perché). Infatti, prima il sindaco di Palermo e poi quelli di Napoli, Firenze, Parma, avevano rifiutato di applicare queste norme sui loro territori.

Il Decreto Sicurezza di Salvini è stato subito visto come un’occasione imperdibile, ad esempio, dal gruppo privato elvetico ORS. Controllata dalla londinese Equistone Partners, ORS gestisce decine di centri per migranti in Svizzera, Austria e Germania, e ha dichiarato da poco il suo arrivo in Italia. Ad influenzare la scelta del gruppo, oltre all’occasione offerta dal ministro Salvini, è stata la decisione dell’Austria di ripristinare il controllo governativo sulla gestione dei migranti, ponendo fine al sistema degli appalti privati.

Paese che perdi, paese che trovi: l’ORS si è trovata nella contingenza più adatta per spostare i suoi affari a Sud, approfittando delle occasioni offerte dal decreto sfrutta-migranti made in Italy.

Cosa prevede il Decreto Sicurezza per i migranti

I centri di “accoglienza” per migranti ideati da Salvini, e descritti nero su bianco nel Decreto Sicurezza, costituiranno un grande profitto per pochi grandi soggetti imprenditoriali. Per questi ultimi sarà possibile aggiudicarsi l’appalto senza gare pubbliche (per accelerare, il decreto prevede che le prefetture potranno fare “ricorso alla procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando di gara”), con un sistema di costi che farà spendere di più allo Stato, anche avendo costi medi inferiori.

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Per i migranti, invece, non è previsto nessun tipo di assistenza o integrazione: per loro sarà quasi inevitabile vivere ai margini della società, senza possibilità di riscatto dal punto di vista umano, sociale e lavorativo. A confermare il buco nell’acqua che il ministro Salvini e i suoi fedeli stanno per compiere, c’è la ricerca effettuata dall’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI), e poi depositata alla commissione Affari Costituzionali della Camera. Da questo documento emerge, tra le altre cose, come il sistema dei CAS costerà di più rispetto a quello degli SPRAR, si può leggere infatti che:

«Un migrante resta in media in uno SPRAR 6 mesi, durante i quali riceve formazione linguistica e professionale. Quindi costa agli italiani circa 6300 euro. Nei centri di accoglienza straordinaria (CAS), i richiedenti asilo restano da un anno e mezzo ai due anni, spendendo da 10 a 14 mila euro a migrante. E d’ora in poi non riceveranno nemmeno formazione linguistica e professionale».

Lo sfrutta-migranti, il Decreto sicurezza, promosso dal ministro dell’Interno a favore del business privato va a modificare il modello Sprar dei comuni e rende la condizione dei migranti ancora più critica e instabile. I Cas, essendo dei centri di emergenza, sfruttano delle procedure gestionali non molto trasparenti dal punto di vista economico e legale. Inoltre, essendo la loro gestione affidata, per la maggior parte, ad aziende private (il cui unico scopo è il profitto), le condizioni di vita dei migranti rinchiusi in questi centri (ormai quasi del tutto detentivi) sfiorano l’illegalità.

Il gioco sui migranti è arrivato, probabilmente, all’ultima mano, forse la più drammatica. Gli uomini di potere decidono di sfruttare le vite, le disgrazie e le debolezze di esseri umani per arricchirsi.

L’obiettivo di queste manovre, che raggiungono il culmine nel Decreto Sicurezza bis, è concentrare il flusso migratorio in questi centri di accoglienza enormi. Ragion per cui si favorisce la gestione da parte dei privati che, agendo su grandi numeri, riescono a diminuire i costi dai 35 ai 19/26 euro a persona accolta al giorno, mantenendo comunque alti margini di guadagno grazie all’eliminazione di servizi formativi e di integrazione.

Ancora una volta, false promesse per conquistare qualche voto in più, false notizie in cambio di gloria, profitti al primo posto, esseri umani all’ultimo. Nella partita guadagni vs diritti, a vincere sono ancora una volta i soldi. E la cosa peggiore è che a favorire questo gioco assurdo sono le persone che dovrebbero agire per gli interessi dei più deboli, ma che, decisamente, fingono nel farlo.

Federica Ruggiero

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