Pietro Morello, l'espressione musicale come cardine dell'esperienza umana
Foto di Sergio Banfi

Tra le infinite opportunità fornite dall’impiego della musica nell’attenzione e cura alla persona, vi è la possibilità di esprimere e percepire, per i soggetti chiamati in causa, le proprie emozioni, mostrare o comunicare i propri sentimenti e/o stati d’animo attraverso un linguaggio, altrimenti, difficilmente accessibile, quello non verbale. Lo sa bene la giovanissima star di TikTok Pietro Morello che a, soli ventidue anni, di esperienza nell’ambito ne ha da vendere, o meglio, da donare al prossimo.

Fra le challenge lanciate dai milioni di followers che lo seguono sui suoi profili social e che spesso gli chiedono di suonare il pianoforte a mani incrociate, o mentre recita una poesia, o nel momento in cui ripete le tabelline, e le attività benefiche nelle quali si cimenta, il giovane musicista, influencer, ambientalista e missionario – ebbene sì, nonostante la sua giovanissima età Pietro Morello svolge tutte le attività citate! – originario di Moncalieri è riuscito nel nobile intento di sfruttare la propria predilezione per l’arte della musica, al fine di regalare un sorriso ai più bisognosi.

Una tra le conquiste più recenti di Pietro Morello è stata quella di essere parte attiva nella realizzazione di progetti di integrazione intra- e interpersonale volti, grazie a processi preventivi, riabilitativi e terapeutici, a migliorare la qualità della vita di numerosi infanti che, per via di patologie croniche pregresse, sono costretti a stare al chiuso tra le musica di una struttura sanitaria, semplicemente donando un pianoforte al reparto di Oncologia dell‘Ospedale Regina Margherita di Torino.

La travolgente passione per la musica di cui si nutre questo ragazzo prodigio è nata quando aveva solo dodici anni. Il primo strumento al quale si è approcciato è stato la chitarra, che presto ha affiancato al violino, al kalimba e, appunto, al pianoforte, suo fidato compagno di vita, che ha imparato a suonare quasi completamente da autodidatta, guardando video in rete e studiandolo in autonomia.

Parallelamente al suo percorso in ambito musicale, Pietro Morello ha anche sviluppato quello umanitario, dapprima offrendo il suo aiuto ai centri di volontariato della sua città, Torino, e, a partire dal compimento della maggiore età, svolgendo assistenza umanitaria in una zona povera situata nell’area nord della Romania, ai confini con l’Ucraina; dal luogo che gli ha dato i natali, in un battere di ciglio, oggi ha portato la sua genuinità, generosità e note quasi ovunque nel globo.

Una fotografia che ritrae Pietro Morello in una delle missioni umanitarie alle quali ha preso parte

Di fresco, il giovane pianista è riuscito a coniugare i suoi più grandi interessi di sempre in un progetto denominato “Musicoterapia”, che prevede l’utilizzo della sua arte prediletta come ausilio per contrastare gli orrori della guerra, della malattia e della povertà: la musica permetterebbe a chi è esterno da queste gravi situazioni di disagio di entrare in comunicazione con chi ne soffre, favorendo l’inizio di un processo di apertura reciproca.

Alla domanda “Perché hai deciso di mollare tutto e dedicarti alle missioni umanitarie?” l’amatissimo pianista ed influencer risponde: “L’amore per i bambini. In fondo lo faccio per quello, è lo stesso amore che mi porta a suonare negli ospedali, è lo stesso amore che ha chi insegna per dedizione e non per soldi, a cambiare è solo il luogo fisico. Forse è incoscienza, ma quando sono nei campi di guerra in mezzo ai bambini non mi importa delle bombe che cadono, me ne frego, voglio stare con loro.”

Vincenzo Nicoletti

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