Ariete, l'arte di saper vivere al di là dei vincoli temporali
Fonte: Bomba Dischi

In virtù dell’inaspettato riscontro in termini di interesse da parte del pubblico ottenuto con il suo debutto discografico “Spazio” e a seguito della definitiva consacrazione avvenuta con la divulgazione del secondo extended play dall’emblematico titolo “18 anni“, la giovanissima cantante e chitarrista romana Ariete, con il recente singolo “L’ultima notte“, è tornata a far parlare di sé.

Non m’importa di niente
Io l’ultima notte la passo con te
Prendi da bere e portami dove vanno le stelle
È l’ultima notte, siamo solo io e te

Capace di dar voce ad atmosfere intime che evacuano qualsivoglia tipo di filtro e di congegnare in note sensazioni fulminee ed istintive, con il suo pop da cameretta, Ariete ha saputo ritagliarsi, in un battibaleno, un’importante spazio nella scena indipendente nostrana, raccogliendo non pochi consensi soprattutto tra le nuove generazioni che nel suo perenne processo di ricerca di un’identità, non tanto artistica quanto personale, si rivedono.

Arianna Del Ghiaccio – questo il nome della songwriter classe 2002 originaria di Anzio – racconta, con parole e musica, nell’ultimo dei suoi brani resi noti, come l’inopinabile incontro tra diverse acque e diversi sapori possa porre le basi per la tanto agognata evoluzione di sé. Il periodo delle vacanze estive è il momento più propizio per aprirsi alle novità, lasciando scivolare via pensieri e preoccupazioni: forti del proprio desiderio di vivere nel qui e ora, non si pensa né al tempo andato né a quello che verrà, provando un’estrema sensazione di pienezza interiore. Che queste gradevoli sensazioni siano transitorie o permanenti è irrilevante, l’importante è viverle nel pieno delle proprie facoltà.

In occasione della seconda serata della XXV edizione del Meeting del Mare, alla quale ha fatto da headliner, abbiamo avuto la fortuna di incontrare Ariete poco prima del suo concerto. Ospite ai nostri microfoni, ecco quanto svelato dall’artista laziale:

La tematica del festival che, per quattro giorni e quattro notti, anima Marina di Camerota e, più in generale, il Cilento è il “corpo“, inteso in tutte le sue sfaccettature. Arianna, la senti, in qualche modo, affine agli argomenti trattati nei tuoi brani?

«In quanto individui sociali, diamo molta importanza ai pensieri e alla parte razionale, relegando, spesso e volentieri, in secondo piano l’emotività. Dato mi sento in controcorrente, nelle mie canzoni mi focalizzo, invece, sull’espressione dei miei sentimenti, sul dar voce a quanto mi porto dentro. Ritengo che mente e corpo siano due dimensioni che vanno di pari passo, quando l’una parla, l’altra insorge: a seconda dello stato d’animo e dell’energia e del calore sprigionati dall’organismo, ogni specifica sensazione scatena reazioni differenti. Il corpo altro non è che un faro che illumina la nostra strada verso le emozioni.»

Il tuo recente singolo, in aggiunta al fatto di essere ascoltatissimo, è stato inserito nella colonna sonora della seconda stagione della serie Netflix “Summertime“ e nello spot del Cornetto Algida. Ti ritieni soddisfatta di aver raccolto, oltreché seminato?

«Tutto ciò non può che farmi piacere, ma, indubbiamente, comporta delle conseguenze. La consapevolezza che al di fuori della stanza all’interno della quale do alla luce i miei brani ci siano persone che danno valore alle parole di Ariete e che in esse si riconoscono, è una responsabilità. Mi viene spontaneo pormi in maniera schietta e diretta; non vi nascondo che, delle volte, fa paura avere i riflettori addosso. Il segreto è dissociare questi timori dalla propria persona, affinché vengano visti come nemici, non come un qualcosa che ha a che fare con noi. Voglio viverla in maniera leggera, godermi ogni attimo: per me è di vitale importanza scrivere per me stessa, riconoscermi in ciò che faccio, indipendentemente dagli ascolti ottenuti dalle mie canzoni.»

Le cotte estive, decantate ne “L’ultima notte“ nascono, in gran parte dei casi, per non avere aspettative. Detto ciò, a tuo parere, per quali motivazioni tali amori vengono, paradossalmente, vissuti con cotanto fervore?

«La magia che si prova al momento va al di là di ogni scienza e razionalità: una volta finito l’incanto, rimane il ricordo di una canzone, di un posto fatato, un profumo particolare. Forse è tutto così intenso perchè vi è un tempo limitato in cui si ha l’impressione di essere davvero liberi dalle ansie e dagli impegni, in cui si può vivere un’avventura speciale e unica fuori dal mondo ordinario. Ma prima o poi si deve tornare nella realtà quotidiana, quindi il consiglio migliore è godersi l’attimo che per sua natura è fuggente.»

Dall’uscita di Quel bar“ ad oggi cos’è cambiato in Ariete e cosa ritieni possa cambiare in un immediato futuro?

«Come detto in precedenza, vivo il tutto senza pretese e con estrema tranquillità; credo che questa sarà una politica che adotterò a lungo termine. Dal punto di vista artistico, l’aver ora al mio fianco un team che mi supporta ha cambiato radicalmente il mio approccio alla musica: se prima agivo in modo del tutto indipendente e senza stare a pensarci troppo, adesso sono un filino più riflessiva sia in fase di scrittura e composizione testuale. Che la maturità abbia realmente dato i suoi frutti?»

Vincenzo Nicoletti

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