Cai Guo-Qiang

Flora commedia, la mostra personale dell’ artista cinese contemporaneo Cai Guo-Qiang, è un’esplosione di colore e creatività. A rivelarlo è la performance City of Flowers in the Sky, avvenuta a Piazzale Michelangelo, domenica 18 novembre e reperibile anche in rete (clicca qui). I fuochi d’artificio diurni creati da Cai Guo-Qiang, ispirati alla flora del Rinascimento e alla Primavera di Botticelli, regalano così un’ anticipazione della spettacolarità dell’esposizione artistica.

La mostra, visitabile fino al 17 febbraio 2019, presso la Galleria degli Uffizi, è stata curata dal direttore degli Uffizi Elke Schmidt in collaborazione con Laura Donati, curatore del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie degli Uffizi.

Ma chi è Cai Guo-Qiang?

Cai Guo-Qiang è uno fra i maggiori artisti cinesi affermatisi sullo scenario internazionale dell’ultimo decennio del Novecento. Nasce a Quanzhou, in Cina, nel 1957 ed intraprende fin da subito gli studi di scenografia presso l’ Accademia di Shangai. Da quel momento sperimenta diversi mezzi artistici, tra cui il disegno, l’installazione, il video e la performance.

Ma saranno gli anni compresi tra il 1986 e il 1995 i più significativi per Cai Guo-Qiang. Dopo il trasferimento in Giappone, si avvicina alla ricerca delle proprietà e alle potenzialità delle polveri da sparo in campo artistico. Il connubio creatosi tra tradizione orientale e spirito artistico personale, capace di essere creativo e distruttivo al medesimo tempo, porta alla realizzazione di eventi pirotecnici e dipinti su carta, tela e parete. La trasformazione del colore in esplosione di forza creativa è evidente, immortalata anche da video e scatti fotografici.

Con il titolo Projects for extraterrestrial, Cai Guo-Qiang raggruppa tutte le opere marchiate con le polveri, esposte anche in diversi spazi e musei in tutto il mondo come il Museum of Modern Art a New York, la Tate Modern a Londra e il Power Station of Art a Shanghai, il Canal Grande a Venezia e tanti altri.

Negli ultimi anni il successo di Cai Guo-Qiang raggiunge livelli di fama nazionali ed internazionali. La sua cifra stilistica, così innovativa a livello tecnico, è in grado di oltrepassare le mura museali per farsi spazio nella realtà sociale e naturale.

Attualmente Cai Guo-Qiang vive e lavora a New York.

L’incontro con la città di Firenze

La mostra Flora Commedia rientra in un progetto espositivo pluriennale e più ampio intitolato Viaggio di un individuo attraverso la Storia dell’Arte Occidentale (An Individual’s Journey through Western Art History) – che dopo il Museo Pushkin di Mosca e il Museo del Prado di Madrid nel 2017- sbarca in Italia, alle Gallerie degli Uffizi.

L’incontro, però, tra Cai Guo-Qiang e il capoluogo toscano avviene nel 2017. Grazie a una visita che gli ha permesso di scoprire Palazzo Pitti, le Gallerie degli Uffizi, il Giardino mediceo di Boboli e il Gabinetto dei Disegni e delle Stampe, Cai Guo-Qiang resta affascinato e folgorato da ogni angolo della città.

La città “dei fiori” e del “Rinascimento italiano” cattura così l’attenzione dell’artista cinese, divenendo principale fonte di ispirazione per la realizzazione dell’esposizione Flora Commedia. I fiori, simbolo di Firenze, divengono i veri soggetti protagonisti del percorso espositivo, atti ad esprimere lo spirito del Rinascimento, la connessione con la natura, la percezione e i sentimenti del corpo.

Il percorso espositivo

La mostra, allestita nelle dieci gallerie connesse alle sale caravaggesche del corpo principale degli Uffizi, ha come scopo quello di creare un dialogo tra i più importanti artisti del passato del mondo occidentale come Caravaggio, Leonardo da Vinci e Michelangelo, e la grande contemporaneità. Ogni galleria rinvia ad un tema specifico, in particolare il “Dialogo con Caravaggio”, il “Giardino del Rinascimento”, il “Giardino del Colore”, il “Giardino della Natura”, il “Giardino del Cosmo” e il “Giardino dell’erotico.” 

Le circa sessanta opere o gruppi di dipinti di varie dimensioni, realizzati  con la tecnica della polvere da sparo, compongono l’intero percorso espositivo e ne mettono in risalto il chiaro intento: evocare il passato. A precisarlo è anche il Direttore delle Gallerie degli Uffizi, il quale riconosce nel lavoro di Cai Suo-Qiang la qualità esplosiva del processo artistico, che allude a dipinti iconici dei tempi andati, immagini che si rendono metafore delle profondità della memoria.

È chiaro quindi l’intento di riportare in memoria il passato. Le opere, così come vengono presentate, rispecchiano il carattere indecifrabile, creativo e distruttivo dell’artista, il quale si pone e pone continui interrogativi alla sua arte e a chi la osserva:

«Volevo purificare le cose questa volta, e concentrarmi principalmente sulla pittura dei “fiori”… il porre l’attenzione su un unico tema mi ha portato ad ulteriori considerazioni: cos’altro si può fare con la pittura? Come possiamo creare dei buoni dipinti attraverso i fiori? Come possiamo dipingere in modo spontaneo e con libero fervore, spingendo i dipinti a essere sempre più audaci? Diventare liberi e senza freni ancorando e centrando il cuore e la mente- queste considerazioni costituiscono sia il principio fondamentale che gli obiettivi. Una volta purificate le cose, diventa ancora più difficile evitare le difficoltà del dipingere!»

Così l’artista orientale Cai Suo-Qiang dipinge i metodi e lo spirito di un artista contemporaneo, in continua ricerca di un dialogo significativo con il Rinascimento, con la speranza di esserne all’altezza.

«Quando ti raffronti con l’arte del passato, in realtà stai distruggendo la sua struttura. Lo rispetti o ci entri in competizione? Lo attacchi o lo ami? L’obiettivo è andare avanti. Il metodo è guardare al passato. L’ambizione sta nel futuro.»

Marta Barbera

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