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Fonte: www.stylist.co.uk

Cosa significa period poverty? Se ne parla molto poco, ma l’accesso ai prodotti sanitari e agli spazi igienici per gestire in sicurezza le mestruazioni è spesso difficoltoso per le donne e le ragazze di tutto il mondo. La vergogna e lo stigma che circondano il ciclo mestruale non soltanto mettono a rischio la salute delle donne, ma impediscono un qualsiasi dibattito politico sull’impossibilità economica di acquistare e accedere ad assorbenti, coppette e tamponi. Fortunatamente esistono esempi positivi: la Scozia sarà il primo paese al mondo a garantire la gratuità degli assorbenti, fornendo un ottimo spunto per affrontare un vera e propria disparità di genere e di classe. Tali spese ineludibili e costose gravano infatti in maniera più incisiva sulle donne appartenenti ai ceti più bassi della popolazione.

Tassa sugli assorbenti e period poverty: dalla Scozia all’Italia

Le mestruazioni non sono un lusso. Le donne non possono fare a meno degli assorbenti durante il ciclo mestruale, se vogliono salvaguardare la propria salute. Eppure, il costo dei prodotti igienico-sanitari femminili è spesso eccessivo, pesando in maniera decisiva sulle famiglie e sulle persone più povere. Per questo motivo, si parla di period poverty per indicare un fenomeno sociale ed economico, dovuto perlopiù a questioni di carattere culturale. Per millenni le donne sono state lasciate sole nella gestione di una condizione naturale e inevitabile. Cultura patriarcale e pensiero religioso hanno reso le mestruazioni un tabù: tacciate di impurità con l’inizio della pubertà le ragazze si preparano a vivere quel periodo del mese con vergognosi silenzi. Dolorose, abbondanti o scarse le mestruazioni possono causare disagi fisici anche importanti, a cui vanno aggiunte le difficoltà di accesso ai servizi e ai dispositivi igienici, le ore di scuola e di lavoro saltate.

A causa dell’intervento di fattori sociali e culturali, le mestruazioni non costituiscono un evento meramente biologico. Basti pensare alla Tampon Tax, l’IVA sugli assorbenti e i tamponi che in molti altri paesi hanno un’imposizione simile a quella dei beni di lusso, come in Italia dove è pari al 22%. Tuttavia, una buona notizia proviene appunto dalla Scozia, il primo paese al mondo che si sta muovendo affinché i prodotti igienici femminili siano disponibili gratuitamente nelle scuole e nelle università. Il parlamento scozzese ha da poco approvato all’unanimità la legge per fronteggiare la period poverty, il cosiddetto “Period Products Bill”. Oltre alla distribuzione dei prodotti igienici, nelle scuole verranno attuate misure di sensibilizzazione per contrastare lo stigma intorno alle mestruazioni, mentre i sindacati hanno promesso di impegnarsi in tal senso anche sui posti di lavoro. 

Nel Regno Unito una ragazza su dieci non può permettersi di acquistare gli assorbenti, mentre una su sette fatica a coprire le spese destinate ai prodotti igienici femminili. Non meno preoccupanti i numeri riguardanti lo stigma: circa il 48% delle ragazze fra i 14 e i 21 si vergogna del proprio ciclo mestruale. Quello della Scozia è dunque un enorme passo in avanti per l’eliminazione della period poverty, soprattutto considerando l’arretratezza dell’Italia su questo versante. Nel Regno Unito l’IVA su diversi prodotti igienici fra cui gli assorbenti è stata del tutto eliminata; seguono grandi paesi europei come la Francia, con una tassa al 5,5% e la Germania che ha abbassato la tassazione dal 19 al 7%. A livello mondiale, il Canada, lo Stato di New York, il Kenya, l’India, l’Australia hanno già deciso di abolire la Tampon Tax. 

Fonte: www.girlsglobe.org. “Dove la tassa sugli assorbenti è più alta e più bassa in Europa” (2019)

La crisi economica dovuta alla pandemia da COVID-19, che ha colpito duramente l’occupazione femminile, ha reso ancora più urgente l’abolizione di questa tassa anche nel nostro Paese. Nel 2019 la Camera dei Deputati aveva approvato un emendamento per ridurre l’IVA fino al 5% solo per gli assorbenti compostabili e biodegradabili. Una misura certamente inadeguata, considerando lo scarso consumo di questo tipo di prodotti e la libertà delle donne di poter scegliere il dispositivo igienico più adatto alla propria persona. 

Le mestruazioni nel mondo: una questione di classe

Che una donna nasca in un paese in via di sviluppo o in una famiglia indigente dell’Occidente industrializzato poco cambia. Molte persone non riescono ad affrontare le spese mensili legate alla gestione del flusso mestruale. Secondo ASVIS, Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, due terzi delle donne keniane non possono permettersi gli assorbenti igienici e utilizzano alternative pericolose per la propria salute. In Africa Sub-Sahariana una ragazza su dieci non frequenta la scuola durante il periodo mestruale. A causa di queste problematiche il Kenya, ancor prima della Scozia, si è mossa per fronteggiare la period poverty, abolendo la tassa sugli assorbenti e garantendo ad ogni studentessa registrata a scuola prodotti igienici femminili gratuiti. Anche negli Stati Uniti, dove il costo mensile degli assorbenti è di 10 dollari, le banche alimentari si stanno mobilitando per fornire assorbenti alle donne più indigenti. Nello Stato di New York viene assicurata una fornitura di prodotti igienici nelle prigioni, nelle scuole e nei rifugi dei senza dimora. 

Secondo ActionAid la pandemia, i disastri umanitari e le guerre peggiorano la condizione di molte donne, costrette a utilizzare materiali non igienici e con il rischio di incorrere in infezioni, a causa della bassa disponibilità di assorbenti, cibo e kit sanitari. Non solo: in ogni paese del mondo le ragazze non vengono informate adeguatamente e prevalgono le superstizioni legate al ciclo mestruale, come avviene in Nepal con il chhaupadi, l’esilio mestruale. A tal proposito, l’UNICEF evidenzia le difficoltà affrontate dalle donne con disabilità che faticano ad avere accesso a spazi igienizzati e promuove un’educazione alla solidarietà sociale e alle buone abitudini che possa coinvolgere anche i ragazzi. 

Ma la lotta contro la period poverty non può certo limitarsi all’abolizione della tassa sugli assorbenti, magari facendola passare per una gentile concessione alle donne. Eliminare uno dei molteplici ostacoli economici è solo un primo passo verso la parità di genere e il cambiamento culturale. In questo gli uomini devono essere i nostri alleati.

Rebecca Graziosi

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