Comedian Cattelan
Fonte: https://www.spiegel.de/consent-a-?targetUrl=https%3A%2F%2Fwww.spiegel.de%2Fkultur%2Fgesellschaft%2Fmagnus-resch-im-interview-das-kunststudium-fuehrt-in-die-arbeitslosigkeit-a-1302607.html&ref=https%3A%2F%2Fwww.google.com

Comedian, conosciuta come la Banana di Cattelan, una delle opere più chiacchierate del 2019, torna di nuove tra le luci della ribalta: è stata donata al Guggenheim Museum di New York da un anonimo collezionista.

Comedian, la banana di Cattelan

Comedian è la “chiacchieratissima banana” di Cattelan, ideata per essere attaccata al muro con del nastro adesivo. Comedian era stata presentata ad Art Basel Miami 2019 e inizia con tre edizioni originali dalla galleria Perrotin. Tutte e tre le produzioni furono vendute, al prezzo capogiro di 150mila dollari. La cifra così ingente aveva catturato l’attenzione anche dei meno esperti, divertiti e allo stesso tempo scandalizzati. Il pubblico aveva intasato i corridoi per correre a vederla tanto da costringere gli organizzatori della filiera a stabilire un regolamento per gestire la calca.

Comedian al Guggenheim

In poco tempo Comedian era diventata virale anche sui social: oggetto di meme, battute dai pubblici fino ai più differenziati. Chi si era aggiudicato l’opera poi, per ovvie circostanze, non aveva acquistato la banana numero una (ormai squallida), bensì un certificato con grafici dettagliati e istruzioni precise per l’esposizione della banana: 175 cm dal suolo, 37° di angolazione, con ricambio del frutto ogni 7-10 giorni.

Ora il New York Times ha annunciato che un anonimo ha donato Comedian, la banana di Cattelan, al Guggenheim Museum di New York, dove presto l’opera sarà esposta. La scelta di ospitare Comedian al Guggenheim non sembra poi così causale: tra Cattelan e il museo c’è sempre stato un rapporto particolare e affettivo. Nel 2012 era stata ospitata una retrospettiva dell’artista con le pareti sgombre e le opere fluttuanti nello spazio centrale. Nel 2016 invece il Guggenheim era stato la più famosa America.

Richard Armostrong, direttore del Guggenheim, si dichiara molto grato per l’arrivo di Comedian al museo: «Accogliamo con gratitudine il dono di Comedian, l’ennesima dimostrazione del legame dell’artista con la storia dell’arte moderna», aggiungendo con un tocco d’ironia: «Inoltre darà pochissimo impegno ai nostri magazzini». Dopo la pausa da lockdown il museo di New York sceglie quindi di riaprire i battenti con Comedian e con un ironico, spietato ed irriverente Maurizio Cattelan.

Le sue opere, così come la stessa Comedian, sono intrise di una forte carica emotiva che produce un effetto curioso: riescono a scandalizzare l’opinione pubblica abituata ormai a tutto. I suoi lavori incuriosiscono, a volte suscitano anche un sorriso, ma sono sempre frutto di un ragionamento cominciato dall’autore e portato a termine dal fruitore.

Maurizio Cattelan più da vicino

Maurizio Cattelan nasce a Padova nel 1960 ed oggi uno dei più importanti artisti italiani in attività. Si tratta di un’artista un po’ fuori dagli schemi convenzionali: le sue opere destano scalpore e a volte indignazione per il loro carattere dissacrante e provocatorio. Attualmente vive tra due grandi metropoli, Milano e New York, e ad oggi è considerato come uno degli artisti più quotati sul mercato. Cattelan, è riuscito a fare anche in Comedian, è in grado di trasformare l’ironia e la provocazione in tutte le sue opere. Sa essere tagliente e dissacrante e allo stesso momento capace di imprimere a lungo il marchio identificativo della sua arte. Come nel caso del suo lavoro più famoso, La nona ora (1999), che mostra Papa Giovanni Paolo II colpito e affondato da un meteorite.

L’ironia è senz’altro una delle componenti più essenziali e rilevanti della sua filosofia aritistica. Nel 1998 ad esempio risponde ad un’intervista per Flash Art “riciclando” le risposte di altri artisti. Nel 2001 invece si fa sostituire dal critico d’arte Massimiliano Gioni in un’intervista video per una televisione svedese. Anche nei confronti delle istituzioni e dell’establishment culturale è da sempre un artista irriverente: quando viene invitato per la prima volta alla Biennale di Venezia nel 1993, piuttosto che esporre una sua opera originale preferisce affittare lo spazio che ha a disposizione ad un’agenzia di pubblicità creando l’opera Lavorare è un brutto mestiere.

Non solo Comedian: le altre opere

Nella città di Milano nel 2004, ancora prima di Comedian, Maurizio Cattelan scandalizza i cittadini esponendo nei pressi di Porta Ticinese una sua installazione consistente in tre manichini di bambini impiccati ad un albero. Un passante, indignato, prova a rimuoverli ma cade e finisce al Pronto Soccorso. L’allora sindaco di Milano, Albertini, difenderà l’opera sottolineandone il valore provocatorio. Sempre a Milano espone, di fronte al palazzo della Borsa, la sua opera L.O.V.E. (2010): una mano aperta priva delle sue dita, ad eccezione del medio. Per alcuni è un gesto di protesta contro il mondo della finanza ma, osservando attentamente l’opera, il dito è rivolto dalla Borsa verso la città. Significherà qualcosa?

In tempi più recenti, nel 2016 ritorna sulla scena con Maurizio Cattelan: America, si tratta di un wc d’oro da diciotto carati che potrà essere utilizzato dal pubblico “quando la natura chiama”. O ancora nel 2018, poco prima di Comedian, dà vita al progetto Eternity, mettendo a disposizione 20 borse di studio per i giovani artisti dell’Accademia di Belle Arti di Carrara, che si sono confrontati con il tema della morte.

L’artista, inoltre, ha ricevuto il titolo di Professore Onorario dell’Accademia delle Belle Arti di Carrara. Niente di strano, se non che Cattelan si è presentato alla cerimonia con una scritta sulla fronte che promuoveva il nuovo modello di smartphone della Huawei. Aveva infatti affittato quella parte del corpo come spazio pubblicitario, devolvendo il ricavato in beneficenza. Perché tutti siamo in vendita, ma dipende da cosa ci facciamo poi con quello che abbiamo guadagnato.

Non ho mai fatto niente di più provocatorio e spietato di ciò che vedo tutti i giorni intorno a me. Io sono solo una spugna. O un altoparlante.” (Maurizio Cattelan).

Marta Barbera

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Classe 1997, nata e cresciuta a Monza, ma milanese per necessità. Laureata in Scienze Umanistiche per la Comunicazione, attualmente studentessa del corso magistrale in Editoria, Culture della Comunicazione e della Moda presso l'Università degli Studi di Milano. Amante delle lingue, dell'arte e della letteratura. Correre è la mia valvola di sfogo, scrivere il luogo dove trovo pace.

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