Lo sciopero globale per il clima torna a riempire le piazze del mondo

Sciopero globale per il clima
Fonte immagine: pixabay.com

«Unitə riempiremo le piazze in tutto il mondo per ottenere dai governi un’azione immediata e radicale per contrastare la crisi climatica». Così il movimento ambientalista Fridays for Future lancia il nuovo sciopero globale per il clima. Previsto per oggi 24 settembre, lo sciopero coinvolgerà tutte le regioni italiane (qui l’elenco delle città interessate) nel rispetto delle misure sanitarie. Infatti, se la crisi pandemica ancora in corso ci impone di fare estrema attenzione in circostanze che ci vedono condividere gli stessi spazi, ci chiede anche di non sottovalutare l’emergenza climatica se vogliamo evitare l’insorgere di nuove pandemie.

Ma se preoccuparsi di queste ultime senza aver risolto quella attuale può sembrare apparentemente prematuro, non si può pensare lo stesso dei cambiamenti climatici e i tanti (troppi) fenomeni metereologici estremi di quest’estate lo hanno drammaticamente dimostrato. Dal Canada alla Cina, passando per l’Italia e la Germania: alluvioni, incendi e ondate di calore hanno fornito l’ennesima e incontrovertibile prova di una crisi climatica sempre più vicina. Una vicinanza che non è solo temporale – l’emergenza climatica è già qui! – ma anche spaziale. Voltarsi dall’altra parte e fingere che il problema non ci riguardi, dunque, non è più un’opzione contemplabile e siccome per gli attivisti di Fridays for Future non lo è mai stata, hanno indetto un nuovo sciopero globale per il clima.

Le manifestazioni previste per oggi si svolgeranno a fianco dei MAPA, cioè quell’insieme di persone che può definirsi sproporzionatamente e irrimediabilmente colpito dalla crisi climatica e che già da tempo è impegnato nella lotta contro le varie forme di sfruttamento e oppressione che quotidianamente ne minacciano sia la vita che la terra. Aderire allo sciopero però non significa solo mostrare solidarietà verso chi – giorno dopo giorno – sente incombere su di sé la grave minaccia dei cambiamenti climatici, ma anche rispondere alla necessità di riportare il climate change all’attenzione dei leader politici mondiali. Una necessità che si fa ancora più urgente e sentita dopo che la Covid-19 ha finito col monopolizzare gli interessi della classe dirigente e della comunità scientifica e col depotenziare gli scioperi globali per il clima.

Questi ultimi, infatti, durante i mesi di lockdown sono stati costretti a spostarsi dalle piazze delle città alle piattaforme digitali, perdendo in buona misura quell’efficacia e quella risonanza mediatica che li ha contraddistinti fin dalla nascita. Da qui, la necessità di ritornare nelle strade per catalizzare nuovamente l’attenzione sui cambiamenti climatici, che continuano a rappresentare la più grande sfida che il mondo abbia mai dovuto affrontare. A confermarlo, neanche ce ne fosse un reale bisogno, anche l’ultimo rapporto dell’IPCC. Pubblicato lo scorso agosto, dopo aver verificato e sintetizzato migliaia di studi, ha dimostrato che l’enorme intensificarsi degli eventi meteorologici estremi è strettamente legato alla crisi climatica.

Una crisi che riusciremo a superare solo quando ne avremo compreso la reale portata. Solo quando, cioè, avremo capito che non rappresenta una situazione emergenziale isolata: tensioni e disparità socio-economiche, infatti, al pari di fenomeni come razzismo, sessismo e abilismo amplificano gli impatti della crisi e da essa, a loro volta, sono amplificati. Ma, come si legge sul sito di Fridays for Future, siamo ancora in tempo per invertire il corso della storia e il primo passo per poterlo farlo è aderire allo sciopero globale per il clima, consapevoli che «il momento migliore per agire sarebbe stato 30 anni fa, ma il secondo momento migliore è OGGI. È una responsabilità, ma anche un’OPPORTUNITÀ STORICA».

Virgilia De Cicco

Ecofemminista. Autocritica, tanto. Autoironica, di più. Mi piace leggere, ma non ho un genere preferito. Spazio dall'etichetta dello Svelto a Murakami, passando per S.J. Gould. Mi sto appassionando all'ecologia politica e, a quanto pare, alla scrittura. Non ho un buon senso dell'orientamento, ma mi piace pensare che "se impari la strada a memoria di certo non trovi granché. Se invece smarrisci la rotta il mondo è lì tutto per te".

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