
Dieci anni non sono un’eternità, ma a Napoli valgono come secoli. Dal 2015 al 2025 la città ha vissuto trasformazioni che hanno scosso le sue fondamenta e acceso nuove luci sul suo volto antico. Ed è in questo decennio che Libero Pensiero ha camminato accanto a lei, raccogliendo voci, contraddizioni e sogni.
Dieci anni fa Napoli sembrava gridare al mondo la sua voglia di riscatto: una città ribelle, orgogliosa, che non voleva piegarsi. Oggi Napoli è diventata meta globale, desiderata, fotografata, consumata da milioni di sguardi. I vicoli un tempo nascosti si sono riempiti di lingue straniere, i balconi hanno visto passare fiumi di turisti, e interi quartieri hanno cambiato pelle. È stata una rinascita, ma anche una perdita: la bellezza si è moltiplicata, ma talvolta a scapito dell’anima.
Eppure, Napoli non smette di sorprendere. Ha pianto le sue ferite sociali e ambientali, ha visto giovani partire e poi tornare, ha trasformato dolore e marginalità in arte e resistenza. Ha gridato di gioia nello scudetto del 2023, quando un popolo intero si è ritrovato unito, come raramente accade nella vita di una città. E ha saputo indicare la via della dignità civile nei momenti decisivi, come accadde nei referendum sull’acqua, quando Napoli si fece portavoce di un bene comune universale, difendendo un diritto che appartiene a tutti.
Napoli resta l’inesplicabile: sa farsi amare e odiare nello stesso istante, respinge e accoglie, ferisce e consola. È una città che non si lascia definire, che rinasce ogni giorno dalle proprie contraddizioni, come lava che non smette di scorrere sotto i nostri piedi.
Libero Pensiero, in questi dieci anni, ha provato a darle voce, a raccontarla senza veli, con la consapevolezza che Napoli non è mai soltanto cronaca o notizia: è emozione, è identità, è destino.
Quest’anno festeggiamo il nostro anniversario guardando a lei, Napoli, che ci ha insegnato una lezione semplice e immortale: nulla muore davvero se continua a vivere nel cuore di chi sa raccontarlo. La sfida degli anni che verranno sarà la stessa: continuare a osservare, analizzare e dare voce a chi, più di ogni altra, chiede di essere capita nella sua interezza, senza mai smettere di sorprendere.
Pasquale De Laurentis















































