001/20 Compilation, un viaggio nell'universo lo-fi nostrano
Fonte: presskit Emic Entertaiment

In un’epoca liquida come la nostra il cambiamento è all’ordine del giorno. Mentre le generazioni precedenti vivevano in uno stato di quasi assoluta stabilità sia dal punto di vista relazionale che lavorativo, la vita dell’uomo postmoderno è una compilation di repentini mutamenti e ritmi alquanto frenetici. L’incapacità di rimanere in moto costante e di mantenersi sempre flessibili di fronte ad ogni circostanza, fortuita o non che sia, si manifesta con diverse forme di disagio emotivo tra cui possiamo citare disturbi psicosomatici, ansia ed irrequietezza.

A fronte di uno stile di vita snervante, prendere di tanto in tanto le distanze dalla propria quotidianità proiettandosi verso confini stabiliti e terre sicure diventa una necessità. Al fine di staccare dalla realtà che ci circonda viaggiare verso un’isola deserta è nell’immaginario comune una soluzione pratica, quanto spesso irraggiungibile. In tempi duri il lavoro e gli altri impegni personali non sempre ci permettono di soddisfare il bisogno di prendere e partire. In mancanza di alternative non dimentichiamoci mai cheil viaggio è nella testa” come affermava Jean Baudrillard, filosofo e sociologo francese fondatore del concetto di virtualità del mondo apparente. Perchè allora non sfruttare questa possibilità?

Recenti ricerche in campo neuroscientifico hanno dimostrato che gli stimoli sonori forniscono risposte estetiche al cervello. La musica può essere sicuramente un’ottima alleata per mantenere fervida l‘immaginazione: è scientificamente provato come alcuni suoni e rumori siano perfetti per garantire il libero flusso di pensieri benevoli. Conseguentemente alle motivazioni citate sono sempre più i giovani che, con l’intento di raggiungere un’esperienza sensoriale mesmerizzante quanto più vicina alla sinestesia, hanno eletto la musica trasmessa dalle LO-FI hip hop station colonna sonora delle proprie giornate.

Facendosi carico dei bisogni dell’ascoltatore moderno, il LO-FI hip hop è un fenomeno recentissimo che, utilizzando come principale mezzo di fruizione web-radio attive 24 ore al giorno, da qualche anno a questa parte ha travolto la scena musicale mondiale totalizzando milioni di visualizzazioni in tutti e quattro gli angoli della Terra. Considerando i numeri siamo quindi di fronte ad un vero e proprio trend planetario. Nonostante la presenza di un cospicuo numero di esponenti impegnati sul fronte vuoi per negligenza, vuoi per altri motivi la sottocultura in questione in Italia fatica, ahimè, ad esprimersi ai livelli che merita.

LO-FI è molto di più che musica da atmosfera, è un vero e proprio movimento culturale: a scopo promozionale l’etichetta bolognese Emic Entertainment ha recentemente presentato 001/20 Compilation, una raccolta composta da dodici brani LO-FI hip hop/jazzy che vede partecipi altrettanti beatmakers. Il progetto ha coinvolto artisti provenienti da tutta la penisola, ognuno con una propria visione personale e un differente background artistico alle spalle rispetto all’altro. Affiancati da leve di sicura prospettiva, tra i volti presenti nella compilation spiccano per i numerosi beat tape di primissimo livello alle spalle il noto producer e membro dei Figura Alsogood, il tastierista dei Funk Shui Project Natty Dub e infine Lester Nowhere e kuranes.

001/20 Compilation è la piena espressione del principio cardine dello stile LO-FI hip hop, ossia l’omogeneità. L’esperto dj emiliano Astratto chiamato al mixaggio ha saputo fondere sapientemente i beats che suonano come un flusso ininterrotto. Una menzione di merito anche ad Erika Nardi e Visual Rail, impegnati rispettivamente nella creazione del suggestivo artwork e del conseguente videoclip: anche dal punto di vista visivo il progetto sposa appieno l’ideologia low fidelity dal momento che, pur essendo alquanto minimale, il frame è del tutto incline alla funzione comunicativa che si prefigge.

Sebbene i beatmakers abbiano tra loro differenti modalità di interpretazione della propria arte, i brani hanno tra loro un comune denominatore: come da tradizione LOW-FI hip hop la durata media è di cento secondi e le melodie rarefatte scorrono lentamente senza alcuna increspatura. Rispetto ad altri microgeneri di musica elettronica moderni quali la chill-out e la vaporwave le sonorità sono volutamente indefinite e meno raffinate: la sensazione all’ascolto è di un quasi totale abbandono dei sensi in uno stato catartico.

Dietro l’ostentata ricerca delle peculiarità sopra descritte si cela tuttavia una critica velata nei confronti della società postmoderna: all’elogio della retorica viene contrapposta l’assenza di qualsiasi forma di linguaggio vocale, al perfezionismo la semplicità, al dinamismo e alla velocità la continuità e la pacatezza, al divismo e all’individualismo l’anonimato e l’agire collettivo. La domanda a questo punto sorge spontanea: se autorealizzazione e felicità vanno di pari passo è realmente vero che per sentirsi appagato l’individuo deve sottostare a convulsi dettami sociali? Chill with 001/20 Compilation, la risposta verrà da sé.

Vincenzo Nicoletti

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