Rishi Sunak, 10 Downing Street
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C’è un nuovo inquilino a Downing Street 10. Dopo le repentine e sorprendenti dimissioni di Liz Truss, il Partito Conservatore ha eletto il suo nuovo leader: Rishi Sunak, astro nascente del partito conservatore britannico, di origini afro-indiane, che dispone di una fortuna smisurata.

Chi è Rishi Sunak?

Nato a Southampton nel 1980, Rishi Sunak ha studiato all’Università di Winchester e in seguito si è specializzato in Filosofia ed Economia al Lincoln College di Oxford, seguito da un master in Business Administration negli Stati Uniti presso la Stanford University, come studente Fullbright. Ha lavorato per la banca d’affari Goldam Sachs, prima di ricoprire anche la carica di cancelliere dello Scacchiere per il governo di Boris Johnson.

Doveroso citare il suo matrimonio con Akshata Murthy, figlia di un miliardario indiano fondatore di Infosys, una delle più importanti aziende di tecnologie al mondo, conosciuta a Stanford. Rishi Sunak è letteralmente, più ricco di Re Carlo, e si stima possa disporre di un patrimonio di oltre 730 milioni di sterline.

Le sue origini e la sua discrezione

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I suoi genitori sono emigrati dall’Africa Orientale. Il padre era un medico, nato in Kenya, mentre la madre farmacista, nata in Tanzania. I suoi nonni erano nati nel Punjab, in India, ed emigrarono dall’Africa orientale con i loro figli negli anni Sessanta. È vegetariano, astemio, molto riservato e nonostante abbia un profilo pubblico decisamente sobrio, negli ultimi mesi, Rishi Sunak è diventato uno dei politici più popolari del Regno Unito. Ha tanti soprannomi, tra cui il “maharaja dello Yorkshire” o semplicemente “Rish”, come lo chiamano gli amici.

La rivincita di Sunak

Dopo le dimissioni di Johnson a luglio, Rishi Sunak – insieme a Mordaunt e alla stessa Truss – si era già candidato alla guida del Partito Conservatore. Nonostante avesse ricevuto più consensi dai colleghi di partito, Sunak ottenne solo 60.399 voti, mentre la Truss vinse le primarie con ben 81.326 voti.

Il congedo della Truss ha chiaramente reso Sunak il favorito, anche perché per potersi candidare alla guida del partito sono necessarie ben 100 firme dei deputati. Boris Johnson aveva anticipato il ritorno dalle sue vacanze, intenzionato a non perdere l’occasione per ricandidarsi. Poi, però, ha deciso di ritirarsi dalla corsa sostenendo che se avesse voluto avrebbe ricevuto quell’ampio consenso necessario tra i colleghi di partito per concorrere, nuovamente, al vertice.

Questo non è accertato, e secondo la BBC l’ex premier godeva solo del sostegno di 54 deputati, cercando disperatamente di accattivarsi il consenso dei sostenitori di Mordaunt, richiesta che pare sia stata ampiamente rifiutata.

Elezioni anticipate? 

Dopo le dimissioni della Truss, i laburisti hanno invocato a gran voce le elezioni anticipate. Già dopo le dimissioni di Boris Johnson, Keir Starmer, leader del Labour Party, aveva ritenuto come unica opzione le elezioni in quanto i successori di Johnson sarebbero arrivati senza essere consacrati né da un voto parlamentare né da uno popolare. Rishi Sunak è stato chiaro, durante il suo primo incontro con i deputati del suo partito: non ci saranno elezioni anticipate

Un inizio in salita per Rishi Sunak

Nel suo primo discorso ha pronunciato, senza paura, la situazione che si prospetta: «Ci troviamo di fronte a una profonda sfida economica. Ora abbiamo bisogno di stabilità e unità». Non ha mancato un riferimento all’Ucraina, confermando il suo sostegno a Kiev: «La guerra di Putin ha destabilizzato il mercato dell’energia e le forniture in tutte il mondo», ha premesso aggiungendo poi che questa guerra “terribile” deve vedere con successo una sua conclusione. Cosa succederà ora? Sunak riuscirà ad arrivare alla scadenza della legislatura senza ricordo anticipato alle urne?

Marianna De Rosa

Nasco e cresco a Napoli. Studio Giurisprudenza alla Federico II. Appassionata di diritto, politica ed esteri. Spero di aiutare a rendere il politichese una lingua comune. Tre cose che non possono mancare nella mia vita: un buon libro, un bicchiere di vino e una partita di tennis.

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