
Musica e resistenza hanno sempre rappresentato un binomio inscindibile. Basti pensare a Bella ciao, intonata dai partigiani che lottavano contro il nazifascismo: non era soltanto un canto, ma un atto di coraggio, una dichiarazione di libertà consegnata ai posteri come patrimonio universale. Allo stesso modo, nei campi e nelle fabbriche, i canti popolari hanno sostenuto i lavoratori durante le lunghe giornate di fatica, trasformandosi in strumenti di coesione e di resistenza allo sfruttamento. La musica, in questi e in molti altri contesti, ha sempre dato voce agli oppressi, alimentato la speranza e consolidato un senso di appartenenza collettiva. Oggi, in un mondo ancora attraversato da conflitti e disuguaglianze, il suo ruolo resta immutato. Laddove la vita è compressa da occupazioni o vessazioni — come accade ormai da troppo tempo ai palestinesi e agli abitanti di Gaza — cantare, comporre e suonare non è solo espressione artistica, ma un atto necessario: un modo per affermare la propria esistenza, la propria identità, e nutrire la speranza di un futuro di giustizia. Oggi vi proponiamo i nomi di alcuni degli artisti che con la propria musica danno voce a un popolo che ogni giorno lotta per la sopravvivenza.
MC Abdul: il giovane rapper palestinese che dà voce a Gaza
MC Abdul è già diventato un simbolo internazionale della musica della resistenza palestinese. Nato e cresciuto a Gaza, ha conquistato milioni di visualizzazioni sui social con i suoi freestyle registrati tra le macerie, raccontando in inglese e in arabo la vita quotidiana sotto i bombardamenti. Con brani come “Palestine (Freeverse)” e l “Deira”, Abdul è in gradi di superare confini linguistici e geografici. La sua giovanissima età amplifica il messaggio di resistenza.
Bashar Murad: pop e identità queer
Bashar Murad è una delle voci più originali se parliamo di musica della resistenza palestinese. Nato a Gerusalemme, Bashar affronta nei suoi brani temi legati all’identità, alla libertà personale e all’oppressione sociale e politica, riuscendo a veicolare messaggi potenti attraverso la leggerezza della musica pop.
Sol Band: tra tradizione e modernità
Nata a Gaza, Sol Band è una band palestinese della Striscia di Gaza nota per la canzone Raweq wa Haddy. La band è riuscita a mantenere un seguito nonostante le difficoltà logistiche e le restrizioni ai movimenti degli artisti palestinesi. In un contesto di isolamento forzato, la loro musica crea ponti con il pubblico internazionale, offrendo un volto diverso della Palestina: non solo sofferenza, ma anche creatività, vitalità, desiderio di normalità e resistenza.
Rajieen: il coro della diaspora e la musica della resistenza
Rajieen è un progetto corale nato nella diaspora palestinese il cui nome richiama direttamente l’idea del ritorno. Il progetto riunisce musicisti e cantanti che uniscono le voci per mantenere viva la memoria collettiva. I loro brani mescolano sonorità moderne e riferimenti tradizionali, trasformandosi in inni di appartenenza e speranza.
Dalla voce giovanissima di MC Abdul al di Bashar Murad fino all’energia corale di Rajieen la musica palestinese oggi non è solo denuncia: è anche immaginazione, creatività, voglia di futuro. In mezzo a muri e confini, questi artisti dimostrano che il suono può ancora unire, far ballare, emozionare. È questo, forse, il gesto più radicale: continuare a cantare quando tutto spinge al silenzio, trasformando la resistenza in un inno alla vita, perché nessun popolo può essere ridotto al silenzio.
Mariella Rivelli
















































