“Virgo”, l'atlante della geografia sentimentale di Libera
Fonte: Ufficio Stampa Sfera Cubica

Uragano di vigore, positività e valori magnanimi, Libera, spinta dalla sua incessante ed instancabile sete di esternare musicalmente il proprio bagaglio sentimentale, ha deciso di lanciare un nuovo progetto che l’ha portata alla pubblicazione del suo primo EP “Virgo” in uscita, per l’etichetta indipendente Emic Entertainment, in data 8 giugno.

La copertina di ”Virgo”, EP di Libera fresco d’uscita

Che la scrittura della cantante italo-dominicana sia tra le più ispirate e, per questo, anche sofisticate è sotto l’occhio, anzi orecchie, di una fetta di pubblico non indifferente; saranno quella vena energica e rinfrescante, o quelle storie in forma canzone, capaci di svelare e cogliere il valore del quotidiano, a donare alla musica ”di Libera un ampio ventaglio emozionale, rendendola tangibile per tutti.

Potremmo leggere il lavoro discografico in molteplici maniere e, ogni volta, ottenere, con molta probabilità, risultati diversi. È propria questa la prerogativa dell’arte di Libera: saper utilizzare un linguaggio espressivo variegato, pregno di contaminazioni di stili differenti (R&B / Soul / Pop) che ben si fondono tra loro. L’amore verso sé stessa, gli altri o per la vita in genere è il grande protagonista delle quattro tracce contenute in “Virgo”: la musica, intesa come serbatoio di affetti e memorie, può trarre dai turbamenti e dalle emozioni la percezione del divenire.

La nostra redazione ha incontrato Libera per i suoi lettori. Ne è nata una piacevole chiacchierata a tutto tondo riguardo la sua carriera artistica, la genesi del suo EP fresco d’uscita “Virgo” ed altro ancora. Di seguito l’intervista completa:

Sai cantare, recitare e ballare, insomma sei un’artista completa. Ti va di ripercorrere come è nata la tua passione per le discipline artistiche menzionate?

«Ho sempre avuto una certa predilezione per la musica, ma non solo: amo l’arte in tutte le sue forme; di conseguenza, abbraccio l’idea di essere un’artista completa. Il canto, materia con la quale ho avuto modo di interfacciarmi all’età di undici anni, ha sempre accompagnato ogni istante della mia vita, donandomi forza vitale e sensazioni indescrivibili. Per quanto riguarda, invece, il teatro e la danza li ritengo anch’essi di primaria importanza in quella che è stata – e tuttora è – la mia formazione. Lo sperimentare forme artistiche differenti mi ha consentito di sviluppare una personalità tutta mia, facendomi, simultaneamente, sentire parte di un mondo magico nel quale posso sentirmi realizzata, essere chi realmente desidero.»

Frutto dell’esigenza di raccontare scorci del tuo passato e del tuo presente, il tuo EP fresco di pubblicazione “Virgo” si può, a tutti gli effetti, definire una raccolta di diari di vita accumulati nel tempo. Se potessi scegliere una frase di una canzone in esso contenuta che meglio ti rappresenta, quale sarebbe? Perchè?

«“Sei la mia musa ispiratrice, la cura per ogni cicatrice, una vera salvatrice”, frase contenuta nel brano “Mia dolce musica”, descrive appieno l’amore che nutro nei confronti della musica. Non c’è compagna di avventure migliore: nei momenti felici, tristi, di solitudine, di convivialità è sempre presente. Al di là di questo, spesso e volentieri, mi ha anche aiutata a riflettere. Ha effetti, nel mio caso specifico, a dir poco benefici; ritengo, perciò, che il suo potenziale sia sottovalutato. Molte volte, per comprendere i miei sentimenti, scrivo canzoni solo ed esclusivamente per me stessa (non le faccio ascoltare a nessuno): ciò che non mi viene facile esprimere a parole, in note mi viene naturale. Insomma, posso dirvi con certezza che la musica è davvero tutto per me.»

Per non essere vittime di noi stessi, vale la pena ricordare quanto, paradossalmente, sia irrazionale cercare di eliminare l’irrazionalità. In “Virgo” assistiamo, in un certo senso, ad un marcato approfondimento del dualismo tra ragione e sentimento, elementi la cui convivenza è imprescindibile. È così, o sbaglio? Ce lo racconti track by track?

«Non ti sbagli! L’EP è il racconto di una battaglia interiore comune a noi tutti, una sfida alla quale è alquanto difficile per far fronte: la scelta tra ragione e sentimento ci attanaglia continuamente. Vi spiego, traccia per traccia, cosa intendo comunicare nel mio primo lavoro discografico:

“123” parla della necessità di avere al proprio fianco un/a compagno/a fedele, stimolando, al contempo, l’ascoltatore a riflettere, nel pieno delle sue facoltà, in merito chi ha accanto;

“Fantasia” ha toni più malinconici del resto della tracklist di “Virgo, in quanto scritta in un momento non semplice della mia vita. In quel dato frangente, mi sentivo confusa, alla ricerca di una razionalità che, specialmente nel periodo storico che noi tutti stiamo vivendo, è arduo trovare. Anche in questo caso la musica è stata per me un’ancora di salvezza, occasione di positività e speranza;

Mia dolce musica” parla della mia passione per la musica, un amore autentico, puro ed insostituibile che tutti dovrebbero vivere. Come un partner ideale, non mi ha fatto mai sentire inadeguata, elevandomi;

– “Ultimo sospiro” è un brano in cui la ricerca d’avventura assume un ruolo predominante nel raggiungimento della pace interiore. In questa canzone esterno al mondo come amo vivere le preoccupazioni, ovvero in maniera leggera (se così non fosse, saremmo i nemici di noi stessi);

Come tu stessa sottolinea nella traccia numero tre di “Virgo”, il canto, oltre a rappresentare – per quanti amano la disciplina – una passione da portare avanti con convincimento e dedizione, può assumere un potere energico e terapeutico. Cosa ci dici a riguardo?

«Come già accennato prima, può, senza alcun dubbio, farsi carico di una forte valenza officinale; è per questa motivazione che viene utilizzata in ambito medico per “alleviare” svariati disturbi. A mio parere, è possibile beneficiarne anche nella vita di tutti i giorni: in ogni attimo, positivo o negativo che sia, esiste una colonna sonora adatta. La presenza della musica nella quotidianità è fondamentale ai fini del proprio benessere psicofisico.»

Vincenzo Nicoletti

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