Popolazione Adivasi: continua l'espropriazione delle terre indigene
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La popolazione indigena degli Adivasi in India combatte da molto tempo per la libertà del proprio territorio di cui sono i protettori, ma viene costantemente attaccata dal governo indiano che da tempo cerca di accaparrarsi imponenti porzioni di terreno su cui far nascere nuove miniere di carbone. Per queste lotte le donne, in particolare, vengono perseguitate, violentate e le loro grida di aiuto non vengono ascoltate. Adesso hanno subito l’ennesima sconfitta: il progetto per l’espansione delle miniere di carbone nelle foreste di Hasdeo nello stato di Chhattisgarh è stato approvato.

Il Primo Ministro del governo indiano Narendra Modi ha promosso l’apertura di 55 nuove miniere di carbone e l’espansione di 193 miniere già esistenti in modo da raggiungere un miliardo di tonnellate di produzione di carbone all’anno. Successivamente sono stati venduti all’asta i lotti delle miniere e tra coloro che se li sono aggiudicati spuntano alcuni nomi di grandi società minerarie tra cui Adani, Vedata e Aditya Birla. Nello specifico è stato dato il via libera all’apertura delle miniere Parsa e Dalit e all’ampliamento della miniera PEKB. Il progetto di Parsa sarà nelle mani della società Adani che ha già il controllo della miniera di PEKB. Il progetto riguardante la miniera di Parsa prevede la produzione 5 milioni di carbone all’anno per oltre 45 anni, energia utile a soddisfare il fabbisogno dello Stato del Rajasthan, una regione in cui in realtà è stato costruito il Bhadla Solar Park, il più grande impianto solare al mondo.

La foresta di Hasdeo è una delle aree forestali più grandi del Paese (170.000 ettari). Casa di circa 10.000 Adivasi, questa enorme distesa verde è una delle zone dell’India più ricche di biodiversità, quindi una zona molto appetibile per le industrie che vogliono ricavare materie da vendere poi all’estero. Distruggere la casa di queste popolazioni indigene vorrebbe dire violare la legge del Paese che vieta l’apertura di miniere nelle terre degli Adivasi senza il consenso della popolazione, poiché proprio gli Adivasi vengono considerati per legge i guardiani di quel territorio.

Gli Adivasi di Hasdeo però non si danno per vinti e hanno iniziato una protesta contro la decisione del governo di Modi: «La situazione è critica e per questo abbiamo deciso di protestare a oltranza. Se ci porteranno via le nostre terre, le future generazioni perderanno la loro identità e la nostra esistenza sarà cancellata per sempre» sono le parole di Muneshwar Porte, un uomo che vive in un villaggio che molto preso sarà probabilmente distrutto. La protesta è iniziata il 2 ottobre, giorno del compleanno di Ghandi. Le comunità Adivasi provenienti dalla foresta di Hasdeo hanno marciato dal 4 al 13 ottobre fino alla capitale Raipur dello stato di Chhattisgarh (300 km) per incontrare il Primo Ministro. Gli Adivasi, in una dichiarazione pubblica del Comitato di resistenza per salvare la foresta Hasdeo, hanno accusato il governo il quale «Invece di proteggere i diritti di noi indigeni e di altri abitanti tradizionali della foresta, il governo federale e quello nazionale hanno unito le loro forze a quelle delle compagnie minerarie e hanno lavorato insieme per devastare la nostra foresta e la nostra terra».

L’espansione delle miniere di carbone avrà anche un catastrofico impatto sull’ambiente: deforestazione, rilascio di materiali tossici e pesanti nel suolo e nell’acqua. Una forte sconfitta per il popolo indigeno degli Adivasi che vede il governo locale espropriarli di uno dei beni più preziosi di cui disponiamo, il territorio in cui siamo nati. Nonostante la cattiva notizia, le proteste della popolazione Adivasi continueranno poiché il fuoco della ribellione contro questo tipo di ingiustizie non smetterà mai di ardere.

Gaia Russo

Gaia Russo
Eterna bambina con la sindrome di Peter Pan. Amante dei viaggi, della natura, della lettura, della musica, dell'arte, delle serie tv e del cinema. Mi piace scoprire cose nuove, mi piace parlare con gli altri per sapere le loro storie ed opinioni, mi piace osservare e pensare. Studio lingue e letterature inglese e cinese all'università di Napoli "L'Orientale".

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