Con la politica del figlio unico il Paese del dragone ha smesso di crescere
Fonte immagine: ceps.eu / Autore: Reinhold Möller / Copyright: CC-BY-SA

Dal paese del dragone arrivano pessime notizie: per la prima volta da oltre sessant’anni, infatti, la popolazione cinese è diminuita, registrando una decrescita di 0,85 milioni di abitanti rispetto al 2021. In realtà non è l’unico record negativo da segnalare per la Repubblica popolare cinese: il tasso di natalità è il più basso di sempre dal 1946. Nonostante nel 2016 il governo abbia soppresso la politica del figlio unico, non si ferma il declino delle nascite in Cina. Una politica che ci spiega come si è passati da un eccesso all’altro, dalla necessità di limitare i figli per il timore della sovrappopolazione alla necessità di garantire ad ogni famiglia più di un figlio grazie a numerose agevolazioni fiscali.

Quali sono le conseguenze?

Wang Feng, esperto di cambiamento demografico, ha spiegato che l’andamento demografico cinese è un dato da tenere costantemente monitorato, sia per la Cina, che necessita di accelerare le riforme del suo sistema sanitario inefficiente, sia del mercato internazionale, che potrebbe risentirne per l’aumento dei costi della manodopera.

Le famiglie fanno meno figli?

Sulla scelta dei cinesi di dare alla luce una nuova vita continua a incidere anche il costo oneroso che affrontano le famiglie cinesi per l’istruzione dei figli nelle grandi città e i pochi aiuti alle donne nella cura e gestione della prole. Già dopo le riforme di Deng Xiaoping, infatti, il governo si sgravò delle responsabilità che gli competevano riguardo l’istruzione, lasciando che gli istituti fossero i soli ad avere responsabilità dei profitti, creando rette scolastiche e spese extra esorbitanti. 

Immagine di Wikimedia.org

Doveroso segnalare che, per far fronte a questo calo, sono state previste anche delle misure “drastiche”, come una stretta discutibile sul diritto all’aborto da parte del Partito Comunista. Le nuove linee guida del Consiglio di Stato cinese, infatti, prevedono come priorità quella di ridurre gli aborti per scopi non terapeutici, limitando di fatto la libertà delle donne di poter decidere se abortire o meno.

Secondo uno studio delle Nazioni Unite, l’India supererà la Cina nel 2023 diventando il Paese più popoloso del mondo. Gli indiani, infatti, oggi sono 1 miliardo e 412 milioni, mentre i cinesi sono 1 miliardo e 426 milioni. Lecito domandarsi a questo punto: quali ripercussioni avrà la sovrappopolazione indiana, invece?

Marianna De Rosa

Nasco e cresco a Napoli. Studio Giurisprudenza alla Federico II. Appassionata di diritto, politica ed esteri. Spero di aiutare a rendere il politichese una lingua comune. Tre cose che non possono mancare nella mia vita: un buon libro, un bicchiere di vino e una partita di tennis.

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