
L’utilizzo dello smartphone tra i giovanissimi è sempre più diffuso, con numeri spesso problematici nei primi anni dell’infanzia (autorevoli statistiche parlano di un bambino su dieci sotto i sei anni che possiede un device).
Il consiglio dei pedagogisti è di non avere fretta: prima dei 5-6 anni, le esperienze tattili e reali sono fondamentali per lo sviluppo del cervello.
Molti esperti consigliano di aspettare i 13-14 anni, consapevoli del fatto che questo può comportare un isolamento sociale del bambino, dal momento che, già durante il ciclo delle elementari, l’utilizzo di app di messaggistica come WhatsApp è quotidiano da parte dei bambini, che creano gruppi dove si scambiano informazioni sui compiti.
Una via di mezzo può prevedere il fatto di iniziare, attorno ai 10-11 anni, a utilizzare con la supervisione di un adulto lo smartphone di quest’ultimo.
Di certo arriva prima o poi il momento di acquistarlo: si tratta di una decisione da ponderare, a seguito della quale è opportuno adottare un approccio strategico mirato, con il fine di avviare il giovane a un utilizzo corretto del device.
Quali sono i consigli più utili al proposito? Vediamone alcuni nelle prossime righe!
La scelta del modello giusto
La scelta del modello giusto è fondamentale per avviare i propri figli a un utilizzo equilibrato dello smartphone.
Per il primissimo device è il caso di non spendere troppo e di recuperare un vecchio telefono.
In alternativa, si può dare un’occhiata ai marketplace online, passando in rassegna le promozioni più vantaggiose – per farti un’idea delle più interessanti del mondo, scopri i coupon Aliexpress disponibili in rete – ed evitando i modelli top di gamma.
Soprattutto quando si è ai primissimi step di confidenza con lo strumento, non è necessario avere in mano un modello di livello alto.
Si tratta di un ragionamento che applichiamo diverse volte nella vita: una di queste riguarda l’avvio alla guida della macchina, che non avviene al volante di una Ferrari o di una Bentley, ma su vetture decisamente meno costose.
Regole chiare
La chiave per un utilizzo sano dello smartphone da parte dei ragazzi passa soprattutto dalla chiarezza delle regole: si possono stilare assieme e magari anche mettere per iscritto appendendole in casa, ma non si possono trascurare.
Essenziale è definire tempi e modi, coinvolgendo tutti i membri della famiglia: il momento della convivialità familiare a tavola può essere un’occasione anche per gli adulti per ridurre l’utilizzo del device e contribuire alla creazione di un clima all’insegna della conversazione.
Attività non tecnologiche? Sì, grazie!
Altro suggerimento decisivo per aiutare i propri figli a gestire con oculatezza il rapporto con lo smartphone riguarda il fatto di rendere assidua la proposta di attività che non richiedono il ricorso alla tecnologia.
Dai viaggi in famiglia anche solo per un week end, lasso di tempo perfetto per scoprire le principali attrazioni di moltissime città d’arte, ai momenti dedicati allo sport, che si possono vivere coinvolgendo anche amici e conoscenti, c’è davvero l’imbarazzo della scelta.
Il potere del dialogo
Impostare in famiglia, già quando i figli vivono la prima infanzia, un clima all’insegna del dialogo, dell’ascolto e della condivisione è essenziale per aiutarli, quando saranno più grandi, a gestire con equilibrio il rapporto con lo smartphone.
Questo device è una finestra su sfaccettature del mondo non sempre positive e sapere di poter trovare in famiglia un supporto e non un ambiente punitivo è giudicante fa una grande differenza per il ragazzo che lo utilizza quotidianamente.
Coerenza, esempio e rispetto
Come poco fa accennato, il modo in cui gli adulti utilizzano lo smartphone è essenziale per aiutare i ragazzi a gestire al meglio il device.
L’abuso, chiaro segnale di incoerenza, è dannoso in primis per chi lo pratica, che può andare incontro a un’evenienza fastidiosa come il burnout (non a caso, quando si discute di tematiche inerenti il lavoro si parla sempre più spesso del diritto alla disconnessione).
Altrettanto importante è il rispetto nell’utilizzo delle piattaforme social: vedere un adulto che pubblica foto in maniera indiscriminata, senza tenere in minima considerazione il desiderio delle persone ritratte di non essere esposte online, è il peggiore esempio per un giovane che deve imparare a usare con intelligenza lo smartphone.

















































