Jack Kerouac, la Beat Generation e il manifesto dell'irrequietezza
Fonte immagine: www.libriantichionline.com

Il 12 marzo del 1922, a Lowell (Massachussets) nasce Jack Kerouac. Pioniere della Beat Generation, scrittore dalla personalità unica, esuberante, colto, curioso. Malinconico.

La Beat Generation contro la società e l’idealismo

Jack Kerouc Beat generation
(Fonte: kerouacontheroad.altervista.org)

I giovani americani degli anni ’50 stavano vivendo un periodo instabile. La Lost Generation non erano loro, avevano bisogno di riconoscersi e sentirsi uniti in qualcos’altro, qualcosa che rappresentasse la loro inquietudine. Figli della borghesia cattolica, università importanti, educazione severa, Jack Kerouac e i suoi compagni del momento incarnano perfettamente lo spirito dell’epoca. Siamo nel periodo del dopoguerra, le ferite e gli orrori sono ancora freschi, ed è in questo clima che nasce la Beat Generation: l’incontro tra Kerouac, Ginsberg e Carr alla Columbia University, antiaccademici che si scontrano con la tradizione letteraria dei loro professori, dà vita a questo nuovo movimento che offre un nuovo modo di pensare.

Ma che significa “Beat”? Non è facile stabilire se l’aggettivo andasse considerato in senso positivo – una specie di beatitudine – o in senso negativo – come sconfitto in partenza. Gli scrittori beat amano tutto ciò che la vita ha da offrire, sono in uno stato di serenità, amano il prossimo e si ispirano al cattolicesimo, al buddismo e al taoismo. Ed è anche per questi motivi che la corrente beat diventa popolare e negli anni conquista la generazione del dopoguerra, sfociando nel movimento hippy. Al centro di tutto c’è New York e ci sono i 3 compagni che vogliono combattere il capitalismo, la discriminazione sessuale e il potere dei media.

Il gruppo negli anni cambia, si aggiungono Cassady, Corso, Ferlinghetti e, infine, entrerà a far parte di questo mondo Burroughs, autore sicuramente vicino al movimento letterario ma indipendente rispetto ai temi, famoso per aver scritto un romanzo controverso come Pasto nudo.

“Sulla strada” di Jack Kerouac, il testo sacro della Beat Generation

Jack Kerouac Beat Generation
(Fonte: Boston.com)

Il romanzo più famoso di Jack Kerouac, pubblicato in Italia grazie a Fernanda Pivano, è un romanzo nato letteralmente on the road: racconta il viaggio di Sal Paradise (Jack Kerouac) e Dean Moriarty (Neil Cassady) lungo tutti gli Stati Uniti, e più volte, da nord a sud, da est a ovest, fino ad arrivare in Messico. In quasi quattro anni di spostamenti Paradise e Moriarty vivono la strada, sono homeless, vagabondi volontari, si muovono attraverso mezzi di fortuna e sbarcano il lunario con lavoretti qua e là.

Sulla strada non è solo il racconto di un viaggio, è il manifesto di una intera generazione, confusa, spaventata, che ha bisogno di ribellarsi, ribellarsi a quell’America bigotta e conservatrice, combattere contro una società che riconosce l’uomo solo quando è lavoratore e consumatore. Il viaggio come scoperta del proprio io, in un periodo post bellico carico di incertezze; il viaggio come esplorazione di paesaggi, attraverso una prosa spontanea e lampi di poesia che saranno la cifra stilistica della narrazione di Jack Kerouac.

Ma il viaggio non dura per sempre. Sulla strada non ha un finale vero e proprio, non si arriva a una conclusione netta, però si percepisce tutto il senso di sconfitta e inadeguatezza che porteranno Neal Cassady e Jack Kerouac a una tragica morte: il primo morirà imbottito di barbiturici e verrà trovato assiderato lungo i binari di una linea ferroviaria in Messico. Il secondo invece a causa di una emorragia al fegato, a 47 anni, il 21 ottobre del 1969.

Valentina Cimino

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