
La Centrale Nucleare di Zaporizhzhia (Zaporizhzhia Nuclear Power Plant), situata in Ucraina vicino a Enerhodar, è la centrale nucleare più grande d’Europa e una delle più grandi al mondo, con sei reattori VVER-1000 e una potenza installata di circa 6.000 MW, generando una parte significativa dell’elettricità ucraina, ma è stata al centro di gravi preoccupazioni di sicurezza a causa del conflitto russo–ucraino in corso, con eventi legati all’occupazione russa e all’interruzione di linee elettriche e di raffreddamento.
Crisi Ucraina-Russia: lo spettro nucleare di Zaporizhzhia tra rischio e geopolitica
Negli ultimi giorni, il conflitto tra Russia e Ucraina, iniziato con l’invasione su vasta scala il 24 febbraio 2022, continua a produrre sviluppi militari e diplomatici di grande rilievo. Dopo nuovi attacchi missilistici su Kiev che hanno causato vittime e danni alle infrastrutture civili ed energetiche anche il giorno di Natale 2025, mentre il presidente Volodymyr Zelensky si trova negli Stati Uniti per colloqui sul processo di pace e garanzie di sicurezza, rimane centrale il nodo della centrale nucleare di Zaporizhzhia.
Questa struttura, la più grande centrale nucleare d’Europa, è sotto controllo russo dal marzo 2022, ma formalmente riconosciuta a livello internazionale come proprietà ucraina. Con i suoi sei reattori di origine sovietica ora in “cold shutdown” (ovvero non operativi per produzione di energia), l’impianto continua però a richiedere elettricità costante per mantenere i sistemi di sicurezza e raffreddamento dei noccioli e del combustibile irradiato.
Un recente reportage della Reuters sottolinea come la questione di Zaporizhzhia sia diventata un tema chiave nei negoziati di pace: Zelensky ha proposto un modello di gestione congiunta con gli Stati Uniti, che preveda la condivisione del 50% dell’energia prodotta, mentre la Russia ha mostrato un’apertura condizionale a una co-gestione russo-statunitense.
Rischi e vulnerabilità della centrale
Nonostante i reattori non producano energia da quasi tre anni, la centrale è rimasta più volte al centro dell’attenzione per pericoli reali di criticità nel sistema di raffreddamento. Nel settembre-ottobre 2025, Zaporizhzhia ha subito una serie di blackout dovuti alla perdita delle linee di alimentazione esterna, costringendo il sito a fare affidamento su generatori diesel di emergenza per mantenere attive le pompe di raffreddamento: una situazione definita “critica” dallo stesso Zelensky che ha avvertito del rischio di un incidente nucleare.
Secondo il direttore generale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (IAEA), Rafael Grossi, il sito è estremamente fragile dal punto di vista della sicurezza nucleare: l’impianto dipende oggi da un’unica linea di alimentazione esterna per il raffreddamento, contro le dieci originarie, e anche questa può essere interrotta a causa delle ostilità nella zona. Grossi ha ripetutamente sottolineato che un’escalation militare o un’interruzione prolungata delle forniture elettriche potrebbe comprometterne la sicurezza a lungo termine.
In passato le autorità ucraine e internazionali hanno anche riferito di attacchi con droni e fuoco d’arma vicino al sito, alcuni dei quali hanno colpito edifici accessori del complesso, mentre l’IAEA ha più volte invitato le parti a ridurre qualsiasi forma di attività militare in prossimità della centrale per evitare un incidente peggiore.
Il paragone con la tragedia di Chernobyl (1986) emerge spesso nei commenti di analisti e politici, non perché le condizioni dei reattori siano identiche (i reattori di Zaporizhzhia sono in stato di freddo arresto), ma per via dei rischi derivanti da interruzioni del raffreddamento e nell’incapacità di ripristinare rapidamente l’energia di rete in un contesto di combattimenti. La prospettiva di un incidente nucleare in tempo di guerra è percepita come una “minaccia globale” proprio perché potrebbe coinvolgere territori oltre i confini ucraini e rievocare uno dei peggiori disastri nucleari della storia.
Conclusione
La centrale di Zaporizhzhia rappresenta oggi non solo un punto di contesa tecnica ed energetica tra Mosca e Kiev, ma anche un simbolo della pericolosità di un conflitto protratto su territori civili e infrastrutturali critici. Con la macchina diplomatica internazionale – dall’IAEA agli Stati Uniti – ancora impegnata per prevenire una catastrofe nucleare, la stabilità di Zaporizhzhia rimane un fattore chiave nella prospettiva di qualsiasi accordo di pace duraturo.
Dott. Yari Lepre Marrani
















































