Grooming creativo, cani troppo umani e dove trovarli
Fonte: freep!k.com

Nel saggio Al di là del bene e del male, il filosofo Nietzsche scriveva: «se uccidi uno scarafaggio sei un eroe, se uccidi una farfalla sei cattivo. La morale ha standard estetici». Eppure, ad oggi, si potrebbe aggiungere che l’estetica non ha morale alcuna se un cane diventa un pupazzo colorato o un ghepardo. È la pratica del grooming creativo, un fenomeno esploso in Asia e negli Stati Uniti, ma che lentamente, o sotto mentite spoglie, sta prendendo piede anche in Italia. Se per alcuni partecipare a una parata di Carnevale o a una festa richiede la ricerca dell’accessorio più alla moda, per altri è premura sfoggiare, letteralmente, il proprio animale domestico in tonalità eccentriche e a tema. Per questo motivo, in loro soccorso subentra la toelettatura creativa.

Quando il consumismo incontra l’umanizzazione e l’egoismo delle persone a rimetterci sono innanzitutto gli animali, privati della propria identità e delle loro tipiche caratteristiche. Pasticcerie per cani, abiti lussuosi, fiocchetti colorati e stravaganti tagli del pelo, sono solo alcune delle pratiche costitutive di una sempre più diffusa moda canina. Da qualche anno, infatti, sono nati centri di toelettatura creativa in cui mediante acconciature, colori e decorazioni si muta l’aspetto dell’animale per fini estetici. È così che i cani delle più disparate razze, in particolare i barboncini, assumono le fattezze di una tigre o di un leoncino; le unghie sono limate e colorate per somigliare a una fragola, le orecchie e la coda agghindate e cotonate semplicemente per strappare un sorriso agli altri o racimolare inutili attenzioni.

A incrementare la pratica del grooming creativo concorrono i social Network come TikTok e Instagram, in cui la valenza dell’apparire ha contagiato numerosi proprietari di cani che hanno egoisticamente sottoposto i propri amici a quattrozampe a lunghe sessioni di toelettatura creativa, facendone oggetti da colorare secondo il proprio gusto, incuranti del benessere animale. Non pochi, infatti, sono gli effetti negativi della toelettatura creativa. Le tinte utilizzate, sebbene siano formulate per gli animali, possono provocare reazioni avverse come allergie e irritazioni in alcuni soggetti sensibili o essere addirittura ingerite per leccatura. L’animale, inoltre, è sottoposto a stress e costretto a rimanere immobile per tutto il tempo necessario perché possa avvenire la trasformazione prevista dal grooming per mano di un team che gira intorno tenendo in mano rasoi, forbici, pennarelli e ghingheri vari. Chi possiede un cane sa già la fatica che richiede poterlo semplicemente lavare, figurarsi pensare di poterlo strumentalizzare per un deleterio estro creativo che altera la termoregolazione della pelliccia. Le ripercussioni, inoltre, avvengono anche nella sfera della socialità animale. Se infatti l’aspetto e l’odore, che generalmente assumono un ruolo fondamentale nella comunicazione animale, sono compromessi, la vittima può faticare a interagire e farsi riconoscere da altri animali entrandovi in conflitto.

Tutto questo però non basta a inibire il fascino che molti subiscono e che manifestano a suon di like e commenti. Naturalmente non manca chi ha fatto del grooming creativo una fonte di ingenti proventi e popolarità. È il caso di Gabriel Feitosa, un Dog grooming artist brasiliano che a Santo Domingo, nel 2019, ha aperto il primo salone per la toelettatura artistica degli animali e che punta a una rete di franchising di oltre 200 negozi negli Stati Uniti, sinonimo di una moda in estensione. I suoi profili social contano più di un milione di follower su Instagram e 200 mila su TikTok, canali sui quali è disponibile una carrellata di stravaganze animali realizzate artificialmente dal toelettatore e dal suo team, che sembra ingannare lo spettatore a suon di baci sulla testa dell’animale, senza mostra l’altro lato della medaglia. Ma il contagio sembra volersi allargare e raggiungere tutti, assumendo il linguaggio dell’oggettificazione. Sono nate start up e siti come National Association of Creative Groomer che vendono video tutorial, scatole di colori, peli sintetici e manichini canini per aspiranti groomer. Insomma, il trionfo dello spreco delle facoltà creative.

Alessio Arvonio

Alessio Arvonio
Classe 1993, laureato in lettere moderne e specializzato in filologia moderna alla Federico II di Napoli. Il mio corpo e la mia anima non vanno spesso d'accordo. A quest'ultima devo la necessità di scrivere, filosofare, guardare il cielo e sognare. In attesa di altre cose, vivo.

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