Biblioteche d'Italia, la campagna social del MiC
Complesso monumentale dei Girolamini, Napoli. Fonte immagine: www.commons.wikimedia.org

È nata di recente una campagna di informazione e promozione del patrimonio culturale italiano organizzata dal MiC (Ministero della Cultura): si chiama Biblioteche d’Italia ed è un racconto videografico della storia e del patrimonio archivistico di quarantasei diversi Istituti statali italiani afferenti al Servizio Bibliotecario Nazionale. Ogni settimana, infatti, viene pubblicato un video diverso sui canali online di informazione del MiC in cui viene raccontata la storia delle singole biblioteche coinvolte e il loro contenuto attraverso interviste ai vari direttori, chiamati in prima persona a promuovere e a diffondere la bellezza e la ricchezza del tesoro che sono incaricati di custodire.

Le biblioteche italiane sono luoghi meravigliosi che custodiscono inestimabili collezioni di libri, manoscritti e documenti che sono ancora poco conosciute e valorizzate. Ecco perché servono nuove occasioni che avvicinino le persone a questo patrimonio: la ‘Domenica di carta’ va proprio in questa direzione perché apre al pubblico luoghi che devono diventare immancabili mete di visita per viaggiatori e famiglie. Per questo è importante un racconto del patrimonio archivistico e librario che ne faccia comprendere la ricchezza, e l’iniziativa che prende oggi avvio apre proprio questo percorso“. Così il Ministro della Cultura Dario Franceschini presenta l’iniziativa, che viene promossa in continuità con il progetto annuale Domenica di carta, occasione da non perdere durante l’anno per visitare in prima persona le biblioteche e scoprirne gli archivi.

Ma cosa è effettivamente contenuto negli archivi bibliotecari? In effetti, non sono solo i servizi tradizionali ad essere svolti dentro gli Istituti del SBN: al contrario, questi ultimi sono la sede di numerose ricerche filologiche e specialistiche, grazie alla possibilità di ospitare al loro interno manoscritti, incunaboli (primissime edizioni a stampa risalenti agli inizi del ‘500, testimoni delle origini del più comune metodo di comunicazione e diffusione del testo scritto), ma anche minuziose carte geografiche e spartiti musicali; addirittura, assieme a edizioni rare e preziose, tra le rarità si possono trovare oggetti appartenuti a scrittori contemporanei, oltre a lettere e dediche che costituiscono una fonte di inestimabile valore per gli appassionati e gli studiosi che vogliano conoscere le vite – straordinarie e non – di letterati e filosofi più o meno conosciuti.  

Tra le biblioteche già raccontate nel progetto Biblioteche d’Italia c’è ad esempio la Marciana di Venezia, nata per essere la più bella del mondo, in un’epoca, il ‘500, in cui Venezia costituiva il maggior centro di produzione di carta stampata (basti pensare al lavoro di Aldo Manuzio, editore nel 1525 delle Prose della volgar lingua di Pietro Bembo, uno dei testi fondanti la norma linguistica italiana attuale). Oppure, ad essere raccontate dalle telecamere del MiC sono state e saranno la Biblioteca Universitaria di Napoli, con i suoi volumi danteschi a stampa fregiati dalle miniature del Botticelli, o il napoletano Complesso dei Girolamini, o ancora la Biblioteca Universitaria di Cagliari, che custodisce alcuni dei falsi più famosi della storia, oltre ovviamente alle Centrali di Roma e Firenze.

Quello di Biblioteche d’Italia è quindi un viaggio che noi fruitori possiamo vivere comodamente da casa nostra, alla scoperta dell’inestimabile patrimonio culturale che questi luoghi conservano, custodiscono e preservano dall’ inevitabile incedere del tempo e dell’oblio.

Giulia Imbimbo

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